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Roberto Mancini cerca di togliere pressione dalla sua squadra che ha riaperto il discorso Premier. Ora i Citizens sono a -3 dallo United. E lunedì c'è il derby decisivo.

Lunedì prossimo sarà il giorno della verità e, probabilmente, quello che deciderà anche le sue sorti. Il tecnico del Manchester City, Roberto Mancini, sa che questa è una delle settimane più importanti della sua carriera e, con il derby di Manchester alle porte, le prova tutte per scaricare la pressione sui ben più abituati rivali cittadini, ora avanti solo 3 punti e in svantaggio negli scontri diretti.

Ma il Mancio sa anche che per gran parte dei suoi giocatori è una situazione del tutto nuova, a differenza degli uomini di Sir Alex Ferguson, navigati e vincenti in Inghilterra e in Europa. E la provocazione dell'allenatore dei 'Citizens' non si fa attendere: "Solo lo United può perdere il titolo ormai. La pressione non è dalla nostra parte perché non ci si aspetta una nostra vittoria. In vita mia non ho mai scommesso ma, se dovessi farlo stavolta, punterei tutto su di loro, al 100%, perché sono abituati a queste sfide mentre noi siamo nuovi a queste partite. Vogliamo solo finire bene, per la nostra stagione è fondamentale".

Nessun messaggio invece per il collega-rivale Ferguson che nel monday night più importante della stagione inglese gli contenderà lo scettro di allenatore campione d'Inghilterra. Mancini, formalmente e ufficialmente appoggiato e riconfermato dalla miliardaria dirigenza del Manchester City, sa però che, con tutti i milioni di euro spesi in sede di mercato la scorsa estate, ha un credito limitato nei confronti dello sceicco Mansour. Prima o poi deve vincere: quale occasione migliore di questa? Il suo futuro dipende anche da questa sfida perché, fuori da tutte le coppe, non è così scontato che il patron dei 'Citizens' sia così propenso a rimanere a bocca asciutta e senza alcun trofeo in bacheca.

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