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ll Punto sul Cosenza - Via la difesa a 3, si 'ritorna al futuro'...
Toscano riadotta il modulo delle grandi vittorie e rialza il Cosenza.
A volte basta poco, ma veramente poco per cambiare il rendimento, la mentalità, l'approccio tattico ad una gara: poi se ti chiami Mimmo Toscano, detto il 'Cannibale', perchè non si accontenta mai e vuole sempre sbranarsi tutto quello che c'è da sbranare, tutto diventa più facile. Il tecnico reggino ritorna alle origini, perchè obiettivamente con la difesa a tre non si poteva continuare. Troppe le 30 reti subite, terza peggior difesa del torneo, a fronte dei reparti arretrati non solo delle dirette concorrenti, ma anche di quelli che hanno preceduto negli ultimi due anni quello attuale in casa Cosenza. Difese solide, robuste, che badavano sempre al sodo; magari un dato può essere maggiormente indicativo: la difesa dello scorso anno è stata la meno perforata d'Europa (fatte le dovute proporzioni). Invertire la tendenza dunque, e così è stato difatti, riuscendo finalmente non solo a tornare alla vittoria in quel di Lanciano, ma anche evitando di subire reti. Meglio di così la rivoluzione tattica non poteva partire. E non è detto che i cambiamenti siano finiti qui. Gli esterni sono sacri per Toscano, sin dai tempi di Occhiuzzi, ma non è da escludere un centrocampo a tre granitico con Fiore avanzato a supporto delle due punte. Staremo a vedere.
Fatto sta che il Cosenza espugna Lanciano col minimo scarto, soffrendo tanto, ma sempre con la massima concentrazione, e soprattutto dimostrando finalmente di essere in grado di saper gestire il vantaggio. Già al 3' i Lupi hanno la chance di passare a condurre con un penalty concesso dal direttore di gara: però la rincorsa di Fiore, per chi lo conosce, non fa ben sperare, e infatti il 10 rossoblù angola la traiettoria ma non abbastanza per evitare la respinta dell'estremo difensore locale. Il Cosenza però, a differenza di altre occasioni non demorde, e invece di subire il contraccolpo psicologico, dimostra le proprie qualità rimanendo ordinato e compatto sul campo, non giocando un gran calcio ma lottando, sempre. Vantaggio che arriva allo scadere del primo tempo, quando Biancolino si inventa un goal dei suoi, d'autore: mezza rovesciata che sbatte sul palo e si insacca in rete. Spettacolare. Torna al goal il Pitone dopo la lunga assenza per squalifica e una scialba prestazione contro l'Andria nell'ultimo match casalingo. Correrà poco, sbaglierà i rigori, ma la sua presenza davanti resta comunque indispensabile. Nella ripresa gli ospiti subiscono l'iniziativa del Lanciano, ma gli attacchi abruzzesi si infrangono su un grande Petrocco, autore di almeno un paio di superbi interventi, e sulla difesa in toto, con Fanucci e Porchia che l'uno affianco all'altro affinano l'intesa. Vengono ulteriormente fuori i limiti interni del Lanciano, che ha raccolto invece applausi e la maggior parte dei punti lontano da casa.
I Lupi con questa vittoria azzannano la zona play-off, e sembrano aver imboccato la strada giusta; del resto, anche Toscano ha ribadito il concetto che gli applausi e i complimenti non portano punti, quindi anche se brutti, bisogna essere pratici, cinici, insomma vincenti. E le esperienze degli anni passati insegnano molto da questo punto di vista. La pausa aiuterà la truppa rossoblù ad esercitarsi sul nuovo modulo, perchè dallo scontro diretto con la Reggiana in poi, è veramente vietato sbagliare.
Pierfrancesco Fazzolari
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Fatto sta che il Cosenza espugna Lanciano col minimo scarto, soffrendo tanto, ma sempre con la massima concentrazione, e soprattutto dimostrando finalmente di essere in grado di saper gestire il vantaggio. Già al 3' i Lupi hanno la chance di passare a condurre con un penalty concesso dal direttore di gara: però la rincorsa di Fiore, per chi lo conosce, non fa ben sperare, e infatti il 10 rossoblù angola la traiettoria ma non abbastanza per evitare la respinta dell'estremo difensore locale. Il Cosenza però, a differenza di altre occasioni non demorde, e invece di subire il contraccolpo psicologico, dimostra le proprie qualità rimanendo ordinato e compatto sul campo, non giocando un gran calcio ma lottando, sempre. Vantaggio che arriva allo scadere del primo tempo, quando Biancolino si inventa un goal dei suoi, d'autore: mezza rovesciata che sbatte sul palo e si insacca in rete. Spettacolare. Torna al goal il Pitone dopo la lunga assenza per squalifica e una scialba prestazione contro l'Andria nell'ultimo match casalingo. Correrà poco, sbaglierà i rigori, ma la sua presenza davanti resta comunque indispensabile. Nella ripresa gli ospiti subiscono l'iniziativa del Lanciano, ma gli attacchi abruzzesi si infrangono su un grande Petrocco, autore di almeno un paio di superbi interventi, e sulla difesa in toto, con Fanucci e Porchia che l'uno affianco all'altro affinano l'intesa. Vengono ulteriormente fuori i limiti interni del Lanciano, che ha raccolto invece applausi e la maggior parte dei punti lontano da casa.
I Lupi con questa vittoria azzannano la zona play-off, e sembrano aver imboccato la strada giusta; del resto, anche Toscano ha ribadito il concetto che gli applausi e i complimenti non portano punti, quindi anche se brutti, bisogna essere pratici, cinici, insomma vincenti. E le esperienze degli anni passati insegnano molto da questo punto di vista. La pausa aiuterà la truppa rossoblù ad esercitarsi sul nuovo modulo, perchè dallo scontro diretto con la Reggiana in poi, è veramente vietato sbagliare.
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