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Il Punto sul Perugia - Il sudatissimo pari interno con l’Arezzo spedisce Pagliari sulla graticola
Interrotta la serie positiva in casa.
12/nov/2009 08.46.48
Il Perugia interrompe la serie positiva casalinga di cinque vittorie in altrettante partite con un sudatissimo zero a zero contro l'Arezzo. Ancora una volta sugli scudi il nostro piccolo-grande portiere Max Benassi, capace di annullare con almeno quattro interventi prodigiosi le palle gol create dagli amaranto. La quinta è stata salvata da un miracoloso recupero di Raimondi dopo uno svarione di Accursi che aveva liberato Fofana davanti a Benassi. E il Grifo? Ha corso, ha lottato, nel primo tempo ha cercato anche di pungere ma alla fine è riuscito a creare una sola vera palla gol, quella sciupata, ormai a porta vuota, da un Paponi che comunque, al di là del clamoroso errore, non aveva demeritato risultando, a nostro modesto parere, l'unico in grado di dare profondità alla squadra. Dopo la sua sostituzione con un deludente Cazzola, il Grifo è passato ad un inedito 4-2-3-1, con il solo piccolo Del Core terminale offensivo in un terreno pesantissimo. Il risultato è stato che l'Arezzo ha guadagnato campo e il Perugia, nonostante l'ingresso nell'ultimo quarto d'ora di Ercolano al posto dell'infortunato Bondi, ha quasi sempre subito la pressione aretina se si eccettua una bella giocata di Sergione per Del Core, attardatosi però troppo al momento del tiro. E buon per il Perugia che Semplici non abbia immesso prima qualche elemento più fresco (la prima delle due sostituzioni aretine è arrivata solo a sette minuti dalla fine). Come paventato il distacco dalle prime due è salito a dieci punti, quello dalla terza e la quarta a sei e a cinque e a due quello dalla quinta posizione, occupata dal Benevento, la favorita iniziale alla vittoria finale.
Tutto questo quando il campionato ha superato il primo terzo del suo percorso e il Perugia ha completato il miniciclo terribile di cinque partite con soli quattro punti all'attivo. I numeri dicono che il Grifo è riuscito a battere solo squadre della fascia destra della classifica mentre ha sistematicamente perso tutti gli scontri diretti, tutti giocati in trasferta, con le squadre più forti e pareggiato a fatica l'unico giocato al "Curi", quello, appunto, con l'Arezzo. C'è sicuramente da recriminare per i due punti persi immeritatamente a Cremona e Novara ma al contempo non si può ignorare come anche le vittorie casalinghe con Figline e Pergocrema siano state assolutamente immeritate per cui la classifica attuale, alla fine dei conti è quella giusta. Quello che preoccupa è la sterilità offensiva, solo nove gol in dodici partite, frutto in molte gare come quella odierna, non di cinque sei gol falliti a partita ma di incapacità a creare più di un paio di occasioni.
Nonostante tutto la presenza in squadra di gente di categoria superiore come Benassi, Raimondi, Bondi e lo stesso Perra sembrerebbe garantire, comunque, la sicurezza di poter portare a termine un campionato migliore di quello tribolatissimo dello scorso anno ma l'impressione è che per poter puntare almeno al quinto posto questa squadra non debba contare solo sul valore e le giocate dei singoli ma debba crescere in maniera notevole sul piano del gioco che, alla lunga, è sempre quello che paga. Se ne è accorto anche Covarelli che nel dopo gara ha praticamente dato i sette giorni al tecnico scatenando la fin troppo pepata risposta a queste critiche fatta del tecnico nella conferenza stampa di martedì.
Domenica prossima è in programma la trasferta sul piccolo sintetico di Sorrento contro una squadra assetata di punti e, dopo il tellurico botta e risposta tra presidente e tecnico, per il tecnico di Tolentino potrebbe davvero essere l’ultima chiamata (Braglia, Camplone, Galderisi e Sarri, ancora a libro paga del Perugia, sono dietro l’angolo). Visto che le sconfitte a ripetizione sui campi della Lombardia e del Piemonte hanno dimostrato, com'era giusto, che l'addebitare le sconfitte degli anni precedenti del Perugia al sud ai particolari ambienti dei campi caldi del meridione era solo una leggenda metropolitana, ci auguriamo che la riscossa biancorossa possa partire proprio dal civettuolo "Campo Italia" di Sorrento.
Danilo Tedeschini
Tutto questo quando il campionato ha superato il primo terzo del suo percorso e il Perugia ha completato il miniciclo terribile di cinque partite con soli quattro punti all'attivo. I numeri dicono che il Grifo è riuscito a battere solo squadre della fascia destra della classifica mentre ha sistematicamente perso tutti gli scontri diretti, tutti giocati in trasferta, con le squadre più forti e pareggiato a fatica l'unico giocato al "Curi", quello, appunto, con l'Arezzo. C'è sicuramente da recriminare per i due punti persi immeritatamente a Cremona e Novara ma al contempo non si può ignorare come anche le vittorie casalinghe con Figline e Pergocrema siano state assolutamente immeritate per cui la classifica attuale, alla fine dei conti è quella giusta. Quello che preoccupa è la sterilità offensiva, solo nove gol in dodici partite, frutto in molte gare come quella odierna, non di cinque sei gol falliti a partita ma di incapacità a creare più di un paio di occasioni.
Nonostante tutto la presenza in squadra di gente di categoria superiore come Benassi, Raimondi, Bondi e lo stesso Perra sembrerebbe garantire, comunque, la sicurezza di poter portare a termine un campionato migliore di quello tribolatissimo dello scorso anno ma l'impressione è che per poter puntare almeno al quinto posto questa squadra non debba contare solo sul valore e le giocate dei singoli ma debba crescere in maniera notevole sul piano del gioco che, alla lunga, è sempre quello che paga. Se ne è accorto anche Covarelli che nel dopo gara ha praticamente dato i sette giorni al tecnico scatenando la fin troppo pepata risposta a queste critiche fatta del tecnico nella conferenza stampa di martedì.
Domenica prossima è in programma la trasferta sul piccolo sintetico di Sorrento contro una squadra assetata di punti e, dopo il tellurico botta e risposta tra presidente e tecnico, per il tecnico di Tolentino potrebbe davvero essere l’ultima chiamata (Braglia, Camplone, Galderisi e Sarri, ancora a libro paga del Perugia, sono dietro l’angolo). Visto che le sconfitte a ripetizione sui campi della Lombardia e del Piemonte hanno dimostrato, com'era giusto, che l'addebitare le sconfitte degli anni precedenti del Perugia al sud ai particolari ambienti dei campi caldi del meridione era solo una leggenda metropolitana, ci auguriamo che la riscossa biancorossa possa partire proprio dal civettuolo "Campo Italia" di Sorrento.
Danilo Tedeschini
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