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Generazione di Fenomeni, SPECIALE MONDIALE U20 - Tabarè Viudez, ti dice niente Milan?
Ogni giorno andiamo alla scoperta di una delle stelle del Mondiale Under 20 con il suo profilo dettagliato...
BIO
Nome - Tabarè Viudez
Data di nascita - 8/9/1989
Nazionalità - Uruguay
Altezza - 166 cm
Peso - 64 kg
Ruolo - Attaccante
Squadra - Defensor Sporting
Ci si attendevano i goal di Abel Hernandez, i guizzi di Santiago Garcia o le giocate di Jonathan Urretaviscaya dall'esordio dell'Uruguay nel Mondiale Under 20 egiziano. Invece la notte di Ismaila è stata illuminata dalla gemma di un altro talentino della Celeste: la spettacolare sforbiciata che ha deciso l'incontro con l'Inghilterra porta un po' a sorpresa la firma di Tabarè Viudez. Sì, proprio lui, l'oggetto misterioso della scorsa stagione in casa Milan...
LA STORIA - Nasce, cresce e impara a dare calci ad un pallone a Montevideo, come più o meno tutti i grandi campioni sfornati nel corso degli anni della florida scuola uruguagia. Ma non lo adocchiano nè Peñarol, nè Danubio: sono i dirigenti del Defensor Sporting a credere per primi nelle sue qualità. Per due anni si fa strada nelle giovanili del club, a suon di dribbling e goal, e convince lo staff tecnico del club a lanciarlo in prima squadra nel 2007/08, appena 18enne. Mossa azzeccata, per il Defensor. El Chaio ('Il ragazzo', così lo chiamano in patria) s'impone all'attenzione di tutti giocando praticamente sempre, con sei reti ad impreziosire le sue trentacinque presenze in campionato. Numeri da talento vero, se volete da predestinato. E' così che finisce nel mirino del Milan, un po' a sorpresa, nell'estate del 2008. I rossoneri lo acquistano per circa due milioni di euro assieme al meno talentuoso Cardacio, tra lo stupore generale: non tanto per la consistenza dell'investimento, quanto per il fatto che per Viudez viene sacrificato uno dei posti a disposizione per gli extracomunitari. Sinonimo di fiducia nelle sue potenzialità, direte voi. E invece no. Il giovane talento uruguagio vive un'annata ai margini a Milanello, e riesce ad assaporare il giusto di giocare in Serie A grazie ad una manciata di minuti disputati contro l'Atalanta, dopo essere subentrato a Davide Beckham. Poi, sul finire dell'ultimo calciomercato, il drastico epilogo del sogno italiano: rescissione consensuale con il Diavolo e ritorno in patria. Ancora al Defensor Sporting, per tornare a sognare un futuro scintillante.
LE CARATTERISTICHE - I tifosi del Milan, a questo punto, si staranno interrogando sulla scelta operata della società: giusto bocciare Viudez dopo soli dodici mesi? Dubbio lecito, a vedere la sforbiciata che ha steso gli inglesi nel Mondiale U20. La verità potrebbe stare nel mezzo. Il talento del ragazzo non è in dubbio, la sua adattabilità al calcio italiano sì. El Chaio incarna alla perfezione lo stereotipo del funambolo sudamericano: tecnica da 'Joga Bonito', velocità di esecuzione impressionante, dribbling a profusione. Numeri d'alta scuola, che oltreoceano fanno la differenza, mentre qui in Italia, senza un minimo d'intelligenza tattica ed un fisico in grado di sopportare le angherie dei difensori nostrani, non si va molto lontano. Daniel Fonseca, procuratore di Viudez, è pronto a scommettere su una sua esplosione ad alti livelli. Il paragone che azzarda è di quelli scomodi: "Viudez assomiglia ad Aguero. E' di piccola statura, veloce e scattante. Una seconda punta che può giocare anche come ala". E perchè no, anche da trequartista. La visione di gioco non gli manca, così come la propensione all'assist. Trovando la giusta collocazione tra le due linee di centrocampo e attacco, potrebbe diventare letale. Come lo è stato contro l'Inghilterra, dopo essere partito dalla panchina. Sintomo della sua voglia di mettersi in mostra, di incidere, di farsi valere dopo l'esperienza deludente di Milano. Vent'anni, talento da vendere e sete di riscatto: mix potenzialmente devastante che tra un po' di tempo potrebbe contribuire a riportarlo dalle nostre parti...
Sergio Chesi
Nome - Tabarè Viudez
Data di nascita - 8/9/1989
Nazionalità - Uruguay
Altezza - 166 cm
Peso - 64 kg
Ruolo - Attaccante
Squadra - Defensor Sporting
Ci si attendevano i goal di Abel Hernandez, i guizzi di Santiago Garcia o le giocate di Jonathan Urretaviscaya dall'esordio dell'Uruguay nel Mondiale Under 20 egiziano. Invece la notte di Ismaila è stata illuminata dalla gemma di un altro talentino della Celeste: la spettacolare sforbiciata che ha deciso l'incontro con l'Inghilterra porta un po' a sorpresa la firma di Tabarè Viudez. Sì, proprio lui, l'oggetto misterioso della scorsa stagione in casa Milan...
LA STORIA - Nasce, cresce e impara a dare calci ad un pallone a Montevideo, come più o meno tutti i grandi campioni sfornati nel corso degli anni della florida scuola uruguagia. Ma non lo adocchiano nè Peñarol, nè Danubio: sono i dirigenti del Defensor Sporting a credere per primi nelle sue qualità. Per due anni si fa strada nelle giovanili del club, a suon di dribbling e goal, e convince lo staff tecnico del club a lanciarlo in prima squadra nel 2007/08, appena 18enne. Mossa azzeccata, per il Defensor. El Chaio ('Il ragazzo', così lo chiamano in patria) s'impone all'attenzione di tutti giocando praticamente sempre, con sei reti ad impreziosire le sue trentacinque presenze in campionato. Numeri da talento vero, se volete da predestinato. E' così che finisce nel mirino del Milan, un po' a sorpresa, nell'estate del 2008. I rossoneri lo acquistano per circa due milioni di euro assieme al meno talentuoso Cardacio, tra lo stupore generale: non tanto per la consistenza dell'investimento, quanto per il fatto che per Viudez viene sacrificato uno dei posti a disposizione per gli extracomunitari. Sinonimo di fiducia nelle sue potenzialità, direte voi. E invece no. Il giovane talento uruguagio vive un'annata ai margini a Milanello, e riesce ad assaporare il giusto di giocare in Serie A grazie ad una manciata di minuti disputati contro l'Atalanta, dopo essere subentrato a Davide Beckham. Poi, sul finire dell'ultimo calciomercato, il drastico epilogo del sogno italiano: rescissione consensuale con il Diavolo e ritorno in patria. Ancora al Defensor Sporting, per tornare a sognare un futuro scintillante.
LE CARATTERISTICHE - I tifosi del Milan, a questo punto, si staranno interrogando sulla scelta operata della società: giusto bocciare Viudez dopo soli dodici mesi? Dubbio lecito, a vedere la sforbiciata che ha steso gli inglesi nel Mondiale U20. La verità potrebbe stare nel mezzo. Il talento del ragazzo non è in dubbio, la sua adattabilità al calcio italiano sì. El Chaio incarna alla perfezione lo stereotipo del funambolo sudamericano: tecnica da 'Joga Bonito', velocità di esecuzione impressionante, dribbling a profusione. Numeri d'alta scuola, che oltreoceano fanno la differenza, mentre qui in Italia, senza un minimo d'intelligenza tattica ed un fisico in grado di sopportare le angherie dei difensori nostrani, non si va molto lontano. Daniel Fonseca, procuratore di Viudez, è pronto a scommettere su una sua esplosione ad alti livelli. Il paragone che azzarda è di quelli scomodi: "Viudez assomiglia ad Aguero. E' di piccola statura, veloce e scattante. Una seconda punta che può giocare anche come ala". E perchè no, anche da trequartista. La visione di gioco non gli manca, così come la propensione all'assist. Trovando la giusta collocazione tra le due linee di centrocampo e attacco, potrebbe diventare letale. Come lo è stato contro l'Inghilterra, dopo essere partito dalla panchina. Sintomo della sua voglia di mettersi in mostra, di incidere, di farsi valere dopo l'esperienza deludente di Milano. Vent'anni, talento da vendere e sete di riscatto: mix potenzialmente devastante che tra un po' di tempo potrebbe contribuire a riportarlo dalle nostre parti...
Sergio Chesi
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