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Editoriale - Grazie Cannavaro, ma è meglio se molli...
Per tutti i grandissimi arriva un momento in cui, forse, è meglio fare i conti con le lancette dell’orologio…
E’ l’Azzurro con più presenze in assoluto (132) e il Capitano con più gettoni (75, uno in più di Maldini) e, fatto più importante, ha vinto un Mondiale da autentico protagonista. Una carriera splendida per un giocatore che, come nessun altro, “ha dato” alla maglia italiana. Ma, ora, qualcosa non va più. L’impegno ce lo mette sempre (e anche la faccia), eppure il Fabio Cannavaro che annichiliva ogni avversario, scattante e possente che fosse, è solo un lontano ricordo.
Contro il Fulham, ancora una volta in questa orribile stagione bianconera, il nostro Capitano Azzurro ha steccato. Una leggerezza che è costata molto alla Juventus ma che, soprattutto, ha scalfito ancor più in profondità l’aureola di giocatore magnifico che il buon Fabio si è costruito in tanti anni di onoratissima carriera…
Non ce ne voglia il nostro Capitano Azzurro ma arriva per tutti il momento di dire basta. Il prossimo 13 settembre, Fabio Cannavaro compirà 37 anni. Tanti fuoriclasse, vedi Platini, Zidane o Batistuta, hanno lasciato molto prima il calcio. Hanno alzato bandiera bianca nel momento giusto, quando ancora erano al top. Ovvio che non sia una scelta facile, soprattutto per un giocatore che ha dominato per almeno un decennio le aree di rigore di mezzo mondo. Si tratta di una decisione difficile, la più difficile per un campionissimo ma è anche la maniera migliore per lasciare un ricordo indelebile e leggendario di sé.
In tanti hanno continuato a giocare nonostante il logorio del tempo e, onestamente, qualcosa hanno lasciato per strada nel corso dei loro ultimi anni di carriera. C’ha provato anche un certo Michael Jordan, tornato quando ormai le lancette dell’orologio si erano fermate da tempo. Sì, bello rivederlo per qualche partita ma il vero Jordan era un’altra cosa… Ecco, l’impressione che si ha ora è che il Fabio Cannavaro vero era un’altra cosa…
Fabrizio Ponciroli
Contro il Fulham, ancora una volta in questa orribile stagione bianconera, il nostro Capitano Azzurro ha steccato. Una leggerezza che è costata molto alla Juventus ma che, soprattutto, ha scalfito ancor più in profondità l’aureola di giocatore magnifico che il buon Fabio si è costruito in tanti anni di onoratissima carriera…
Non ce ne voglia il nostro Capitano Azzurro ma arriva per tutti il momento di dire basta. Il prossimo 13 settembre, Fabio Cannavaro compirà 37 anni. Tanti fuoriclasse, vedi Platini, Zidane o Batistuta, hanno lasciato molto prima il calcio. Hanno alzato bandiera bianca nel momento giusto, quando ancora erano al top. Ovvio che non sia una scelta facile, soprattutto per un giocatore che ha dominato per almeno un decennio le aree di rigore di mezzo mondo. Si tratta di una decisione difficile, la più difficile per un campionissimo ma è anche la maniera migliore per lasciare un ricordo indelebile e leggendario di sé.
In tanti hanno continuato a giocare nonostante il logorio del tempo e, onestamente, qualcosa hanno lasciato per strada nel corso dei loro ultimi anni di carriera. C’ha provato anche un certo Michael Jordan, tornato quando ormai le lancette dell’orologio si erano fermate da tempo. Sì, bello rivederlo per qualche partita ma il vero Jordan era un’altra cosa… Ecco, l’impressione che si ha ora è che il Fabio Cannavaro vero era un’altra cosa…
Fabrizio Ponciroli
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