Editoriale – Mourinho e Seedorf, questione di palle...

Il Milan si porta a -1, il Chelsea aspetta l’Inter.

Josè Mourinho in tribuna durante Udinese-Inter (Getty Images)
“Io sono nato pronto”. In questa frase pronunciata alla fine di Milan-Chievo, c’e’ tutto Clarence Seedorf, campione eccezionale del quale si puo’ dire tutto, ma non che manchi di autostima, classe e carattere. Gia’, il carattere, il cuore, le palle, mettetecela voi l’etichetta che preferite su questa vittoria rossonera.

Tempo fa scrivevamo di campionato chiuso - non ci nascondiamo - ma con postilla: “A meno di implosioni dell’Inter” – dicevamo – “un ambiente che non sembra divertirsi senza un po’ di insano masochismo”. E – come volevasi dimostrare – eccolo l’autolesionismo nerazzurro. Mourinho che fomenta l’ambiente in una crociata anti-arbitri che priva la squadra della sua guida, le fornisce l’alibi per giustificare prestazioni non all’altezza e per reazioni ingiustificate che costano settimane di squalifica, lasciando la rosa sguarnita. Siamo ancora convinti che a parita’ di stati di forma, l’Inter resti di un’altra categoria rispetto alle altre – non solo al cospetto del Milan – ma e’ anche vero che gli stati psicofisici in questo momento non sono piu’ quelli del “Mondo dei Balocchi” nerazzurri. Dunque – adesso – puo’ davvero succedere di tutto. E noi siamo pronti a goderci questo scoppiettante finale.

Parlavamo di cuore e ci viene in mente il Catania: da quando Mihajlovic l’ha preso in mano, gli ha trasmesso il suo carattere, anche la sua sana arroganza, la spavalderia di uno che non ha paura di niente e di nessuno. Neanche dell’Inter capolista. Nemmeno dell’allenatore Special, affrontato e battuto sul suo campo. Cuore, palle e carattere, tutto quello che la Juve ha avuto per 9’. Poi, l’oblio che sconfina in vergogna al 90’. La faccia di Del Piero nel post-partita era sintomatica dell’umore del Capitano, che in tanti anni di calcio non ha mai mollato un centimetro e che – invece – ha dovuto “ammirare” i suoi ammainare bandiera bianca, arrendersi senza neanche lottare. Un atteggiamento non da Juve, ma e’ da un po' – d’altronde – che lo diciamo: quella è solo un lontano - e sbiadito - ricordo.

Tornando all’Inter – e come dicevamo qualche tempo fa – il calcio concede sempre una seconda opportunita’, l’importante e’ sfruttarla. E poiche’ il Dio del Calcio e’ estremamente generoso, ai nerazzurri non poteva concederne una migliore: martedì – a Londra – le motivazioni verranno da sole e Zanetti&co avranno l’occasione per cancellare tutti i dubbi, scacciare le paure, giocarsela da grande. E per farlo, avranno bisogno anche dell’apporto del condottiero Mou, quello che non si perde troppo in chiacchiere, il leader silenzioso, quello che da quando e’ arrivato in Italia ha continuato ad urlare “Io ho le palle”. Bene, e’ ora di dimostrarlo.

Sergio Stanco




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