Editoriale - Dai Ranieri, basta modestia: la Roma DEVE essere l'anti-Inter...

Anche il Milan e' ormai fuori dalla lotta per il tricolore.

Claudio Ranieri (allenatore Roma)
Non vuol sentir parlare di rivincite, riscatti o quant’altro Claudio Ranieri, ma è innegabile che quanto di buono – ottimo – stia facendo con la Roma, abbia anche il dolce sapore della vendetta. Il tecnico romano ha sempre sostenuto di non aver bisogno di “riabilitazione” pubblica ma, di certo, per come è finita a Torino, questa cavalcata giallorossa non guasta alla sua immagine e al suo curriculum. La corsa alla beatificazione è già cominciata, anche da parte di chi l’anno scorso non gli ha lesinato critiche. E, tra questi, ci mettiamo anche noi.
 
Nessuno, però, ha mai messo in dubbio l’estrema professionalità, e neanche le infinite qualità e capacità, quanto piuttosto quell’eccessiva modestia che rischia di trasformarsi in mancanza d’ambizione: “Peccato – aveva dichiarato l’anno scorso nel momento dell’eliminazione della Juventus dalla Coppa Italia, uno degli ultimi obiettivi bianconeri della stagione, ad opera della Lazio in casa – ci abbiamo provato ma non ci siamo riusciti”.  “Non siamo noi l’anti-Inter – ha ripetuto ieri dopo la vittoria di Firenze – semplicemente perché un’anti-Inter non esiste, sono troppo forti”. Detto che probabilmente è vero, qualche volta uno slancio di autostima aiuterebbe. “Io non penso di essere il migliore – uno dei dogmi di Mourinho – ma penso che nessuno sia meglio di me”.
 
E chissà che il tecnico nerazzurro, ieri sera, non si sia “rivisto” sulla panchina giallorossa: mai come a Firenze, la vittoria della Roma è nata nella testa del suo mister. Perché? Perché ci vuole coraggio a giocare contro quella Fiorentina a viso aperto, col solito atteggiamento tattico estremamente offensivo. Perché sostituire Totti al 45’ per scelta tecnica e preferirgli Baptista, non è da tutti. Perché accettare la “democrazia tattica”, con la “Bestia” che chiede – ed ottiene – di giocare sulla fascia anziché al centro, è segno di intelligenza e non, come qualcuno potrebbe pensare, di  debolezza. Perché inserire Menez al posto di Taddei quando mancano 10’ alla fine significa lanciare un messaggio alla squadra. Perché buttare nella mischia Andreolli a difendere il risultato – mossa, questa, con il copyright Mou – è razionalità e focus sull’obiettivo.
 
“Questa Roma è un mix stupendo – ci aveva detto l’ex Ubaldo Righetti settimana scorsa – perché alla fantasia di Spalletti da centrocampo in su, Ranieri ha aggiunto la sua organizzazione tattica in difesa”. Se, poi, come è accaduto a Firenze, anche la dea bendata dà una mano – inutile e addirittura controproducente negarlo –  questa squadra non solo può ergersi ad anti-Inter ma, piuttosto, ha il dovere di farlo.
 
Sergio Stanco



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