Editoriale - Alla Juve manca un gioco, al Milan mezzora e l'Inter è a Gardaland...

I rossoneri finchè hanno energie non hanno rivali.

Lazio-Milan - Serie A (Getty Images)
Se le partite durassero 60', probabilmente il Milan di Leonardo non avrebbe rivali. Fino a quando ne hanno, i rossoneri corrono e riescono a restare corti, a Ronaldinho non si annebbiano le idee e alla coppia Pirlo-Ambro la lingua non comincia a strisciare per terra, l'undici rossonero sembra quasi una squadra di calcio (e pure buona). Dopo il 60', però, escono le magagne anagrafiche e tutto si fa più complicato.
 
Il Milan di inizio partita è anche bello da vedere, i tagli di Pato sono quadri d'autore che non ci stancheremmo mai di riguardare, il tocco di palla di Dinho è miele e le chiusure di Nesta e Thiago Silva degne degli antenati Baresi-Costacurta. Come detto, però, dura tutto troppo poco. La vittoria di ieri a Roma è certo un segnale che il Milan si è ritrovato, può ambire a posizioni importanti di classifica, ma comunque di rincalzo. Il massimo che si può chiedere a questa squadra è il secondo posto e al momento - in tutta sincerità - ci sentiamo di definirlo anche un obiettivo ambizioso.

Anche la Juve si è rialzata dopo il K.O. contro il Napoli, ma la partita di Bergamo non inganni, perchè fino al lampo di Camoranesi, i bianconeri avevano palesato gli stessi limiti di sempre: avversari in pieno controllo della gara, una manovra lenta e prevedibile, Diego fuori dal gioco, Trezeguet abbandonato lassù al suo destino. Poi, di sicuro il risultato racconta un'altra partita - soprattutto a chi non l'ha vista - ma se andiamo ad analizzarla, la Juve ha capitalizzato ogni singola azione da rete. Di solito questo si definisce il cinismo delle grandi squadre, ma quelle la partita la chiudono, senza rischiare di esser riprese - per due volte - dalla terz'ultima in classifica (con tutto il rispetto per un'ottima Atalanta).

A proposito di grandi squadre, Mourinho sembra avere il radar: alla vigilia aveva pesantemente battuto sul tasto della concentrazione, aveva chiesto alla squadra di tenere piedi per terra e focus sulla Roma dopo la sbornia di Kiev, ma così non è stato. Come spesso le capita, l'Inter ha regalato 45' all'avversario e stavolta i carichi schierati nel secondo tempo non sono bastati. Il vantaggio di 5 punti resta comunque un margine rassicurante per una squadra che - quando ne ha voglia - dà semplicemente la sensazione di essere un bambino a Gardaland. Anche perchè di avversari che possano seriamente impensierirli, in giro non se ne vedono...

Sergio Stanco

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