Cosi’ parlo’ Z… iliani - Inter: 4 buoni motivi per arrivare primi (eliminando il Barcellona)

L’editoriale del noto giornalista Mediaset pubblicato su paoloziliani.it.

L'esultanza di Snejder e Balotelli dopo il goal-partita in Dynamo Kiev-Inter (Inter.it)
Ora che gli antichi brividi della leggendaria Inter anni '60, quella del Mago e di papà Moratti, sono stati rivissuti; ora che le tremebonde notti di Villareal e Valencia (griffe Mancini) e di San Siro col Manchester (griffe Mourinho) sono finite - si spera per sempre - nel dimenticatoio; ora che il popolo nerazzurro è tornato ad assaporare il significato della frase “vivere un giorno (o una notte, fa lo stesso) da leoni”; ora che finalmente si torna a ragionare, e l'Inter si ritrova prima nel suo girone, di gran lunga il più difficile tra gli 8 di questa Champions, vale la pena spendere due parole per ricordare l'enorme importanza che avrebbe – per la squadra di Mourinho – non accontentarsi di una qualificazione tout-court, ma lottare invece con tutte le proprie forze per qualificarsi conservando questo benedetto primo posto in classifica tanto faticosamente conquistato. Ci sono almeno 4 buoni motivi che lo consigliano.

MOTIVO 1. Il più scontato. Se l'Inter arriverà prima, nel sorteggio degli ottavi troverà una delle seconde classificate. Ebbene: escludendo per motivi di regolamento la seconda del proprio girone (Barcellona?) e le eventuali seconde italiane (Fiorentina e Juventus probabili, Milan eventuale), il campo si restringe a un avversario a scelta tra Wolfsburg, Porto, Unirea (o Stoccarda) e Olympiacos (o Standard Liegi, o Az Alkmaar), col solo pericolo Real Madrid. Ora, con tutto il rispetto per questi club, per l'Inter significherebbe passaggio ai quarti certo al 90 per 100. In caso di arrivo come secondi, invece, i nerazzurri incapperebbero in una delle tre inglesi (Manchester United, Chelsea, Arsenal) o nel Siviglia, che è forse il più in forma tra i club spagnoli, o ancora nel Lione e nel Bordeaux. Differenza sostanziale.

MOTIVO 2. Se il 24 novembre a Barcellona l'Inter riuscisse a non perdere (o addirittura a vincere), otterrebbe il doppio risultato: A) di accrescere smisuratamente la propria autostima a livello di spogliatoio e di seguito; B) complicare maledettamente il cammino-qualificazione del Barcellona, che in caso di segno 1 o 2 nell'altro match tra Rubin e Dinamo – cioè in due casi su tre - si ritroverebbe 3° in classifica con l'ultimo match da giocare in trasferta a Kiev. Non proprio una passeggiata, come ben sappiamo.

MOTIVO 3. Un'Inter capace di lasciarsi alle spalle il Barcellona, quando non addirittura di provocarne l'eliminazione, diventerebbe di colpo - per tutti - un avversario da temere e di cui avere soggezione: esattamente quello che non è mai successo all'Inter di Mancini, capace di non far paura nemmeno a un piccolo club come il Villareal, e almeno fino a ieri anche all'Inter di Mourinho (le 8 partite consecutive senza vittorie giocate contro club come Anorthosis, Werder Brema e Panathinaikos, oltre che Manchester e Barcellona, non vanno dimenticate).

MOTIVO 4.
Forse il più importante di tutti: il successo ottenuto in casa della Dinamo, con un secondo tempo fiammeggiante e una rimonta esaltante concretizzatasi negli ultimi 4 minuti, dovrebbe avere insegnato che la Champions si gioca innanzitutto per emozionarsi, poi – se tutto va bene – per vincerla. È perfettamente inutile schierarsi ai nastri di partenza di un torneo così bello e farsela sotto – come all'Inter succedeva sempre - ad ogni partita. La gente ha voglia di imprese e pretende – giustamente – che la propria squadra almeno ci provi. Specie se si chiama Inter. Specie se la allena Mourinho. Specie se a spendere milioni per acquistare campioni è Massimo Moratti, figlio di Angelo. Quelle che le Coppe dei Campioni (e le Coppe Intercontinentali) le vinceva. Spesso e volentieri. Con imprese tipo Inter-Liverpool 3-0 mai più riassaporate.

Paolo Ziliani

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