Editoriale – La Juve è una grossa bugia, il Napoli ha dominato!

Partenopei padroni del campo.

02/nov/2009 16.06.34

Marek Hamsik - Juventus-Napoli - Serie A (Getty Images)
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Marek Hamsik - Juventus-Napoli - Serie A (Getty Images)

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Dire che la Juve abbia mollato, sia incappata nel piu’ classico dei cali di tensione dopo il 2 a 0, che abbia gia’ creduto di aver vinto e – per questo – sia venuta meno la concentrazione – come ho sentito dire a Trezeguet, Giovinco ed anche Ferrara - e’ semplicemente falso. Ci fossero le Iene, direbbero che e’ proprio una cazzata. La squadra di Ferrara sul 2 a 0 ci si e’ trovata e – probabilmente – non sa nemmeno lei come. Se si eccettua la prima occasione di Giovinco dopo pochi secondi, il colpo di testa di Trezeguet che ha portato in vantaggio i bianconeri e’ datato 35’: in 34’ della Juve stratosferica che aveva annichilito la Samp, neanche l’ombra. Dopo, neanche. Il goal di Giovinco, infatti, e’ una gentile concessione di Contini e ne’ prima, ne’ dopo, ci siamo stropicciati gli occhi per una manovra sconvolgente.

Prima del vantaggio bianconero, il Napoli aveva creato almeno quattro nitide palle goal – e stiamo andando a memoria, sicuri di perdercene qualcuna per strada – o non sfruttate a dovere, o sventate dal solito super Buffon. Nonostante il doppio svantaggio, la squadra di Mazzarri non ha mai smesso di giocare. Il tecnico livornese – poi – ha stravolto la partita inserendo Datolo e spaccando letteralmente in due la Juve. Nel frattempo Ferrara sostituiva Camoranesi con il rientrante Tiago – schierandolo nella stessa posizione dell’argentino, terzo trequartista a destra (e definirlo fuori ruolo e’ un eufemismo) – dopodiche’ ammirava Datolo asfaltare Grygera e infine cercava di limitarlo riportando il centrocampo a tre e allargando Diego a destra.

Scelte cervellotiche e decisamente inefficaci. Amauri per Poulsen (uno dei migliori e a differenza di Tiago - al rientro dopo una lunga assenza - con benzina ancora in corpo) e De Ceglie per Giovinco, hanno scritto l’epitaffio della partita, in cui – ripetiamo a scanso di equivoci – la Juve non ha mai dato la sensazione di esserci. Squadra lunga, sfilacciata, con un Felipe Melo confuso ed un Diego inconcludente, Grosso alla ricerca della diagonale perduta, Grygera che sta ancora cercando Datolo, Cannavaro lasciato solo nel deserto della propria meta’ campo, con Chiellini a reinventarsi attaccante aggiunto.

Guardate il goal del 3 a 2: Tiago stremato fa un rinvio che neanche all’oratorio, ma chi c’e’ davanti a Buffon nel tentativo – a dir la verita’ anche maldestro - di respingere la conclusione di Hamsik? Trezeguet! E vorreste convincerci che questa e’ una squadra? E - se si’ - dov’era il suo allenatore?

Sergio Stanco
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