Un Calcio nei Palloni - Al "simpatico" Genoa e alla "piccola" Udinese

Il nostro Francesco Facchini analizza le due "ex belle sorprese" del campionato.

Cagliari-Genoa - Serie A (Getty Images)
Un calcio nei palloni a una delle squadre che mi sta più simpatica lo do volentieri assai. La squadra è il Genoa e il suo tecnico è Gian Piero Gasperini. Il motivo è semplice: i rossoblu' si sono letteralmente trasformati nel giro di poche partite e si sono assestati su posizioni piuttosto superbe e sussiegose. Certo il problema non è solo la quantità delle sconfitte o il modo in cui sono arrivate, ma la qualità delle reazioni dopo le gare. Le ho trovate sgradevoli e tipiche di una squadra che ha perso il suo spirito battagliero che le ha permesso di diventare un vero fenomeno di gioco e simpatia nel corso della passata stagione.

"L'arbitro è stato continuamente condizionato... Noi non siamo una big perché se no dopo questa gara succedeva un pandemonio... Abbiamo subito delle pesanti ingiustizie... Non parlo solo del rigore, ma di tutta la partita": roba da non crederci, ma sono frasi dell'ex simpatico Gian Piero Gasperini. Non discuto nel merito, ma non mi è piaciuto perché ha ceduto di schianto alla lamentazione classica della provinciale che non ce la fa a non farlo. Mi è sembrato di verdere un processo di crescita interrotto dal cedimento a vecchi vizi tipici di una piccola squadra. Sono profondamente deluso, quasi disinnamorato di questo Genoa che prendo a simbolo di una serie di squadre che potrebbero essere grandi e non lo sono per il proprio limite mentale. Una fra tutte l'Udinese che è una grande squadra, ma non pensa da grande squadra: infatti perde. Si multerà il regista azzurro Gaetano D'Agostino per le dichiarazioni riferite la scorsa settimana, ma è un errore. Ecco le dichiarazioni: "Noi a Udine abbiamo una squadra fortissima, una squadra da scudetto, ma non capisco perché si debba vendere ogni volta così tanti giocatori. Va bene il bilancio, ma... noi ogni volta dobbiamo ripartire da zero. Ogni anno. Ed è difficile perché vorremmo vincere qualcosa, anche qui. Invece dobbiamo ricominciare da zero. E poi giochiamo sempre con gli stessi uomini, non ce la facciamo più". Parole sante di chi ha il coraggio di non lamentarsi, ma di metterci la faccia. Invece verrà multato. Sembra che a Genova, sotto la Lanterna dalla parte del Grifone, ci sia un rigurgito di vecchi retaggi, di quando il Genoa perdeva e si lamentava. E a Udine non si voglia vincere anche se si può. Il tutto perché non si può scardinare l'ordine costituito, lo status quo. Comandano le big e i Genoa di turno escono allo scoperto, poi cadono sotto il fuoco dei nemici o delle loro stesse incongruenze. Mi manca tanto il Verona di Bagnoli, mi manca anche la Samp di Mantovani. Il calcio nei palloni lo assesto anche a me: sono un povero illuso.

Francesco Facchini

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