Dibattito – Tifosi contro Totti? Non sembrerebbe: “Ok contestare la società, ma il Capitano non si tocca!”

La situazione in casa Roma è ancora calda.

23/set/2009 13.21.56

Francesco Totti - Roma (Grazia Neri)
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Francesco Totti - Roma (Grazia Neri)

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Dopo quanto accaduto domenica, non si spegne il dibattito nella Capitale. Roma è divisa (o no?). Totti è finito tra i contestabili (o no?). Abbiamo provato a chiederlo proprio ai tifosi romanisti, sondandone gli umori dopo le ultime vicende. Ecco una carrellata di pareri.
 
Giovanni - Barista
 
Il malcontento dell'ambiente giallorosso è per la maggior parte legato alla gestione Sensi-Pradè. I sostenitori della Roma vorrebbero assistere nel più breve tempo possibile ad un cambio di società e l'addio di Spalletti, esasperato da una gestione societaria non all'altezza, non ha contribuito a rasserenare gli animi. Una frangia di tifosi identifica come "nemico" addirittura Francesco Totti, accusato di complicità con la famiglia Sensi e "colpevole" di aver accettato un rinnovo contrattuale a cifre faraoniche nonostante il momento difficile della società. Niente di più sbagliato! Un calciatore come il Capitano è incontestabile! Qualsiasi cosa accada, il giocatore più rappresentativo della storia del club non può essere criticato, specie per ragioni che non riguardano strettamente le prestazioni sul terreno di gioco. E' vero, Daniele De Rossi a tratti sembra essere il vero leader di questa squadra, ma ciò è sicuramente dovuto anche al fatto che molti tifosi si identificano in lui piuttosto che nel vero capitano, vale a dire quello col numero 10 sulle spalle e che, in maglia giallorossa, ha già segnato più di 180 goal soltanto in campionato. E' vero che la gestione societaria non è delle migliori e che, soprattutto, Pradè di "bufale" ne ha prese fin troppe, sia sul fronte acquisti che sul fronte cessioni, ma criticare Totti è impossibile e finchè il numero 10 sarà in attività, De Rossi dovrà ricoprire il ruolo di "secondo", pur mantenendo il ruolo di leader in campo. Continuando ad alimentare questo dualismo si rischia di creare una rottura tra i due giocatori più rappresentativi (e più forti) della squadra e questa è l'ultima cosa che deve accadere. Ok la contestazione alla società, ok i fischi a Pradè, ma Totti e De Rossi no! Non si toccano e vanno lasciati in pace!
 
Francesco - Studente
 
In questo difficile momento per noi tifosi, mi trovo a non condividere nella maniera più assoluta la gestione di Rosella Sensi. Una gestione attualmente confusionaria e apparentemente senza più capo né coda. Le dichiarazioni sullo stadio e la vicenda del rinnovo di Totti, sono l'esempio di come la dottoressa si serva di argomenti "sensibili" per garantirsi ancora un piccolo credito di fiducia. Ma il credito verso la maggior parte dei tifosi è esaurito. Nonostante sia a favore di un cambio societario, non credo che il comportamento tenuto dalla curva domenica sia il modo giusto di esprimere un dissenso. Il ripetuto lancio di bombe carta è un semplice dispetto puerile. Sono totalmente a favore del nostro capitano. Sedici anni e più di 220 gol non si dimenticano facilmente. L'unico che si è sempre caricato la squadra sulle spalle e che ha dato sempre il massimo per questa squadra, nonostante le continue e feroci critiche. Contratto più che meritato, per me potrebbe anche fare il sindaco
 
Piero - Giornalista

 
La situazione a Roma è abbastanza complicata. Niente di trascendentale ma solo una piccola situazione di frustrazione dopo esserti fermato sul più bello (quarti di Champions e a mezz'ora da uno scudetto "rubato" due stagioni fa). La situazione della società è complicata e confusa perchè c'è qualcuno che usa la Roma per fare un po' di insider trading in Borsa (vedi sciarpa di Tacopina a Fiumicino e le dichiarazioni del solo Fioranelli in un gruppo  di investitori fantasmi). Ma questo con la Sensi non c'entra nulla. La dr.ssa Rosella però nel gioco "lascia o raddoppia" sembra aver deciso di raddoppiare intraprendendo il discorso del nuovo stadio che dovrebbe essere presentato in questa settimana come da comunicazione della scorsa settimana. Anche qui confusione: una società (Italpetroli) con 290 milioni di debiti come fa a trovare investitori che vogliano affiancarla nella costruzione dello stadio? Per quanto riguarda la situazione di domenica, niente di particolare: protesta contro la tessera del tifoso a cui hanno aderito altre decine e decine di tifoserie per migliaia di tifosi italiani. L'unica cosa stonata è stata quella di protestare per una normativa incostituzionale comportandosi in una maniera simile a questa, cioè picchettando la curva negando a qualsiasi persona (anche, per esempio, un padre con il proprio figlio) di entrare in curva fino al gol del 2-0. Per il resto, il lancio al contrario della maglia di Totti è solo una situazione che doveva essere da esempio perchè non basta un grande primo tempo per cancellare un anno e 2 mesi di grandi delusioni. L'errore è stata quella di rilanciare quella di Totti e non quella di altri. Totti e De Rossi poi non sono assolutamente venuti alle mani.
 
Mario – Impiegato

 
Io sono a favore dei tifosi che protestano e che sono arrivati al limite della sopportazione. Va bene un'annata no, dove si fallisce la Champions, va bene perdere qualche partita perchè ormai i fasti di qualche anno fa sono finiti, ma vedere una squadra in campo senza spirito, senza anima, senza voglia di lottare, di aggredire l'avversario, di sporcarsi la maglietta e i pantaloncini con una scivolata, è inammissibile. Lo sarebbe per qualunque squadra al mondo, a maggior ragione per la Roma con il suo glorioso passato, il suo blasone e il suo immenso bacino d'utenza. Fanno bene dunque i tifosi a protestare ora: sono stati vicini alla squadra (sia quest'anno che l'anno scorso), ma Basilea è stato il culmine, bisogna svegliare dirigenza e giocatori! Sono però a favore del Capitano, per quello che ha dato alla squadra in tutta la sua carriera e che continuerà a dare (perchè non è affatto "finito" come tutti dicono) non si può nemmeno pensare di criticarlo. E nonostante nel calcio non esista spesso questa parola, sono "riconoscente" a lui per quello a cui ha rinunciato per l'amore di questa squadra e di questa città. Poteva benissimo andare anni fa al Real Madrid, o al Milan che lo corteggiò a lungo, e il Totti di quelle stagioni in un top club europeo (cosa che la Roma non è mai stato) avrebbe potuto anche vincere il Pallone d'Oro. E invece non l'ha fatto, diventando una bandiera giallorossa. E poi non dimentichiamo un particolare non di poco conto: l'ingaggio di Totti lo pagano indirettamente per gran parte gli sponsor, i quali senza il capitano neanche si "avvicinerebbero" alla Roma. Senza Totti la Roma perderebbe visibilità non solo in Italia, ma anche in tutto il mondo. In un calcio sempre più mercenario, se ci mettiamo a criticare pure le bandiere allora vuol dire veramente che si è persa la testa. Sono contro la Sensi per una sola ragione: sta rovinando tutto ciò che di buono ha fatto il padre. Non può più controllare la Roma, le è scappata di mano soprattutto per ragioni legate a vecchi indebitamenti di famiglia, e in pratica la sua gestione è una sorta di "tirare avanti" finchè si può, finche ce n'è, senza un progetto a lunga scadenza, senza degli obiettivi e soprattutto senza prospettive di tempi migliori. Deve vendere la società per il suo bene e per quello dell'AS Roma: solamente con un'altra proprietà (ovviamente seria e competente) questo club potrà tornare ad essere grande in tutti i sensi. Roma e la Roma hanno un bacino d'utenza che per numero e passione farebbe gola a molti imprenditori: signori, si tratta della Capitale, della Città Eterna, di una squadra che merita ben altri scenari di quello attuale...

Daniele - Impiegato

Il capitano ha rinnovato il contratto, e dobbiamo a mio parere essere tutti entusiasti. Non voglio elencare i goal, o i numeri, o i record, che hanno fatto la storia di questo giocatore. Quelli ce li ripetono ovunque e tutte le domeniche, come se fosse ad un passo dallo smettere. No, voglio ricordare che lui ha finanziato la sua stessa squadra qualche anno fa, comprando le azioni tagliando il suo stipendio. Dopo i mille atti d’amore verso questa squadra, dopo tutto quello che ha passato in termini di stress fisico e critiche in occasione degli infortuni, dopo che ha alzato la Coppa del Mondo, ancora stiamo parlando se è giusto rinnovare il contratto ad uno di 33 anni per 4 o cinque anni? Ma dovremmo sperare che non invecchi mai, che rimanga cosi per altri 10, non cinque. Gli sforzi li ha già fatti, l’amore per la città lo ha già dimostrato. Non deve dimostrare nulla, Francesco. Chi lo critica piangerà di rimorsi il giorno del suo ritiro, e si chiederà come ha fatto a dirgliene di tutti i colori negli anni precedenti. Se la Roma è tornata ai fasti degli anni 80 è merito principalmente suo, insieme ai campioni che gli hanno girato intorno. Ma senza uno come lui, non avremmo nemmeno viaggiato in Europa e giocato con le squadre più forti. A volte vincendo, a volte prendendo batoste, ma sempre con il Capitano in campo. Quindi?

Sergio Stanco
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