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La Vs Opinione (Moreno): La situazione della Roma? Colpa di tutti, anche di Totti!
Un nostro Lettore ci dà la sua visione del delicato momento giallorosso.
La Roma romanista, e non solo, è in subbuglio in questi giorni: tutti si stanno affannando nello spiegare le ragioni in base alle quali Spalletti ha ragione o torto, cercando spesso, usanza tipicamente italiana, di spaccare in due l’opinione pubblica in una corsa che si esaurirà solo col tempo. Io credo che in questa vicenda i meriti e le responsabilità siano da dividere tra la società e l’allenatore, ma non equamente.
Franco Sensi merita pieno riconoscimento e stima eterna per ciò che ha fatto e parte del riconoscimento deve andare anche a Rosella, che si è trovata a gestire una situazione a mio avviso più grande di lei. Ciò che trovo perlomeno discutibile è non aver creato, in questi ultimi anni, uno staff di suoi collaboratori diretti all’altezza della situazione. La romanità va bene, ma deve essere abbinata a competenze e capacità se si vogliono conseguire importanti risultati duraturi nel tempo.
Parlando di mercato, una delle ultime gocce che hanno fatto traboccare il vaso, mi viene da chiedere come sia stato possibile che Cruz, svincolato, lo abbia potuto tesserare la Lazio e non la Roma ? Non mi venite a dire che il problema era l’ingaggio. E’ un chiaro esempio di scarsa programmazione e pessima capacità di operare sul mercato (ricordate lo scambio Galloppa e metà Curci per Loria, anni 32? A voler pensare bene è incomprensibile…).
Quando si hanno scarse disponibilità economiche da investire sul mercato è assolutamente necessario affidarsi ad un manager esperto e competente che sappia individuare e valorizzare i giovani talenti, un direttore tipo Franco Baldini o anche Pantaleo Corvino della Fiorentina, che riesce a vendere Kuzmanovic allo Stoccarda per 8 milioni dopo aver preso anni addietro Jovetic a quattro euro. Si torna alle carenze della società ed in particolare alla presenza di uno staff dirigenziale probabilmente non tutto all’altezza della situazione e alla necessità di avere uno staff che rappresenti un investimento per la società e non un costo.
Inoltre, in un momento così critico per le finanze della società, penso sia stato sicuramente intelligente aver rivisto il contratto di Aquilani per poi cederlo ma, dovendo gestire una società in crisi economica, con quale logica si può offrire un contratto a Totti di 5 anni come calciatore? Ce lo avrebbe soffiato la concorrenza? A 33 anni con il suo ingaggio ed in queste condizioni? Dopo una serie, purtroppo, di incidenti gravi che ne hanno condizionato il rendimento degli ultimi anni…
Lo abbiamo visto tutti, contro il Genoa e la Juve ha sbagliato due goal che in passato avrebbe realizzato ad occhi chiusi. Gli anni passano per tutti! Prevedo per lui, augurandogli di non incorrere in gravi infortuni, un buon bottino di reti a fine stagione ma non scommetterei un euro sul fatto che sarà decisivo come 4 o 5 anni fa. Non fatevi ingannare dalle reti segnate contro il Gant ed il Kosice. Il Perugia avrebbe vinto contro di loro senza tante tribolazioni. Ha ragione Spalletti quando dice che Iaquinta e Amauri all’occorrenza hanno fatto anche i terzini ed aiutato la squadra mentre i nostri si sono esibiti in colpi di tacco senza costrutto e Totti ne ha collezionati 4 di cui uno pericolosissimo per la Roma. Non lo ritengo un calciatore finito ma non è più il Totti degli anni andati e Rosella Sensi, per tutelare la società, gli azionisti ed i tifosi, avrebbe avuto il dovere di agire diversamente.
E’ paradossale che squadre come Milan e Inter, con disponibilità finanziarie di altissimo profilo, per esigenze di bilancio e mercato cedano calciatori del livello di Kakà e Ibrahimovich mentre la Roma vada controcorrente: non poteva, ad esempio, prolungare il contratto di calciatore a Totti di 3 anni (e non 5) ed investire sul mercato le 2 annualità su Cruz e Sorrentino? O, come segno di riconoscenza per il rapporto che c’è stato tra Totti e Franco Sensi, lo ha voluto “proteggere” per gli anni a venire sapendo che comunque venderà la società? La Roma per sostenerlo in campo e nascondere questo limite dovrà sempre mettergli al fianco una punta di peso, condizionando l’assetto generale. Abbiamo solo Vucinic. Che la salute e la forma lo sostengano per l’intera stagione e per le 4 a venire!
Altrimenti bisognerà avere il coraggio (vale ormai per Ranieri) di non farlo giocare o sostituirlo quando non è all’altezza o non è adeguato al modulo prescelto. Ma in tal caso sarà assolutamente imprescindibile il sostegno della società all’allenatore per gestirne le conseguenze. La Sensi lo farà o sceglierà il giocatore come fatto con Spalletti quando si aprì la frattura con Totti? Se la società avesse garantito compattezza tra squadra e allenatore e, quindi, sostenuto Spalletti sin da due anni or sono, oggi sicuramente non staremmo in queste condizioni e, soprattutto, il valore patrimoniale della società sarebbe senz’altro superiore. Si è fatto harakiri ... ma non come espiazione di una colpa commessa o come mezzo per sfuggire ad una morte disonorevole per mano dei nemici, solo per palesi incapacità di respiro strategico.
Ritengo giusto che, come nel caso di Franco Sensi, anche Totti abbia i suoi riconoscimenti per ciò che ha dato e, spero, continuerà a dare a lungo alla società ma, visto che tra alcuni anni lo diventerà, auspico vivamente che inizi sin da subito ad acquisire una mentalità da “dirigente della società”, ovvero di colui che deve anteporre gli interessi dell’impresa ai propri. Mi sembra questo il modo più sano e corretto per iniziare positivamente il rapporto con Ranieri e creare le condizioni di lavoro ideali, tali da consentire una rapida ascesa della società nel campionato italiano.
Moreno
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Franco Sensi merita pieno riconoscimento e stima eterna per ciò che ha fatto e parte del riconoscimento deve andare anche a Rosella, che si è trovata a gestire una situazione a mio avviso più grande di lei. Ciò che trovo perlomeno discutibile è non aver creato, in questi ultimi anni, uno staff di suoi collaboratori diretti all’altezza della situazione. La romanità va bene, ma deve essere abbinata a competenze e capacità se si vogliono conseguire importanti risultati duraturi nel tempo.
Parlando di mercato, una delle ultime gocce che hanno fatto traboccare il vaso, mi viene da chiedere come sia stato possibile che Cruz, svincolato, lo abbia potuto tesserare la Lazio e non la Roma ? Non mi venite a dire che il problema era l’ingaggio. E’ un chiaro esempio di scarsa programmazione e pessima capacità di operare sul mercato (ricordate lo scambio Galloppa e metà Curci per Loria, anni 32? A voler pensare bene è incomprensibile…).
Quando si hanno scarse disponibilità economiche da investire sul mercato è assolutamente necessario affidarsi ad un manager esperto e competente che sappia individuare e valorizzare i giovani talenti, un direttore tipo Franco Baldini o anche Pantaleo Corvino della Fiorentina, che riesce a vendere Kuzmanovic allo Stoccarda per 8 milioni dopo aver preso anni addietro Jovetic a quattro euro. Si torna alle carenze della società ed in particolare alla presenza di uno staff dirigenziale probabilmente non tutto all’altezza della situazione e alla necessità di avere uno staff che rappresenti un investimento per la società e non un costo.
Inoltre, in un momento così critico per le finanze della società, penso sia stato sicuramente intelligente aver rivisto il contratto di Aquilani per poi cederlo ma, dovendo gestire una società in crisi economica, con quale logica si può offrire un contratto a Totti di 5 anni come calciatore? Ce lo avrebbe soffiato la concorrenza? A 33 anni con il suo ingaggio ed in queste condizioni? Dopo una serie, purtroppo, di incidenti gravi che ne hanno condizionato il rendimento degli ultimi anni…
Lo abbiamo visto tutti, contro il Genoa e la Juve ha sbagliato due goal che in passato avrebbe realizzato ad occhi chiusi. Gli anni passano per tutti! Prevedo per lui, augurandogli di non incorrere in gravi infortuni, un buon bottino di reti a fine stagione ma non scommetterei un euro sul fatto che sarà decisivo come 4 o 5 anni fa. Non fatevi ingannare dalle reti segnate contro il Gant ed il Kosice. Il Perugia avrebbe vinto contro di loro senza tante tribolazioni. Ha ragione Spalletti quando dice che Iaquinta e Amauri all’occorrenza hanno fatto anche i terzini ed aiutato la squadra mentre i nostri si sono esibiti in colpi di tacco senza costrutto e Totti ne ha collezionati 4 di cui uno pericolosissimo per la Roma. Non lo ritengo un calciatore finito ma non è più il Totti degli anni andati e Rosella Sensi, per tutelare la società, gli azionisti ed i tifosi, avrebbe avuto il dovere di agire diversamente.
E’ paradossale che squadre come Milan e Inter, con disponibilità finanziarie di altissimo profilo, per esigenze di bilancio e mercato cedano calciatori del livello di Kakà e Ibrahimovich mentre la Roma vada controcorrente: non poteva, ad esempio, prolungare il contratto di calciatore a Totti di 3 anni (e non 5) ed investire sul mercato le 2 annualità su Cruz e Sorrentino? O, come segno di riconoscenza per il rapporto che c’è stato tra Totti e Franco Sensi, lo ha voluto “proteggere” per gli anni a venire sapendo che comunque venderà la società? La Roma per sostenerlo in campo e nascondere questo limite dovrà sempre mettergli al fianco una punta di peso, condizionando l’assetto generale. Abbiamo solo Vucinic. Che la salute e la forma lo sostengano per l’intera stagione e per le 4 a venire!
Altrimenti bisognerà avere il coraggio (vale ormai per Ranieri) di non farlo giocare o sostituirlo quando non è all’altezza o non è adeguato al modulo prescelto. Ma in tal caso sarà assolutamente imprescindibile il sostegno della società all’allenatore per gestirne le conseguenze. La Sensi lo farà o sceglierà il giocatore come fatto con Spalletti quando si aprì la frattura con Totti? Se la società avesse garantito compattezza tra squadra e allenatore e, quindi, sostenuto Spalletti sin da due anni or sono, oggi sicuramente non staremmo in queste condizioni e, soprattutto, il valore patrimoniale della società sarebbe senz’altro superiore. Si è fatto harakiri ... ma non come espiazione di una colpa commessa o come mezzo per sfuggire ad una morte disonorevole per mano dei nemici, solo per palesi incapacità di respiro strategico.
Ritengo giusto che, come nel caso di Franco Sensi, anche Totti abbia i suoi riconoscimenti per ciò che ha dato e, spero, continuerà a dare a lungo alla società ma, visto che tra alcuni anni lo diventerà, auspico vivamente che inizi sin da subito ad acquisire una mentalità da “dirigente della società”, ovvero di colui che deve anteporre gli interessi dell’impresa ai propri. Mi sembra questo il modo più sano e corretto per iniziare positivamente il rapporto con Ranieri e creare le condizioni di lavoro ideali, tali da consentire una rapida ascesa della società nel campionato italiano.
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