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L’Opinione: Dalla parte di Spalletti! Che autogoal Rosella….
L’addio del tecnico toscano lascia qualche strascico.
“Sinceramente non mi aspettavo che potesse abbandonare la barca”, quando ho sentito questa frase quasi non ci credevo. Ero sintonizzato su Skysport24 e ho appositamente aspettato “un altro giro” per riascoltarla bene. Una volta ufficializzato quello che giudico un clamoroso scivolone di Rosella, ho avuto l’ulteriore conferma che la riconoscenza nel calcio non esiste. Intendiamoci, Roma e la Roma hanno dato tanto a Spalletti, ma credo - senza timore di essere smentito - che il tecnico toscano abbia adeguatamente ripagato.
Come dicono gli eruditi, Luciano “ha fatto le nozze coi fichi secchi”, si è inventato una squadra quando sulla carta non esisteva, ha dato un gioco, uno spettacolo, ha acceso l’Olimpico, ha sempre fatto scudo ai giocatori e alla società, ha lottato per anni alla pari con l’Inter quando le risorse a disposizione erano infinitamente impari. Fin anche quest’estate, con una bella offerta bianconera sul piatto, e l’opportunità di allenare Diego, il suo Iaquinta, l’Amauri che aveva chiesto due anni fa ma che – come mille altri – non è arrivato per mancanza di fondi, Del Piero, Camoranesi e tutti gli altri, aveva preferito rispettare i colori giallorossi.
Uno che, anche davanti all’addio inevitabile – perché consumato tra tanti “vorrei ma non posso” - signore fino all’ultimo, si è presentato in società e ha detto: “Rinuncio a tutto, ma pagate almeno i miei collaboratori”. Io non credo che ci sia un solo tifoso romanista che abbia nulla da rimproverare al Mister dal punto di vista comportamentale: ha dato tutto e fino all’ultimo ha mostrato rispetto per la maglia e riconoscenza per l’opportunità offertagli. Peccato che Rosella abbia perso l’occasione per fare altrettanto.
Ivan Costa
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Come dicono gli eruditi, Luciano “ha fatto le nozze coi fichi secchi”, si è inventato una squadra quando sulla carta non esisteva, ha dato un gioco, uno spettacolo, ha acceso l’Olimpico, ha sempre fatto scudo ai giocatori e alla società, ha lottato per anni alla pari con l’Inter quando le risorse a disposizione erano infinitamente impari. Fin anche quest’estate, con una bella offerta bianconera sul piatto, e l’opportunità di allenare Diego, il suo Iaquinta, l’Amauri che aveva chiesto due anni fa ma che – come mille altri – non è arrivato per mancanza di fondi, Del Piero, Camoranesi e tutti gli altri, aveva preferito rispettare i colori giallorossi.
Uno che, anche davanti all’addio inevitabile – perché consumato tra tanti “vorrei ma non posso” - signore fino all’ultimo, si è presentato in società e ha detto: “Rinuncio a tutto, ma pagate almeno i miei collaboratori”. Io non credo che ci sia un solo tifoso romanista che abbia nulla da rimproverare al Mister dal punto di vista comportamentale: ha dato tutto e fino all’ultimo ha mostrato rispetto per la maglia e riconoscenza per l’opportunità offertagli. Peccato che Rosella abbia perso l’occasione per fare altrettanto.
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