L'Opinione: Offendetelo pure, lui e' MATRIX, bandiera nerazzurra

Il numero 23 interista a vita.

04/lug/2009 19.59.55

Marco Materazzi (Inter Milan)
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Marco Materazzi (Inter Milan)

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Lo confesso. Sono sempre stato un simpatizzante spudorato di Marco Materazzi, di quelli  che un tempo quando a volte faceva volare per aria gli avversari era capace di dire che “magari è arrivato in ritardo...”.

Materazzi mi è sempre piaciuto per quel suo essere “anti”. Anti divo, anti personaggio, etichettato come Belzebu’ e sbeffeggiato ovunque solo perché ha la sventura di essere orfano di madre. Quando lo insultano, invece di prendersela si carica ancora di più, ed adesso che l’Inter viaggia come un treno in Italia e c’è chi gioca meglio di lui e gli ha preso il posto è facile dimenticarsi di cosa ha ingoiato Marco in questi anni e quello che il numero 23 ha significato per l’Inter e quanto gli ha dato. Quel grido “tutti pazzi per Materazzi” urlato a squarciagola nella stagione post-mondiale era insieme l’emblema della fierezza nerazzurra e della rabbia di anni che si sfogava e non è stato un caso se la doppietta contro il Siena per il quindicesimo scudetto sia arrivata proprio da lui.

Materazzi era il guerriero che la Curva Nord cercava da tempo in campo, il guerriero che proseguiva la dinastia dei Matthaus e dei Simeone, quel giocatore che segna nei derby e mostrano la maglia i tifosi avversari che lo offendono, che litigano apposta con l’avversario più pericoloso, quelli che sanno che fino ad un certo punto si arriva con la tecnica e poi dopo ci si deve arrangiare. I suoi, a volte, sono stati comportamenti assolutamente da condannare è vero, ma ditemi quanti erano pronti a condannarlo dopo la testata ricevuta da Zidane nel mondiale tedesco?

E’ la storia di Materazzi, quella di non essere un giocatore comune: si fa male Nesta, titolare inamovibile con Cannavaro, entra lui e sale al terzo piano per schiacciare alle spalle di Cech un goal fondamentale, ancora lui vola in cielo sovrastando Vieira, non un peso piuma, e pareggia nella finale mondiale, poi l’episodio con Zidane, che espulso non calcerà il rigore che Trezeguet sbaglierà e porterà tutti a cantare “Tutti pazzi per Materazzi”.

Adesso Marco ha rinnovato con l’Inter, ha spalmato il suo ingaggio fino al 2012 pur di chiudere a 39 anni la sua carriera con quella maglia che ormai ha cucita addosso, tanto da scrivere sul suo blog”Era quello che avevo sempre desiderato, da quando dell'Inter sono diventato un tifoso almeno quanto un calciatore: smettere di giocare - perché allora avrò quasi 39 anni - indossando questa maglia”.

Scusate se è poco in un periodo in cui presunte bandiere o giocatori incedibili vengono venduti per milioni di euro, anche stavolta Marco è stato diverso, le offerte per un ultimo biennale da titolare d’esperienza e con parecchi zeri non gli mancavano, ma Materazzi è un tipo tutto di un pezzo e piuttosto si rode in panchina ma i colori con cui vuole smettere sono quelli che gli hanno dato il massimo nella sua carriera da calciatore. In questo l’Inter è stata grande a capirlo e ad accontentarlo.

Leonardo Ciancarella

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