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L'Opinione: Confederations=Zeru polemiche+tanto spettacolo, ha vinto la FIFA!
La competizione, accompagnata da mille dubbi, ha divertito dalla gara d'apertura alla finale.
La Confederations Cup ha avuto il proprio riscatto. La manifestazione così snobbata da tutti alla vigilia, non avrà certo regalato le emozioni di un Mondiale ma, quanto a spettacolo, non ne ha certo fatto difetto. Prima il freddo gelido del Sudafrica, poi le "fastidiose vuvuzelas", infine le critiche legate al livello tecnico della manifestazione, ritenuto troppo basso. Ed invece la Fifa, in fondo, ha avuto ragione: le critiche mosse alla competizione giunta alla sua ottava edizione, sono scivolate dietro i 44 goal realizzati, quasi tre a partita. Una media che lascia poco spazio alla noia.
La goleada della Spagna nella gara d'esordio, il pirotecnico 4-3 tra Brasile ed Egitto (con tanto di "giallo moviola"), la rimonta azzurra contro gli Stati Uniti, la valanga verdeoro sull'Italia di Lippi e la contemporanea impresa degli Stati Uniti contro gli egiziani, hanno reso più che piacevole la fase ai gironi. Dopo due semifinali combattute ed equilibrate, che hanno riservato il k.o. a sorpresa delle "Furie Rosse" contro gli americani, un epilogo da incorniciare con due finali dagli esiti imprevedibili e concluse entrambe sul 3-2 dopo rimonte e controrimonte. Chi ama lo spettacolo del calcio, non quello fatto da grandi nomi, rigori dubbi e polemiche, ma quello che ha per protagonista i goal e l'imprevedibilità dei risultati, non può non aver apprezzato queste due settimane di grande calcio che la Confederations Cup ci ha offerto.
Altidore, Andre Santos, Zidan, Ramires, Parker, Dempsey, Mphela: ecco alcuni dei nomi nuovi che la Confederations ha consegnato alla scena internazionale. Donovan, Luis Fabiano, Fernando Torres, Villa, Kakà, Maicon e tanti altri, i campioni che ci ha permesso di ammirare! E allora, perchè lamentarsi delle fastidiose trombette o della presenza di nazionali "minori" e non omaggiare invece una manifestazione che ci ha dato un bell'assaggio dell'estate che ci attenderà tra un anno?
Renato Maisani
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La goleada della Spagna nella gara d'esordio, il pirotecnico 4-3 tra Brasile ed Egitto (con tanto di "giallo moviola"), la rimonta azzurra contro gli Stati Uniti, la valanga verdeoro sull'Italia di Lippi e la contemporanea impresa degli Stati Uniti contro gli egiziani, hanno reso più che piacevole la fase ai gironi. Dopo due semifinali combattute ed equilibrate, che hanno riservato il k.o. a sorpresa delle "Furie Rosse" contro gli americani, un epilogo da incorniciare con due finali dagli esiti imprevedibili e concluse entrambe sul 3-2 dopo rimonte e controrimonte. Chi ama lo spettacolo del calcio, non quello fatto da grandi nomi, rigori dubbi e polemiche, ma quello che ha per protagonista i goal e l'imprevedibilità dei risultati, non può non aver apprezzato queste due settimane di grande calcio che la Confederations Cup ci ha offerto.
Altidore, Andre Santos, Zidan, Ramires, Parker, Dempsey, Mphela: ecco alcuni dei nomi nuovi che la Confederations ha consegnato alla scena internazionale. Donovan, Luis Fabiano, Fernando Torres, Villa, Kakà, Maicon e tanti altri, i campioni che ci ha permesso di ammirare! E allora, perchè lamentarsi delle fastidiose trombette o della presenza di nazionali "minori" e non omaggiare invece una manifestazione che ci ha dato un bell'assaggio dell'estate che ci attenderà tra un anno?
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