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L'Opinione: Ibra? Ronaldo? Kakà? Il Maradona del 2000 non è neanche Lavezzi! E' Leo Messi IL PIU' FORTE DEL MONDO!
La straordinaria prestazione sfoderata in "Coppa del Re" è l'ennesimo indizio: Messi è il migliore!
Sfoderare una prestazione da fenomeno già il sesto giorno dell'anno solare porta con sè un messaggio chiaro: quest'anno non voglio sorprese, il Pallone d'Oro deve essere mio! Ma finalizzare alla conquista del Pallone d'Oro la classe infinita di Leo Messi rischia di diventare riduttivo.
Il "piccoletto" del Barcellona è la vera e propria essenza del calcio: un giocatore che, a guardarlo, fa venir voglia di mettere le scarpette e andare a fare una partitella con gli amici, anche solo per indossare la maglia che porta il suo nome. E' di questo che bisogna accontentarsi dato che emularne le gesta risulta impossibile non soltanto a livello amatoriale, ma anche per la maggior parte (per non dire tutti) dei colleghi di questo straordinario campione. Messi è in grado di far innamorare del calcio e, in un momento così difficile per lo sport più bello del mondo, di giocatori così ne servirebbero a bizzeffe.
Non avrà la potenza fisica di Ibrahimovic o la tecnica di Cristiano Ronaldo nè forse la stoccata di Kakà ma, immagini alla mano, è l'unico a non sbagliare praticamente mai una partita. La sua prova al "Vicente Calderon" in occasione di match di "Coppa del Re" contro l'Atletico Madrid è di quelle che lascia senza fiato: una tripletta d'autore, ma soprattutto un'evidente superiorità manifestata dall'azione che, se non fosse stato per la traversa che ha salvato Coupet, avremmo sicuramente visto e rivisto centinaia di volte per anni.
Quando decide di partire in velocità non c'è nessuno in grado di fargli cambiare idea e sottoporta sta diventando sempre più implacabile, caratteristica fondamentale per un calciatore che ambisce a vincere tutto. Anche se, a dire il vero, 2 Campionati spagnoli, 2 Supercoppe di Spagna, 1 Champions League, 1 Mondiale Under 20 e 1 Oro alle Olimpiadi rappresentanto un Palmares più che sufficiente per un ragazzo di appena 21 anni.
Diego Maradona in tribuna al "Calderon" si è divertito ad applaudire il candidato numero uno a rivestire il ruolo di stella ai prossimi campionati del Mondo, in occasione dei quali a guidare l'Argentina dalla panchina sarà proprio l'ex "Pibe" de Oro, del quale Leo Messi è ormai diventato a tutti gli effetti l'erede.
Stavolta il paragone non è forzato: Leo Messi è il nuovo Maradona, con buona pace dei vari Aguero, Lavezzi e "argentini vari" : fuoriclasse sì, ma lontani anni luce dal fuoriclasse blaugrana.
Renato Maisani
Il "piccoletto" del Barcellona è la vera e propria essenza del calcio: un giocatore che, a guardarlo, fa venir voglia di mettere le scarpette e andare a fare una partitella con gli amici, anche solo per indossare la maglia che porta il suo nome. E' di questo che bisogna accontentarsi dato che emularne le gesta risulta impossibile non soltanto a livello amatoriale, ma anche per la maggior parte (per non dire tutti) dei colleghi di questo straordinario campione. Messi è in grado di far innamorare del calcio e, in un momento così difficile per lo sport più bello del mondo, di giocatori così ne servirebbero a bizzeffe.
Non avrà la potenza fisica di Ibrahimovic o la tecnica di Cristiano Ronaldo nè forse la stoccata di Kakà ma, immagini alla mano, è l'unico a non sbagliare praticamente mai una partita. La sua prova al "Vicente Calderon" in occasione di match di "Coppa del Re" contro l'Atletico Madrid è di quelle che lascia senza fiato: una tripletta d'autore, ma soprattutto un'evidente superiorità manifestata dall'azione che, se non fosse stato per la traversa che ha salvato Coupet, avremmo sicuramente visto e rivisto centinaia di volte per anni.
Quando decide di partire in velocità non c'è nessuno in grado di fargli cambiare idea e sottoporta sta diventando sempre più implacabile, caratteristica fondamentale per un calciatore che ambisce a vincere tutto. Anche se, a dire il vero, 2 Campionati spagnoli, 2 Supercoppe di Spagna, 1 Champions League, 1 Mondiale Under 20 e 1 Oro alle Olimpiadi rappresentanto un Palmares più che sufficiente per un ragazzo di appena 21 anni.
Diego Maradona in tribuna al "Calderon" si è divertito ad applaudire il candidato numero uno a rivestire il ruolo di stella ai prossimi campionati del Mondo, in occasione dei quali a guidare l'Argentina dalla panchina sarà proprio l'ex "Pibe" de Oro, del quale Leo Messi è ormai diventato a tutti gli effetti l'erede.
Stavolta il paragone non è forzato: Leo Messi è il nuovo Maradona, con buona pace dei vari Aguero, Lavezzi e "argentini vari" : fuoriclasse sì, ma lontani anni luce dal fuoriclasse blaugrana.
Renato Maisani
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