advertisement
L'Opinione: Antonio Cassano, uno di noi
Il libro “Dico tutto”, scritto con il giornalista Pierluigi Pardo, va a ruba e leggendolo si capisce il perché.
Tanti sono i miti nel calcio di oggi, meno le passioni e gli ideali, molto di più gli eventi capaci di sconvolgere uno sport capace ancora di coinvolgere e scuotere giovani e meno giovani in un mondo appiattito che non sa più cosa sia la rivoluzione, che si accovaccia sulla comodità e non sa nemmeno cosa possa essere stata tanti anni fa la rivolta delle coscienze...
Antonio Cassano, un ragazzo di strada, uno come tanti, certo, direbbero i soloni, uno che ha avuto un dono dal Signore, direbbero i qualunquisti, cosa rappresenta nel calcio di oggi? In modo diverso, anche confuso, se vogliamo, parla in non molte pagine, di quelle poco impegnative, che si leggono in una sera, di liberazione dagli schemi di un mondo che non ci appartiene, di fine di una lunga pazienza, di ribellione ad una soggezione per troppo tempo subita. Come chi, povero e bistrattato, grazie alle proprie forze, contro tutto e tutti, ad un certo punto si tira su dall'angolo della piazza della sua fanciullezza e fissa lo sguardo su un mondo che vuole ad ogni costo prendersi senza cambiare, senza adeguarsi, restando sè stesso e non rinnegando mai quello che è stato.
Per molti Antonio Cassano è uno di questi miti del calcio moderno, ma in realtà non è proprio così. Antonio Cassano è la passione allo stato brado, in campo certo, ma anche fuori. La figura che esce da questa tanto blaterata autobiografia si colloca alla perfezione dentro un mito che non può essere assolutamente percepito come universale, è un mito intimo, insopprimibile, che si incastra alla perfezione con quella visione del calcio che hanno ormai soltanto quelli che una domenica mattina d'inverno troveranno ancora la voglia di ritrovarsi davanti una stazione per camminare, uno a fianco all'altro, dietro uno striscione, per chiedere ancora una volta il rispetto di una passione.
Senza compromessi. Non mi stupirei per niente, dopo aver letto questo libro, se Antonio fosse accanto a noi domenica, nel nostro miserrimo tentativo di rivoluzione, che tale non è, perchè si manifesterà per un diritto, semplicemente. Perchè Antonio Cassano è un valore aggiunto al di là di quello che può fare entro il rettangolo di gioco. La sua capacità di essere sè stesso nonostante la fama e i miliardi è un valore aggiunto agli ideali per cui combattiamo, il fascino concretissimo dell'eroe primitivo che comunque non smetterà mai di essere sè stesso.
Prima che arrivasse a Genova, fra noi, era certamente conosciuto come quel matto che ogni tanto sclerava, il campione viziato che non era capace di stare alle regole... Oggi Antonio Cassano, Il Doriano Antonio Cassano (parole sue…), è un uomo il cui impegno sempre più determinato e dominante, il suo erigersi a bandiera della "sua gente" (di nuovo parole sue... ) gli conferiscono l'aureola di un Davide contemporaneo dinnanzi ad uno strapotente Golia...
Quello che emerge da questo libro è la sua vita, più delle sue idee o delle teorie strampalate uscite per anni dalle menti bacate dei patetici cantori delle sue gesta più o meno positive. E' la sua vita ad attrarre, ad affascinare, quella che lui stesso definisce con molto coraggio e sincerità il messaggio che vorrà trasmettere un domani ai suoi figli...
Questo libro è un appello alla volontà del singolo come risorsa estrema e, nello stesso tempo, irriducibile: la coerenza puntigliosa per ciò che dice e per ciò che fa ed ha sempre fatto, l'intento orgoglioso di ricondurre alla portata di altre persone, come Fascetti o come i suoi amici di sempre, la vera fortuna della sua esistenza, la portata delle scelte che può avere compiuto, giuste o sbagliate che fossero.
E le imprese più grandi: quelle che sta compiendo oggi, perchè ha conosciuto l'amore... L'amore per una Ragazza Fasciata Dei Colori Dell'Arcobaleno e l'amore per una ragazza di Nervi...
Poche figure si adattano, oggi, alla figura del Garibaldino come Tonino: l'eroe, secondo un'immagine generosa e romantica, un ragazzo, un uomo che innanzitutto per coerenza morale fa rivivere nel presente il sogno di campioni passati che invece non hanno saputo mantenere la loro dimensione iniziale. Uomini che per i soldi improvvisamente piovuti si credono arrivati, forti delle loro vittorie, forti della loro forza acquisita, forti del successo, forti di una ricchezza economica che non avevano mai conosciuto...
Molti anni sono passati da quando, bambini, ci innamorammo del calcio, molte sono accadute. E tra esse, forse, non era previsto che un giorno apparisse alla soglia di casa nostra un ragazzo straordinario come Antonio Cassano. La grande onda cui parevamo destinati e che improvvisamente è sparita, per poi ricomparire inaspettata sotto le sembianze di questa serenata che non ha affatto l'odore di un addio...
Sono passati tanti anni, il calcio di trent'anni fa è un ricordo sfumato nelle contraddizioni dei mille eventi dei decenni successivi. Io stasera leggendo Antonio Cassano ho ricominciato a sognare ed è un libro semplice, semplice, che consiglio a tutti. Perchè la nostra passione è ancora lì. E un giovane che dice: "Se fossi stato come loro sarei rimasto a Madrid, avrei fatto sacrifici. Invece sono a Genova. E vivo" è un qualcosa che anche noi dobbiamo vivere e respirare a pieni polmoni, perchè se si rinuncia a vivere come si è nati, tutto finisce.
Godiamoci Antonio Cassano senza remore nè paure, perchè Antonio Cassano è uno di noi.....
Matteo Asquasciati
Antonio Cassano, un ragazzo di strada, uno come tanti, certo, direbbero i soloni, uno che ha avuto un dono dal Signore, direbbero i qualunquisti, cosa rappresenta nel calcio di oggi? In modo diverso, anche confuso, se vogliamo, parla in non molte pagine, di quelle poco impegnative, che si leggono in una sera, di liberazione dagli schemi di un mondo che non ci appartiene, di fine di una lunga pazienza, di ribellione ad una soggezione per troppo tempo subita. Come chi, povero e bistrattato, grazie alle proprie forze, contro tutto e tutti, ad un certo punto si tira su dall'angolo della piazza della sua fanciullezza e fissa lo sguardo su un mondo che vuole ad ogni costo prendersi senza cambiare, senza adeguarsi, restando sè stesso e non rinnegando mai quello che è stato.
Per molti Antonio Cassano è uno di questi miti del calcio moderno, ma in realtà non è proprio così. Antonio Cassano è la passione allo stato brado, in campo certo, ma anche fuori. La figura che esce da questa tanto blaterata autobiografia si colloca alla perfezione dentro un mito che non può essere assolutamente percepito come universale, è un mito intimo, insopprimibile, che si incastra alla perfezione con quella visione del calcio che hanno ormai soltanto quelli che una domenica mattina d'inverno troveranno ancora la voglia di ritrovarsi davanti una stazione per camminare, uno a fianco all'altro, dietro uno striscione, per chiedere ancora una volta il rispetto di una passione.
Senza compromessi. Non mi stupirei per niente, dopo aver letto questo libro, se Antonio fosse accanto a noi domenica, nel nostro miserrimo tentativo di rivoluzione, che tale non è, perchè si manifesterà per un diritto, semplicemente. Perchè Antonio Cassano è un valore aggiunto al di là di quello che può fare entro il rettangolo di gioco. La sua capacità di essere sè stesso nonostante la fama e i miliardi è un valore aggiunto agli ideali per cui combattiamo, il fascino concretissimo dell'eroe primitivo che comunque non smetterà mai di essere sè stesso.
Prima che arrivasse a Genova, fra noi, era certamente conosciuto come quel matto che ogni tanto sclerava, il campione viziato che non era capace di stare alle regole... Oggi Antonio Cassano, Il Doriano Antonio Cassano (parole sue…), è un uomo il cui impegno sempre più determinato e dominante, il suo erigersi a bandiera della "sua gente" (di nuovo parole sue... ) gli conferiscono l'aureola di un Davide contemporaneo dinnanzi ad uno strapotente Golia...
Quello che emerge da questo libro è la sua vita, più delle sue idee o delle teorie strampalate uscite per anni dalle menti bacate dei patetici cantori delle sue gesta più o meno positive. E' la sua vita ad attrarre, ad affascinare, quella che lui stesso definisce con molto coraggio e sincerità il messaggio che vorrà trasmettere un domani ai suoi figli...
Questo libro è un appello alla volontà del singolo come risorsa estrema e, nello stesso tempo, irriducibile: la coerenza puntigliosa per ciò che dice e per ciò che fa ed ha sempre fatto, l'intento orgoglioso di ricondurre alla portata di altre persone, come Fascetti o come i suoi amici di sempre, la vera fortuna della sua esistenza, la portata delle scelte che può avere compiuto, giuste o sbagliate che fossero.
E le imprese più grandi: quelle che sta compiendo oggi, perchè ha conosciuto l'amore... L'amore per una Ragazza Fasciata Dei Colori Dell'Arcobaleno e l'amore per una ragazza di Nervi...
Poche figure si adattano, oggi, alla figura del Garibaldino come Tonino: l'eroe, secondo un'immagine generosa e romantica, un ragazzo, un uomo che innanzitutto per coerenza morale fa rivivere nel presente il sogno di campioni passati che invece non hanno saputo mantenere la loro dimensione iniziale. Uomini che per i soldi improvvisamente piovuti si credono arrivati, forti delle loro vittorie, forti della loro forza acquisita, forti del successo, forti di una ricchezza economica che non avevano mai conosciuto...
Molti anni sono passati da quando, bambini, ci innamorammo del calcio, molte sono accadute. E tra esse, forse, non era previsto che un giorno apparisse alla soglia di casa nostra un ragazzo straordinario come Antonio Cassano. La grande onda cui parevamo destinati e che improvvisamente è sparita, per poi ricomparire inaspettata sotto le sembianze di questa serenata che non ha affatto l'odore di un addio...
Sono passati tanti anni, il calcio di trent'anni fa è un ricordo sfumato nelle contraddizioni dei mille eventi dei decenni successivi. Io stasera leggendo Antonio Cassano ho ricominciato a sognare ed è un libro semplice, semplice, che consiglio a tutti. Perchè la nostra passione è ancora lì. E un giovane che dice: "Se fossi stato come loro sarei rimasto a Madrid, avrei fatto sacrifici. Invece sono a Genova. E vivo" è un qualcosa che anche noi dobbiamo vivere e respirare a pieni polmoni, perchè se si rinuncia a vivere come si è nati, tutto finisce.
Godiamoci Antonio Cassano senza remore nè paure, perchè Antonio Cassano è uno di noi.....
Matteo Asquasciati
Ti ringraziamo per il tuo commento!
Per favore, inserisci il tuo nome
Per favore, inserisci la tua località
Per favore, inserisci un tuo commento!
51 I Vostri Commenti
Pubblicità
Dentro Goal.com
/* empty because this one does not have controls */?>
Pubblicità
Pubblicità