thumbnail Ciao,

I nerazzurri crollano ancora in trasferta, mostrando una pochezza generale: dal rendimento dei singoli allo schieramento iniziale. Cattivi presagi, in vista del Milan...

Ottava sconfitta nelle ultime nove trasferte disputate, e peggio di così non poteva veramente andare. L'Inter esce dal Franchi con le ossa rotte, surclassata da una Fiorentina stellare che incanta per novanta minuti e che si rilancia per la corsa al terzo posto. Onore e giù il cappello per i viola, che si sono resi protagonisti di una partita sublime, ma l'Inter ha fatto di tutto per rendere ancora più mastodontiche le proporzioni del capitombolo. E non ci sarebbe stato da sorprendersi se lo scarto del punteggio fosse stato ancora più ampio.

Non c'è alcun dubbio infatti che si sia trattata della peggior sconfitta stagionale dei nerazzurri e, ad una settimana dal delicatissimo derby di domenica prossima, con in mezzo il ritorno in Europa League contro il Cluj, i presagi non possono che essere preoccupanti. È proprio sulla partita contro la compagine rumena che ricadono i primi pensieri, su cui cercare di fondare un'analisi per comprendere le cause dell'umiliazione subita ieri sera.

Infatti, questa è la quinta occasione in cui l'Inter perde dopo il giovedì di coppe, dato non casuale considerando la pochezza atletica mostrata dai nerazzurri ieri. Ovviamente, il discorso della condizione fisica e della vicinanza tra una partita e l'altra (attenuante che poi non regge nemmeno tanto, considerando che spesso Stramaccioni ha fatto turn-over tra le diverse competizioni) non basta a spiegare da solo tutto questo sfacelo.

LA PARTITA | FIORENTINA-INTER 4-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

FIORENTINA
23
11
63%
6
2
3

INTER
7
1
37%
3
0
4

Un problema ormai fin troppo evidente è che dall'inizio dell'anno la squadra non riesce a trovare una collocazione in campo ben definita che le permetta di intraprendere un filotto di risultati utili, senza dover smentire le (poche) partite con segnali incoraggianti, come contro Chievo e Cluj, con altre ben più disastrose. E se prima si poteva puntare il dito contro gli infortuni, poiché per mesi interi l'Inter ha avuto quasi mezza squadra indisponibile, adesso, episodio di Milito a parte (al quale auguriamo una rapida e completa guarigione), gli uomini da schierare ci sono.

Che molti di questi calciatori in rosa non siano all'altezza è ben visibile, anche se non a tal punto da soccombere così: basti pensare che senza Gargano, spessissimo criticato nella prima parte di stagione e a cui veniva affidato un compito, quello di regista, che non sarebbe mai dovuto appartenergli, la squadra ieri non ha recuperato mezzo pallone.

Il centrocampo si è fatto schiacciare fin dall'inizio e non ha opposto la benché minima opposizione. Così affondare il colpo per la Fiorentina è diventato un gioco da ragazzi. Anche qui i numeri parlano chiaro: l'Inter non ha avuto nemmeno il 40% del possesso palla durante il corso di tutta la gara e, a parte Cambiasso, aveva in campo centrocampisti dalle doti di impostazione e manovra (Kuzmanovic) e altre dalle caratteristiche ancora più offensive (Guarìn e Kovacic).

In effetti, paradossalmente la formazione scelta da Stramaccioni era tra le migliori possibili. Il problema è che il massimo che quest'Inter può offrire, al momento, è ben poco. Viene difficile da credere che una stessa squadra riesca a vincere dieci partite di fila solo pochi mesi fa, e poi non vada oltre un punto in nove gare lontano da casa.

Questo è l'emblema dell'instabilità che caratterizza l'Inter di quest'anno: tra cambi di moduli, inversioni di tendenze, calciatori dal rendimento altalentante (su tutti Guarìn, che da fuoriclasse assoluto tutto d'un tratto è diventato un fantasma) e una politica societaria più che controversa, si arriva a pagare il dazio con batoste così sonore. E l'impressione è che la parte restante di stagione non nasconda un futuro prossimo troppo roseo per i tifosi nerazzurri, a cominciare dal derby.

Di cose ne vanno sistemate tante, per potersi presentare con un briciolo di ottimismo alla stracittadina di domenica sera. Il ritorno col Cluj, vista la qualificazione virtualmente acquisita, fornirà certamente indicazioni importanti, ma comunque relative. Difficilmente però un esito positivo della gara in programma in Romania farà rimuovere dal popolo nerazzurro le amnesie di Ranocchia e Juan, la confusione di Nagatomo, le prestazioni da incubo di Zanetti e Cambiasso, e tutto ciò che ha portato al crollo di Firenze.

Sullo stesso argomento