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Le scelte di Mazzarri, che ha rinunciato all'intero centrocampo titolare, sono costate molto care al Napoli, ormai con un piede e mezzo fuori dall'Europa League.

Un tradimento a tutti gli effetti. Proprio nel giorno dedicato all'amore, gli azzurri hanno spezzato il cuore a quelle poche migliaia di innamorati che hanno preferito lo stadio a cene romantiche e cioccolatini. O che nella migliore delle ipotesi hanno costretto il partner ad assistere, salvo miracoli, alla separazione molto poco consensuale tra il Napoli e l'Europa.

Lo 0-3 puo' sembrare una punizione eccessiva, un passivo che non fa nemmeno il paio con il totale dei tiri verso la porta di De Sanctis, a fronte pero' di un Napoli tutt'altro che irresistibile, se si escludono i primi minuti della ripresa. Il pesante ko ci riconsegna una verità che il mercato di riparazione ha provato con scarso successo a cancellare: questa squadra fonda la propria forza su un impianto che si regge su coloro che fino a poco tempo fa venivano definiti “titolarissimi“, una definizione che può sembrare anacronistica per un club che dovrebbe proiettarsi in una dimensione fatta di impegni che dovrebbero andare oltre il tentativo di vincere entro i confini nazionali.

LA PARTITA | NAPOLI-VIKTORIA 0-3

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

NAPOLI
13
5
56%
5
2
3

VIKTORIA
5
5
44%
6
1
2

La contemporanea rinuncia al centrocampo titolare ed i relativi effetti rappresentano la conferma di quanto sia indispensabile proporre sempre il meglio che offre la casa, in termini di uomini e di motivazioni. Da questo punto di vista a timbrare il cartellino sono stati i soliti noti: la voglia di Cavani di spegnere le candeline a suon di goal e la classe di Hamsik finiscono sempre per emergere, anche in una serata dove l'insufficienza è voto costante su tutta la linea.

Che gli obiettivi, poi, possano essere il campionato e la rincorsa alla capolista, non sarà certo la rivelazione di giornata di chi cercherà di giustificare la prestazione contro il Viktoria spostando il mirino sulla lotta scudetto e trovando un facile alibi ad una sconfitta che, per quelli che sono i valori in campo, non fa che aumentare le responsabilità degli uomini di Mazzarri: "Il clima soporifero non ci ha aiutato. Questo ci ha fatto perdere la giusta concentrazione. La qualificazione? Penso al Chelsea dello scorso anno".

Assolutamente giusto, nonchè possibile: nel calcio nulla è scontato, specie nel meccanismo di andata e ritorno, quando anche un goal può fare la differenza. Anche se, con tutta onestà, qualcuno dovrebbe ricordare al tecnico che i Blues, dopo il 3-1 dell'andata, sono poi diventati campioni d'Europa. Come dire, l'ottimismo è il profumo della vita.

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