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Il crac del Principe è la nota dolente della serata di Europa League. Adesso sarà dura inseguire il terzo posto in campionato con i soli Palacio e Cassano...

Nella serata in cui viene messo in (quasi) in cassaforte il passaggio agli ottavi di Europa League, in casa Interc'è poco da festeggiare. Diego Milito ha finito qui la sua stagione, a causa della rottura del legamento collaterale, del legamento crociato anteriore e della capsula del ginocchio sinistro. Non meno di 6 mesi lo stop ai box e a quasi 34 anni sono davvero tanti.
LA PARTITA | INTER-CLUJ 2-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

INTER
9
4
50%
1
2
4

CLUJ
7
1
50%
2
3
1



Il Principe conferma una certa allergia agli anni dispari: se nel 2011, tra un infortunio e l'altro, aveva segnato 9 goal nell'anno solare (sei in campionato, due in Champions e uno in coppa Italia, nella finale vinta contro il Palermo), questo 2013 rischia di essere peggiore, visto che lo score è fermo al goal di domenica scorsa al Chievo e rimarrà tale per un bel po' di tempo.

Una perdita pesantissima che rischia di condizionare il resto della stagione e non solo perché i numeri della stagione dicono che quando segna Milito l'Inter vince sempre. L'argentino è fondamentale anche per il gioco, perché è l'unico davvero insostituibile in rosa, con caratteristiche tutte sue che nessun altro compagno ha. Tantomeno Rocchi, colui che è stato preso per farlo rifiatare, ma che non può giocare in Europa e che non segna da un anno.

E proprio l'Europa, ma quella che conta, quella dalle grandi orecchie, rischia di rimanere una chimera con i soli Palacio e Cassano a tirare la carretta, visto che Alvarez e Rocchi non sono cambi all'altezza. La faccia di Stramaccioni a fine gara con il Cluj era più espressiva di mille parole: il terzo posto, per come si sono messe le cose, sarebbe davvero un miracolo.

Tornando alla gara con i rumeni (davvero poca cosa, ma come hanno fatto sfiorare la qualificazione agli ottavi di Champions League? Mistero), Stramaccioni può essere soddisfatto per la prova di Mateo Kovacic, al debutto dal primo minuto. Il talentino croato deve ancora crescere e maturare, ma ha dimostrato di avere degli ottimi colpi: splendido il lancio per il secondo gol di Palacio.

“El trenza”, dopo la prova opaca con il Chievo, si è rifatto con gli interessi e 16 gol stagionale è il miglior marcatore in casa Inter. Bene anche Cassano, sempre pericoloso e ispirato. Il problema è che mancano ancora tante partite da qui alla fine e i due saranno costretti agli straordinari per ovviare al forfait di Milito. A scapito di lucidità e brillantezza, probabilmente.

A centrocampo Gargano ha confermato i progressi visti contro la squadra di Corini, mentre Guarin è andato a sprazzi: inutile sottolineare quanto sarà importante il colombiano da qui alla fine, sia in termini di qualità che in fase realizzativa. Positivo anche il fatto di non aver preso goal, fatto davvero inusuale: è la seconda volta nel 2013 e la terza dal 2 dicembre (1-0 al Palermo e 2-0 al Pescara le precedenti).

In una serata in cui gli avversati tirano una volta in porta e per giunta su punizione, difficile trovare qualcosa che non va. Non si può, però, non sottolineare la prova un po' 'pasticciona' di Silvestre, che dimostra ancora una volta di essere un giocatore ormai sfiduciato e poco utile alla causa. Nelle retrovie solo Ranocchia e Juan Jesus danno una certa affidabilità, in attesa del rientro di Samuel.

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