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Salgono di tono le voci sui possibili successori del tecnico toscano sulla panchina rossonera, ma pensare ad una sua sostituzione risulta ingeneroso.

Al di là delle smentite di facciata, la rottura tra Berlusconi e Allegri ci sembra evidente. Troppe le punzecchiature, i travisamenti dei giornalisti, i fatti riportati non fedelmente e le battute di spirito male interpretate, per credere che sotto non ci sia una reale incompatibilità e una frattura insanabile. Sarebbe però interessante capirne il motivo.

"El capisse un casso", può anche essere un'estremizzazione del concetto, ma è anche un'opinione ribadita - fortunatamente in altri termini - più d'una volta. E se è lui a pagare lo stipendio, è normale che Allegri sia inevitabilmente preoccupato o - piuttosto - rassegnato. Già, perchè la sensazione è proprio quella che Max sappia benissimo cosa lo aspetti nel prossimo futuro e sia già pronto a firmare le carte del divorzio. Come un marito tradito, però, che si angustia cercando di capire cosa non abbia funzionato. Impresa ardua, in effetti.

Nessuno dice che Allegri sia esente da colpe, errori ne ha commessi e confessati, ma la domanda che bisognerebbe porsi è: un altro al suo posto avrebbe fatto meglio? Sarebbe riuscito a risollevare le sorti di una squadra sconnessa, spaurita e terrorizzata, trasformandola in un tempo relativamente breve
Allegri ha rimodellato il Milan
trasmettendo fiducia e autostima
(considerato lo stravolgimento a cui è stata sottoposta quest'estate) in un complesso se non altro organizzato e ben preparato? Sì? E chi? Guardiola, Mourinho o Sir Alex?

Diciamolo sinceramente, la rosa del Milan ante-Balotelli era decisamente povera d'opzioni e di qualità, in difesa, a centrocampo e pure in attacco. Se a gennaio la lacuna in attacco è stata sanata, a centrocampo (e soprattutto) in difesa, la situazione non è certamente migliorata.

Allegri è stato bravo a plasmare il 'materiale' a disposizione, a trasmettere fiducia al gruppo e dargli un traguardo, convincendolo che fosse raggiungibile quando in realtà erano in pochi a crederci veramente. I denigratori gli rinfacciano addirittura l'esplosione di El Shaarawy, perchè sottovalutato e sottoimpiegato l'anno scorso. Ma che abbia avuto il coraggio di cambiare (puntando sul 4-3-3) e di lanciare Niang (ancora non maggiorenne) tra i titolari in pianta stabile non si puo' disconoscerlo.

Non siamo nè amici nè procuratori di Allegri e in passato non gli abbiamo neanche lesinato critiche, ma dubitiamo che Donadoni e, soprattutto, Rjikaard (che paga pure lo scotto dell'ambientamento) sarebbero stati in grado di far meglio. In ogni caso, per come si sono messe le cose, probabilmente avremo il modo di verificarlo molto presto...

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