thumbnail Ciao,

I nerazzurri rialzano prontamente la testa dopo la scoppola di Siena: parecchie le note positive della serata, dai rientri di Milito e Stankovic alla bontà della difesa a 4.

Bisognava prontamente rialzarsi dopo le tre sberle di Siena, approfittare delle frenate di Lazio e Milan e dare un segnale alle avversarie, ovvero che per il terzo posto c'è anche l'Inter. Obiettivi centrati in pieno. Diciamo subito che l'avversario era sì insidioso (nell'ultima trasferta aveva espugnato l'Olimpico casa Lazio), ma allo stesso tempo lontano dal Bentegodi aveva davvero raccolto poco, tre vittorie e ben 8 sconfitte.

Questa Inter, però, è davvero indecifrabile, visto che si esalta con le grandi e fatica oltre misura con le piccole. Non capita poi tutte le domeniche che il portiere avversario ti regali un goal dopo una manciata di minuti. Il secondo centro consecutivo di un Cassano ispirato, però, non basta a scacciare fantasmi e paure di Siena ed infatti il Chievo ci crede e nei primi 20' si fa preferire ai nerazzurri troppo timorosi. Il goal di Rigoni (difesa immobile e da rivedere) è più che meritato. A questo punto, però, Zanetti e compagni non si squagliano come a Siena, ma reagiscono e spingono sull'acceleratore.

Il capitano (ma ha davvero 39 anni?) fa su e giù sulla fascia destra, Nagatomo fa lo stesso dall'altra parte: disattenzione sul goal a parte, la difesa a quattro funziona bene e dà equilibrio. Ranocchia e Juan sono implacabili in marcatura e annullano Thereau e Paloschi: l'azzurro ha anche il merito di rompere l'equilibrio dopo soli 5' dal pareggio clivense. E' il goal che spezza gambe e sicurezze della squadra di Corini, che piano piano si spegne fino a farsi travolgere nella ripresa.

Le note positive di una serata così sono davvero tante. Cassano è tornato genio e ispiratore come non gli capitava da mesi, prendendosi sulle spalle la squadra con assist e magie a ripetizione. Il rientro di Milito è stato incoraggiante e bagnato dal goal (e quando segna il Principe l'Inter vince sempre). In avanti il solo
LA PARTITA | INTER - CHIEVO 3-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

INTER
13
9
49%
8
2
2

CHIEVO
7
1
51%
3
1
2

Palacio ha faticato un po' ed è stato troppo impreciso, ma complessivamente il tridente ha dato risposte positive. A centrocampo c'era grande attesa e curiosità per il debutto dal 1' di Kovacic, che ha dovuto dare forfait per una distorsione a una caviglia.

Poco male, visto che l'infreddolito pubblico di San Siro ha potuto ammirare il miglior Gargano di stagione. Forse pungolato dall'arrivo del giovane talento croato, il piccolo uruguayano ha corso come un forsennato, sradicato e recuperato palloni per 90'. La sua serata di grazia ha giovato anche a Cambiasso, che ha alzato il baricentro del suo gioco: solo un miracolo di Puggioni gli ha negato la gioia del goal e il Cuchu si è consolato con l'assist a Milito che ha chiuso la contesa a inizio ripresa. La stretta di mano con Stramaccioni al momento del cambio ha anche messo a tacere le voci di un dissidio tra i due.

In una serata così, non poteva mancare anche il momento di grande emozione: il rientro in campo dopo 9 mesi di Dejan Stankovic. San Siro lo ha accolto con un'ovazione e il vecchio Deki ha fatto vedere che la voglia e la grinta sono quelle dei giorni migliori. Il serbo non è iscritto nella lista dell'Europa League e può tornare utile in campionato: l'esperienza c'è, manca ancora un po' la gamba, ma è comprensibile dopo una doppia operazione al tendine d'Achille.

Difficile trovare qualcosa che non abbia girato a dovere, ma Strama ha comunque materiale sul quale riflettere. Innanzitutto c'è da chiedersi come mai l'Inter giochi meglio quando è assente il giocatore migliore della rosa. Con Guarin la squadra ha spesso zoppicato, nonostante il colombiano abbia giocato alcune gare sontuose. Con il tridente pesante difficile che lui trovi spazio, soprattutto per una questione di equilibrio, un po' come accaduto a inizio stagione. L'altro nodo è l'assetto difensivo: difesa a tre o a quattro? A questo punto della stagione è forse il caso di prendere una strada e di percorrerla fino alla fine. Anche con il rientro di Samuel. Se Zanetti e Nagatomo garantiscono la copertura e la spinta di ieri sera, lo schieramento a quattro dà maggiore equilibrio e sicurezza.

Se la gara con il Chievo è stata davvero quella della svolta, non ci vorrà tanto per capirlo: Cluj (due volte), Fiorentina e Milan sono un banco di prova di quelli davvero tosti. In due settimane i nerazzurri si giocano Europa League e una fetta di terzo posto. Non c'è dubbio che superare indenne questi tre scogli darebbe una bella dose di fiducia ai ragazzi di Stramaccioni.

Sullo stesso argomento