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Solo la caparbietà di SuperMario e la sua freddezza dal dischetto ha permesso ai rossoneri di uscire imbattuto dall'Is Arenas. Per il resto gioco assente e troppi errori in difesa.

Dopo la buona prova contro l'Udinese, il Milan ha fatto segnare un deciso passo indietro nella trasferta contro il Cagliari allo Stadio Is Arenas, nella quale il Diavolo ha mostrato diversi problemi e poche note positive. Solo la reazione nel finale di gara, propiziata da un Balotelli ancora una volta trascinatore, con il rigore procurato e segnato, e dal passaggio al 4-2-4, hanno permesso alla squadra di Allegri di non subire una pesante sconfitta.

Contro i sardi sarebbe stato importante conquistare i 3 punti in palio, che avrebbero permesso di avvicinare il terzo posto in classifica. Invece tutto come prima, con la Lazio lontana ancora 3 punti. I rossoneri, pur tenendo il possesso palla, sono risultati poco incisivi in fase offensiva per oltre un'ora di gioco, subendo invece le iniziative e l'intraprendenza del Cagliari.

Da qui in avanti servirà sicuramente qualcosa di più a una squadra che si appresta ad affrontare il Barcellona in Champions League e che ambisce, in questa seconda parte di stagione, a rimontare sulle prime in classifica. Allegri per far crescere questa squadra, dovrà trovare delle soluzioni di gioco in grado di sopperire anche all'eventuale assenza di Montolivo.

A Quartu per larghi tratti, soprattutto nel primo tempo, la squadra rossonera ha tenuto un possesso palla sterile, fatto di 'passaggini' in orizzontale e pochissime verticalizzazioni. Il risultato è stato che la difesa avversaria è riuscita a prendere le contromisure alle tre punte, quasi mai pericolose fino all'ultimo quarto d'ora di gioco.

Note dolenti per i rossoneri arrivano anche dalla difesa. Se Zapata ha giocato tutto sommato una gara discreta in marcatura su Sau, Mexes continua a non convincere al suo fianco. Il francese ha sofferto la velocità degli attaccanti avversari, facendosi trovare spesso fuori posizione sui rapidi contropiede dei sardi.

Grave poi l'errore di posizionamento di tutto il reparto sul goal di testa di Ibarbo, che ha potuto eseguire il taglio nell'area avversaria indisturbato e battere Abbiati con una bella deviazione di testa su punizione di Conti. L'ennesimo errore stagionale su palla inattiva, che ha finito per essere pagato a caro prezzo.

LA PARTITA | CAGLIARI-MILAN 1-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

CAGLIARI
11
2
38%
4
0
5

MILAN
15
7
62%
4
3
3

Un altro elemento sul quale Allegri dovrà riflettere per le prossime gare è il calo di rendimento (fisiologico) di Stephan El Shaarawy. Marcato stretto da Pisano, il Faraone ha avuto con il Cagliari pochi palloni giocabili, un po' per la difficoltà nello smarcarsi, un po' per l'incapacità dei suoi compagni nel servirlo adeguatamente.

Servirà allora trovare delle contromosse tecnico-tattiche quando il giovane attaccante non è al meglio, anche per sgravarlo da colpe che non ha e non merita per quanto fatto finora.

La squadra ha patito moltissimo l'assenza di Montolivo a centrocampo, dove la scelta di Allegri di proporre una squadra con 3 mediani non ha assolutamente convinto.

Se è vero infatti che la presenza in contemporanea sul terreno di gioco di Flamini, Muntari e Ambrosini ha frenato un po' la vivacità del centrocampo del Cagliari, è vero altresì che le tre punte sono state lasciate troppo sole in avanti e il gioco è stato praticamente inesistente, con gli unici tiri in porta arrivati su iniziative personali. Tanta, troppa fisicità, poco talento e pochissime idee.

Le uniche note positive della gara contro il Cagliari arrivano dall'ultimo quarto d'ora di gioco. In primis va sottolineato il carattere di Mario Balotelli.

L'attaccante, pur non al meglio delle sue condizioni fisiche, si è caricato la squadra sulle sue spalle e l'ha portata all'1-1, prima costringendo Astori, fino a quel momento quasi impeccabile, a commettere un fallo da rigore e a lasciare i suoi compagni in inferiorità numerica.

Poi trasformando, con la consueta freddezza, il tiro dagli undici metri. Unica nota stonata il segno di star zitti rivolto dopo il goal (il terzo in due partite col Milan) agli imbufaliti tifosi sardi. Ma senza i suoi eccessi non sarebbe Balotelli, quel che conta per Allegri è avere a disposizione un giocatore in grado di cambiare qualsiasi partita.

SuperMario a dirla tutta avrebbe anche segnato un secondo goal, spettacolare, in rovesciata, ma questo è stato giustamente annullato dal direttore di gara perché il pallone era precedentemente uscito dal campo. Il problema di Allegri sarà ora dover fare a meno di lui per la doppia sfida di Champions contro il Barcellona.

Sempre in riferimento al finale di partita va individuato un altro aspetto positivo per i rossoneri. Il fatto che il cambio di modulo voluto dal tecnico livornese, con gli ingressi in campo di Robinho e Bojan, e il passaggio a uno schema tattico più offensivo, il 4-2-4, è coinciso con il momento migliore della squadra, che di colpo è riuscita a creare pericoli alla squadra avversaria ed è pervenuta al pareggio.

A dire che in alcune occasioni la troppa prudenza non paga e, anzi, a volte può risultare persino nociva. Ora starà ad Allegri trovare il giusto mix fra equilibrio e potenzialità offensiva della squadra, per non vanificare la rimonta rossonera in campionato e provare a giocarsela in Champions League contro il Barcellona. Per ridare entusiasmo all'ambiente e spazzar via il dissenso e il malumore che di tanto in tanto il presidente Berlusconi non esita ad esternare nei suoi confronti.

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