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La sconfitta per 2-0 sul campo della Juventus non concede attenuanti alla Fiorentina, che non ha approcciato la partita con la necessaria determinazione agonistica.

Venti minuti. Solo venti minuti ha retto la Fiorentina allo Juventus Stadium, giocando come sa fare e proponendo qualche discreta iniziativa. Il freddo clima torinese è diventato gelo totale al goal (molto bello) segnato da Vucinic, che ha spaccato in due la partita e cancellato dal campo la Viola, che è scomparsa di fronte all'attacco poderoso della Juventus.

LA PARTITA | JUVE-FIORENTINA 2-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

JUVENTUS
17
7
47%
4
8
2

FIORENTINA
12
4
53%
5
0
3

C'era attesa per questa partita. Dalla rivalità atavica tra i due club, acuita l'estate scorsa dall'affare Berbatov, al momento delle due squadre, con la Juventus in procinto di riprendere la Champions ed iniziare un ciclo decisivo per la stagione, a quello delicato della Fiorentina, appesa al limbo tra riscatto e crisi. Purtroppo per lo spettacolo la partita non c'è stata, oppure c'è stata solo per esaltare le qualità tecniche ed agonistiche dei bianconeri, che hanno annientato una Fiorentina troppo fragile e presuntuosa.

La chiave del match è stata la grande aggressività della Juve, che ha pressato la Viola in modo asfissiante, non facendo mai ragionare la squadra gigliata e prendendo totalmente il possesso del campo. Schiacciata in pochi metri, senza la possibilità di far girare il pallone, la Fiorentina è parsa smarrita, come un gattino che si rintana impaurito in un angolo di fronte ad un dobermann che mostra i denti.

Ai viola è totalmente mancata la personalità. Di fronte all'impatto di una squadra forte (perché la Juventus è oggi più forte, organizzata, potente e cattiva) la Fiorentina s'è sciolta, non ha saputo reagire al primo goal subito, pur avendo 70 minuti di partita per cercare di rimettersi in corsa. Tanto che per il resto della gara sono state molte di più le occasioni per i bianconeri rispetto alle azioni pericolose dei gigliati. Gli unici tiri e trame di gioco interessanti dei viola sono arrivati proprio in quei 20 minuti, con Jovetic che ha provato qualche conclusione, con il solito Cuadrado, e pochissimo altro. Così che il miglior giocatore in casa viola è stato Viviano, che nulla poteva sui goal e che si è opposto con buona sicurezza in diverse altre occasioni.

Male tutti i reparti. Anche la difesa, solitamente solida e capace di creare la prima e importantissima impostazione del gioco, fondamentale nel gioco di Montella per trovare il primo spazio e far partire l'azione. Il pressing dei centrocampisti di Conte è stato spietato, con i vari Marchisio, Vucinic e compagni a pressare a volte fin dentro l'area di Viviano, non facendo mai ragionare Gonzalo, Roncaglia e Savic, che hanno spesso buttato via la palla con poca precisione. Il duello a centrocampo è stato impari ed è lì che tecnicamente la Fiorentina ha perso la partita, poiché quando sono i viola a vincere lo fanno proprio con il dominio del centrocampo. Avendo perso il pallino del gioco, la Fiorentina è stata spazzata via. Pizarro è stato letteralmente soffocato, marcato in modo così sportivamente “cattivo” da non riuscire a prendere per mano la squadra. Solo Borja Valero, spaziando a tutto campo, s'è salvato ma senza riuscire ad incidere. Anche Cuadadro avevo iniziato bene, con un paio di iniziative delle sue, ma quando la squadra è naufragata anche lui non s'è salvato. Mancava Aquilani, ma non è un'attenuante valida.

La pecca più grave degli 11 di Montella, e del tecnico stesso che ha preparato la partita, è stato l'atteggiamento, l'approccio, il non sapere reagire alle situazioni in campo. L'avversario era il più forte, si sapeva. E anche il più “odiato” dalla tifoseria gigliata. Per questo serviva un match ben giocato in campo ma soprattutto ben giocato mentalmente, e col cuore, con l'anima, dando tutto fino all'ultima stilla di sudore, con il massimo dell'attenzione e dell'agonismo. Invece l'agonismo della Fiorentina è rimasto a Firenze. Cosa che non sarà piaciuta ai Della Valle, ancor più in questa settimana contro la rivale più ostica, e dopo che il patron Diego in persona s'era fatto vedere con la squadra a stimolare attenzione e orgoglio in vista del big match.

La Fiorentina è stata impalpabile, a tratti quasi indisponente. Tanti errori di distrazione, pochissima velocità nelle chiusure e mai capace di ripartire quando anche la Juve lasciava degli spazi nei loro assalti “in massa”. Dove è finito l'orgoglio? Schiacciato forse dalle difficoltà trovate in campo, ma allora la squadra manca di personalità, quell'elemento immateriale ma fondamentale a costruire un team unito, forte, capace di superare i momenti tecnici di difficoltà e ripartire, ritrovando i propri punti di forza e rientrando nelle partite che si mettono male.

Qua entra in scena il lavoro di Montella (che dall'inizio del 2013 sta segnando qualche evidente crepa dopo un 2012 da sogno), e anche di tutto l'entourage, che forse ha approcciato male, malissimo, il big match stagionale. Proprio Montella, con la solita classe, ha elogiato i meriti della Juve, cercando di difendere i suoi. Però ci sarebbe piaciuto sentire una spiegazione del perché la Fiorentina sia stata così molle. E il perché della zero aggressività dei suoi uomini in campo. Non è spiegabile con la “forza degli avversari” l'aver lasciato 30 metri di campo a Pirlo, mai marcato stretto (come invece ha fatto Conte con Pizarro) e che così ha avuto tutto il tempo e spazio per orchestrare in modo mirabile i movimenti veloci e precisi dei suoi, che ha imbeccato infatti con palle deliziose ma mai contestate dai viola.

E ancora una volta sale sul banco degli imputati Jovetic. Non che abbia giocato peggio di altri stavolta, ma da lui ci si aspetta qualcosa in più, e non solo sul piano meramente tecnico (giocate che ormai latitano da settimane, visto che il goal contro il Parma è stato solo un tap-in accademico) ma sul piano caratteriale. Mai ha trascinato i compagni, eclissandosi alle prime difficoltà. Mai è riuscito a saltare l'uomo quando è stato imbeccato in velocità. La sostituzione è stata uno schiaffo che speriamo gli faccia male abbastanza da scuoterlo. Perché la Fiorentina ha già diversi problemi da risolvere e quello di Jovetic sta diventando il più spinoso.

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