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Gli azzurri hanno riacciuffato per i capelli un pareggio preziosissimo, grazie alla rete di quel Campagnaro che si è già promesso ad altri: nessuno dubiti della sua professionalità

Due notizie dallo stadio Olimpico. La buona e la cattiva. La prima ci racconta di un punto che ha un peso specifico notevole, conquistato dal Napoli sul campo di una diretta avversaria per la Champions che nella parte iniziale della gara ha mostrato a tutti come si riesce a mettere in difficoltà gli azzurri: pressing asfissiante, centrocampo aggressivo e ripartenze effettuate sugli errori di una mediana fiacca, troppo presto orfana di Berhami e con Inler che quando c'è da correre dietro ad avversari che vanno al doppio della velocità finisce per girare a vuoto e perdere la bussola.

Raramente si era visto il Napoli subire il gioco in maniera cosi disarmante: in questo senso le contromisure di Petkovic saranno state scientifiche, studiate nei minimi particolari durante la settimana. Nel festival dei legni gli azzurri hanno avuto il merito di sfruttare l'unica logica conseguenza dell'atteggiamento dei biancocelesti: l'inevitabile stanchezza che nel secondo tempo ha fatto capolino nelle gambe dei laziali.

LA PARTITA | LAZIO-NAPOLI 1-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

LAZIO
16
7
40%
8
5
6

NAPOLI
9
8
60%
6
3
1

Cinque attaccanti in contemporanea (a proposito, perché un Insigne cosi tirato a lucido parte dalla panchina?) ma il pareggio è arrivato da chi meno te l'aspetti. Da chi ha già sicuramente un'altra maglia nel proprio futuro, ma la cui professionalità non dovrà mai più essere messa in discussione da qui alla fine. Forse per la cessione di Campagnaro ci saranno più rimpianti di quanti ce ne sono stati per l'addio di Lavezzi, ma questa è la vita, questo è il calcio.

Quindi il pareggio di Roma appare come il minore dei mali: il Napoli scaccia via l'unico terzo incomodo per il titolo e mette le mani su un secondo posto che, mal che vada, porterebbe nelle casse del club un bel pò di milioni: per qualcuno, infatti, un bilancio florido ha più valore di uno "sporadico e dispendioso" scudetto. Questione di interessi e di punti di vista, naturalmente.

La notizia negativa, ovviamente, è che la Juve vince ed allunga a +5. I bianconeri dominano la Fiorentina in una gara perlomeno strana, facendo passare la squadra di Montella come l'ultima delle provinciali. All'Olimpico gli azzurri avrebbero dovuto rispondere alla capolista con la stessa moneta, almeno per un paio di motivi.

Il primo è semplicemente matematico: l'obiettivo dichiarato resta quello di arrivare alla sfida del primo marzo con il minore scarto possibile per giocarsi tutto in quella notte. Magari per l'aggancio o addirittura per un clamoroso sorpasso. Il secondo è psicologico: con la Champions che tornerà ad occupare i pensieri di Conte e del suo staff, sarebbe stato importante far sentire ai bianconeri il fiato sul collo nei prossimi due turni di campionato: Samp e Udinese per i partenopei, mentre la Juve farà visita alla Roma ed ospiterà il Siena.

Per questi motivi il punto di ieri, in questo senso, ha quel sapore che lascia l'amaro in bocca, che ha il retrogusto dell'ennesima occasione persa. Due punti persi o punto guadagnato? A voi la scelta.

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