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Pur in formazione rimaneggiata, la squadra di Conte ha dato dimostrazione di manifesta superiorità: un’iniezione di fiducia enorme, in vista del match di Champions League.

Che serata per la Juventus! Vittoria schiacciante sui rivali della Fiorentina e Napoli distanziato di ben 5 punti: il tutto, senza due terzi della difesa ti tolare, e senza Asamoah, prossimo cavallo di ritorno. E non che fosse facile, visto come era stata caricata la parti ta nei giorni precedenti al calcio d’inizio.

Meglio di così, insomma, difficilmente poteva andare. Anche perché, contro un’avversaria di indubbio valore, è stata fornita una prestazione di assoluto livello, che ha confermato quanto di ottimo era stato fatto vedere settimana scorsa, quando è a rrivata la vittoria sul campo del Chievo Verona.

Già, perché ieri, contro gli uomini di Montella, la Juventus ha evidenziato il positivo stato di forma palesato già contro i clivensi, con annesse migliorie del caso.

LA PARTITA | JUVENTUS-FIORENTINA 2-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

JUVENTUS
14
7
47%
6
2
3

FIORENTINA
9
4
53%
2
3
0

Lo spauracchio Jovetic è stato annichilito da un Barzagli che non è eresia definire, e non da ora, tra i migliori difensori d’Europa, talmente imponente da aver trasmesso adeguata sicurezza ai compagni di reparto, il giovane centrocampista Marrone e il sin qui insicuro Peluso, per il quale è giusto spendere una nota di merito.

L’ex atalantino è stato massacrato, spesso giustamente, per le sue (poche) titubanti apparizioni in maglia bianconera. Ieri la prova era di quelle di fuoco, anche perché Conte ha deciso di preferirlo a Caceres, nonostante le brutte uscite che avevano incitato i più a sostenere come il ragazzo non potesse fare il difensore centrale: tesi smentita con i fatti.

E doveroso è citare De Ceglie, anch’egli altrettanto vituperato in altre occasioni, ma autore stavolta di una parti ta tutto sommato positiva.

Dettaglio non trascurabile va riscontrato nella presenza di Pirlo: col rientro dal 1’ dell’exrossonero, la Juventus ha colto due vittorie consecutive. Vero che il fuoriclasse era in campo anche nelle disgraziate parti te contro Sampdoria e Parma, ma da quanto ha ripreso in mani le redini della squadra, il centrocampo bianconero – vero punto di forza della compagine – ha ricominciato a regnare incontrastato.

Quanto a Vidal, inutile aggiungere altro, oramai il giocatore è stato qualificato, in senso positivo, con gli aggettivi più disparati: impossibile pensare che la Juve possa rinunciarvi, con buona pace di Rummenigge.

Ma valutiamo anche il reparto avanzato. Se le punte cominciano a segnare con continuità, allora c’è davvero di che entusiasmarsi. Sul tabellino dei marcatori si leggono i nomi di Vucinic e Matri e, nella parti te di campionato sin qui disputate, è appena la terza volta, su 17 vittorie complessive, che a bucare la rete avversaria siano stati solo attaccanti.

Prima di ieri era successo solo alla quarta giornata (doppietta di Quagliarella nel 2 a 0 al Chievo) ed alla d iciottesima (3 a 1 contro il Cagliari, doppietta di Matri e sigillo di Vucinic), ed è su questa strada che si deve continuare: quando la Juventus non è riuscita a prendere i 3 punti è stato, tra le altre cose, per la crisi da goal delle punte, cui hanno sempre posto opportuno rimedio i centrocampisti.

Ecco perché si auspica dunque che sia stato raggiunto un punto di svolta, grazie soprattutto al ritrovato Matri che, dopo la rete in stile Van Basten della scorsa settimana, ne ha firmato un’altra, in versione Cenerentola, degna comunque, a suo modo, di essere ricordata.

La Juventus c’è, e l’avevamo già detto e ribadito anche nei momenti più duri: chi sta dietro e doveva dare un segnale, ieri ha toppato. Il campionato è ancora lungo, ma ha confermato come siano i bianconeri la squadra da battere.

Adesso, sotto con gli ottavi di Champions League: la ricetta per vincere, Conte la conosce già. Servono entusiasmo, gioco, grinta, concentrazione e goal: tut t i ingredienti fatti vedere a spese dei viola, e il cui dosaggio va ulteriormente rinforzato. I l Celtic non è il Barcellona, ma guai a pensare di aver già vinto in partenza.

Errore che, comunque, difficilmente verrà commesso dai bianconeri: a dispetto di quanto sostenuto da
qualcuno, la Juventus non ha presunzione, ma piuttosto una grandissima fame. E l’appetito, si
sa, vien mangiando...

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