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Il tecnico bosniaco, che normalmente predilige l'attacco ad una punta, potrebbe decidere di impiegarne due in contemporanea dall'inizio. Con Saha ci sarà più libertà di scelta.

Louis Saha è l'uomo scelto dalla Lazio per sopperire all'infortunio di Klose. Parigino di nascita, 35 anni ad agosto, la sua carriera, dopo gli inizi al Metz, si è sviluppata essenzialmente in Premier League, dove ha vestito le maglie di Newcastle, Fulham, Manchester United, Everton, Tottenham e Sunderland. Le ultime due esperienze, va detto, sono state ben poco entusiasmanti: con i Black Cats, addirittura, undici presenze e nessuna rete all'attivo.

Saha è indubbiamente un giocatore da rilanciare, che però, ritrovando gli stimoli giusti, potrebbe dare una buona mano all'undici di Vladimir Petkovic. Ora il tecnico biancoceleste ha a disposizione un reparto offensivo decisamente più equilibrato: come vice Klose, per ora, si continuerà a dare la precedenza ad un Sergio Floccari che ha sempre risposto presente quando è stato chiamato in causa. Sono 7 le reti stagionali della punta di Vibo Valentia, divise equamente tra le varie competizioni: tre in campionato, tre in Europa League ed una in Coppa Italia.

Saha aspetterà il suo turno con calma e contro il Napoli siederà inizialmente in panchina. Con il suo arrivo Vladimir Petkovic avrà un maggior ventaglio di scelte tattiche. Il francese è una prima punta di ruolo, ma in qualche partita potrebbe anche duettare con Klose o con l'altro attaccante titolare, in caso di tandem offensivo.

Solitamente il tecnico bosniaco predilige giocare ad una punta, con un centrocampo a cinque imperniato su tre giocatori dalle caratteristiche marcatamente offensive come Candreva, Hernanes e Mauri (o Lulic, quando viene avanzato a centrocampo, sempre largo a sinistra). Anche contro la formazione di Mazzarri dovrebbe essere questo lo schieramento di partenza, con Saha che scalpita per giocare uno spezzone di gara.

Per lui sarebbe l'esordio in biancoceleste, per la Lazio l'inizio di una nuova era, all'insegna, come detto, dell'abbondanza di scelte. Al momento Petkovic può contare su quattro punte (Klose, Floccari, Saha, Kozak) e quattro centrocampisti offensivi (Candreva, Hernanes, Mauri, Ederson), visto che Zarate è ormai fuori gioco.

Con il 4-5-1, ovviamente, giocherebbe uno solo degli attaccanti di ruolo: Klose, quando tornerà, sarà intoccabile al centro dell'area avversaria, nel frattempo la 'supplenza' se la giocheranno Floccari e Saha, quando sarà in condizione. Per Kozak ci sarà soprattutto la vetrina Europa League, competizione in cui il ceco ha fatto benissimo quest'anno (5 reti in 5 presenze). Va detto, però, che senza il tedesco il modulo ad una punta rischia di diventare un azzardo. Nessuno come Miro riesce a far reparto da solo ed a sostenere l'intero peso dell'attacco. Per il momento Petkovic insisterà su Floccari, in attesa che Saha torni a pieno regime.

In seguito il tecnico di Sarajevo potrebbe sperimentare uno schieramento alternativo, ad esempio il 4-2-3-1 - che potrebbe anche vedere in campo gli stessi uomini del 4-5-1, solo schierati diversamente - oppure il 3-5-2. Una formazione simile, con la difesa a tre, consentirebbe l'impiego in contemporanea di due attaccanti: in mancanza di Klose, l'accoppiata Saha-Floccari ci sembra potenzialmente interessante.

Se il francese ritrova l'antico senso del goal, può formare un tandem validissimo con il compagno di squadra, una punta magari non molto prolifica ma dotata di ottima tecnica e in grado di duettare con chiunque. Meno probabile, invece, l'utilizzo del 4-3-3 (mancano le ali), al contrario, ad esempio, del vecchio 4-3-1-2 visto soprattutto con Reja.

In quel caso, bisognerebbe risolvere il dilemma-trequartista: che fare, riportare Hernanes in un ruolo dove è sempre stato alterno, oppure schierare lì un Mauri o, perchè no, un Ederson? A patto che l'ex Lione, ovviamente, riesca a risolvere una volta per tutte i suoi guai fisici. Anche col rombo, dunque, ci sarebbe spazio per due attaccanti puri.

Insomma, l'arrivo di un'altra punta come Saha (tardivo quanto si vuole ma necessario, almeno numericamente) ha allargato il ventaglio di opzioni a disposizione di Petkovic. Un allenatore-gentleman, chiamato ora a scegliere la formula più adatta per far volare l'Aquila. Possibilmente, verso i cieli della Champions.

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