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Contro il Chievo, Stramaccioni potrà nuovamente contare su Milito. Le statistiche sono confortanti: ogni volta che il 'Principe' fa goal, l'Inter vince la partita.

Le primavere sono quasi 34, tanti colleghi a quell'età hanno appeso le scarpe al chiodo per godersi i frutti (e la montagna di soldi) guadagnati. Professionista serio, tutto casa e famiglia, Diego Milito è un po' come quei vini che lasciati lì in cantina migliorano con il tempo. Sono i fatti a dirlo, visto che a 31 anni ha raggiunto il culmine della sua carriera, con i 30 gol stagionali che hanno contribuito in modo fondamentale alla conquista del Triplete.

E' esploso tardi, ha dovuto sudare e fare la gavetta prima di affermarsi, ha passato momenti bui, ma si è sempre rialzato e fatto ciò per cui è pagato: goal. Tanti, decisivi, anche in una stagione che ha preso una brutta piega come quella in corso. Quando il Principe segna, l'Inter vince: 8 i gol in campionato che hanno regalato a Zanetti e compagni 7 vittorie, 21 dei 40 punti totali conquistati. Una percentuale del 100%. Nella stagione della cavalcata trionfale, in campionato i gol al 7 febbraio erano stati 14 e avevano regalato 11 vittorie e 2 pareggi. Pescara, Torino, Fiorentina, Bologna, Sampdoria, Juventus (doppietta) e Napoli le vittime del bomber argentino, che ha smesso di segnare quasi due mesi fa, nel 2-1 alla squadra di Mazzarri lo scorso 9 dicembre.

Un'Inter che aveva cominciato a zoppicare è finita piano piano in un tunnel senza fine, ingoiata da una crisi che ne sta pregiudicando la corsa a un posto in Champions League. Nelle ultime sette partite, in cui Milito non ha segnato o non ha giocato, lo score nerazzurro è stato da media retrocessione: una vittoria (Pescara), tre pareggi (Genoa, Roma e Torino) e tre sconfitte (Lazio, Udinese e Siena). Ma è senza di lui che l'Inter ha toccato il fondo a livello di gioco: Udinese, Roma (a parte una ventina di minuti nel finire del primo tempo), Torino e Siena sono state prove sconcertanti non solo per i risultati, ma soprattutto a livello di prestazione.

I GOAL DI DIEGO MILITO
1ª - Pescara-Inter 0-3
3ª - Torino-Inter 0-2
6ª - Inter-Fiorentina 2-1
9ª - Bologna-Inter 1-3
10ª - Inter-Sampdoria 3-2
11ª - Juventus-Inter 1-3
16ª - Inter-Napoli 2-1
“Giochiamo proprio male” l'ammissione di Cassano il giorno dopo la debacle di Siena, un pensiero condiviso da milioni di tifosi nerazzurri. I fatti, quindi, ci suggeriscono che in questa Inter è l'unico insostituibile, soprattutto per il lavoro che fa in campo: goal, ma non solo, perché bravo a creare spazi e a far salire la squadra e ad accorciare per non tenere vicini i reparti. Un lavoro dispendioso che in questa Inter è l'unico in grado di fare: Cassano non è una prima punta (e si muove poco), Palacio si può adattare come terminale offensivo ma ha altre caratteristiche, mentre il suo vice, Rocchi, rimane quel grosso punto interrogativo che ha accompagnato il suo acquisto.

Ora i problemi al ginocchio sinistro sono stati superati e domenica contro il Chievo è pronto a riprendere il suo posto in squadra. Con la speranza di riprendere anche il discorso con il gol smarrito dopo la festa dell'Immacolata. Siamo, però, nel 2013 e non resta che incrociare le dita, visto che il 2011, altro anno dispari, è stato il peggiore della sua carriera, con soli 9 gol nell'anno solare: sei in campionato, due in Champions e uno in coppa Italia, nella finale vinta contro il Palermo. L'anno in corso non è cominciato bene per via dei suddetti problemi fisici, che gli hanno permesso di giocare solo una manciata di minuti contro il Pescara. Ma non c'è dubbio che la rinascita di una squadra con la testa sotto la sabbia non possa fare a meno dei suoi gol.

Se l'assalto al terzo posto da parte dei cugini del Milan ha come emblema la freschezza e la spregiudicatezza di Balotelli ed El Shaarawy, in casa Inter ha la faccia pulita e le poche parole del Principe (nero)azzurro.

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