Anche se non scintillante, il regista della Juventus si conferma ancora fondamentale in Nazionale. Mancano vere alternative di gioco.
Proprio di recente ci eravamo sbilanciati in un altro editoriale. Dicevamo: lunga vita a Pirlo, vero top player della Juventus e dell'Italia. Su di lui si appoggia molto la squadra di Conte, ma anche quella di Prandelli, come ha dimostrato anche la gara contro l'Olanda.Pure un Pirlo non in grandissima forma (eufemismo) è stato l'unico in grado di accendere l'Italia, seppure ad intermittenza. Un copione abbastanza monotono: palla ad Andrea, Balotelli che attacca la profondità sulla linea del fuorigioco, e lancio millimetrico per Mario, più Mini che Super - pero' - contro gli olandesi.
Unica alternativa di gioco, nel primo tempo, Candreva che dalla destra si accentrava per lasciare campo ad Abate in fascia e lanciarlo nello spazio. Nel secondo, però, tolti gli ultimi 5' grazie soprattutto alle 'torri' Osvaldo e Gila - loro sì entrati in campo tosti come una gara di prestigio come questa meritava - la squadra ha prodotto pochissimo e deve fare un monumento a Buffon per essere rimasta in partita fino all'ultimo.
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A Verratti avevamo appiccicato addosso l'etichetta di vice-Pirlo. Per il momento ci accontentiamo del goal - che pure non è poco - ma a livello di regia e personalità, c'è da lavorare.
Verratti come simbolo di questa Italia giovane, incoraggiante ma - per ora - fin troppo timida.

