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La Juve torna alla vittoria proprio con il rientro dal primo minuto del regista, fondamentale per il modo in cui cambia volto all'intera squadra. Il successore? Due opzioni...

La Juventus trova il suo Top Player: Matri”, titolava qualche quotidiano dopo lo splendido goal dell’attaccante bianconero. “Il Top Player della Juve è il gruppo”, ha replicato lo stesso Matri. Una vittoria, naturalmente, fa miracoli, ma non può stravolgere i giudizi. La gara contro il Chievo, a nostro parere, ha dato solo un’inequivocabile risposta: la Juve ha già un grandissimo Top Player e gioca a centrocampo: Andrea Pirlo.

Il suo rientro ha ridato serenità, ha restituito ritmo, autorità, personalità e consapevolezza. Andrea prende per mano i compagni e, anche quando il piede è arrugginito e l’assist decisivo da grande regista lo fa Vidal, è a lui che la squadra si appoggia con cieca fiducia, sicura di affidarsi nelle mani migliori.

Nelle mani, ma anche nei piedi e, soprattutto, nella testa: il suo è uno splendido lavoro di gestione di ritmi, di circolazione di palla, di dribbling in zone proibite, ma che una volta eseguiti creano superiorità numerica e lanciano le ripartenze.

Anche quando i piedi non girano,
Pirlo dà ritmo, fiducia e serenità
Quanto sia mancato a Conte è testimoniato dalla trasferta di Verona (guarda caso tornato lui la Juve è tornata alla vittoria soffrendo il minimo sindacale), ma anche dal ritorno di Coppa Italia: la squadra ha creato più nell’ultimo quarto d’ora (da quando è entrato, appunto) che nei 120 minuti precedenti (considerando anche la gara di andata).

E dire che, alla fine, sia Pogba che Marrone non erano dispiaciuti nel suo ruolo, ma le vesti di Andrea sono tremendamente scomode: il confronto è impari, con lui in campo hai la sensazione di essere di fronte ad una macchina col pilota automatico. Classe superiore e inarrivabile.

Pogba è giovane, e il difetto di personalità che mostra quando Andrea è in campo, lo testimonia: come un bimbo al cospetto del maestro, il francese pare intimidito dall’ingombrante presenza di Pirlo, anche se col passare dei minuti ha preso coraggio e ha finito in crescendo.

Dopo-Pirlo: su Pogba si lavora,
l'idea Verratti non era malvagia
Meno regista è più incursore il francese, quando gli è toccato fare il supplente, però, ha comunque dimostrato di avere piede delicato, praticità col cambio di gioco e tempi della giocata. Da perfezionare, ovviamente, ma incoraggiante. Regista? Resta qualche dubbio, ma il francesino lo può fugare.

In ogni caso, lunga, lunghissima vita a Pirlo (nb: anche in chiave Nazionale), ma siamo certi che la Juve stia già lavorando alla successione. O, altrimenti, è il caso che lo faccia al più presto. Perché quando Andrea dirà basta, lascerà un cratere enorme in campo e un ricordo indimenticabile nella memoria di tutti gli sportivi.

L’idea di affiancargli Verratti, quello che più di ogni altro ne ricorda le caratteristiche (pur con le debite proporzioni perché di Pirlo ce n’è uno solo), era effettivamente lungimirante. E, forse, non è troppo tardi per gestire una successione che già si annuncia tremendamente complicata…

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