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Attacco sterile, difesa colabrodo, squadra incapace di vincere in trasferta e reduce da un ciclo terribile, con appena 6 punti raccolti in 7 gare: l'Inter è in crisi!

Il momento è di quelli bui, tanto che i fantasmi della deludente stagione passata sono tornati ad aleggiare sulla Pinetina dove si respira un'aria pesante. Le polveri sottili, però, non c'entrano, l'umore nero dell'ambiente nerazzurro (Moratti su tutti) è dovuto agli sconcertanti risultati da tre mesi a questa parte.

Antonio Cassano ci ha messo la faccia e ha parlato di un'Inter che non è morta, ma di certo non se la passa bene ed è agonizzante. Il capolavoro dello Juventus Stadium aveva illuso un po' tutti, tifosi, società e giocatori. Doveva rappresentare il trampolino di lancio per sognare in grande, invece da allora è cominciata una caduta tanto repentina quanto rumorosa. Nelle ultime 12 giornate, Zanetti e compagni hanno conquistato solo 13 punti, ma è dopo un altro scalpo illustre, quello del Napoli, che la squadra è naufragata e non riesce più a tirare fuori la testa dall'acqua.

Vediamo nel dettaglio quali sono i numeri che condannano i nerazzurri, una squadra senza gioco, senza idee e finita troppo presto sulle gambe.

6 PUNTI NELLE ULTIME 7 GARE

squadraDue i crocevia fondamentali di questa stagione, Juventus e Napoli. Ma è dopo la vittoria contro i partenopei che l'Inter si è persa. Sei punti nelle ultime sette gare sono una media da retrocessione, frutto di una sola vittoria (contro il modesto Pescara), tre pareggi (Genoa, Torino e Roma) e altrettante sconfitte (Lazio, Udinese e Siena). L'ultima con i toscani, ancora senza punti nel 2013, è stata quella più sconcertante perché senza attenuanti: se Emeghara e Sestu fanno i fenomeni, non ti resta che tornare a casa e mettersi a lavorare a testa bassa.

DIFESA COLABRODO: 11 GOAL SUBITI IN 7 GARE

La difesa a tre sembrava essere la soluzione alle carenze difensive emerse a inizio stagione, ma è stato solo un fuoco di paglia. Agli avversari è bastato studiare un po' i movimenti dei tre centrali nerazzurri (che non spiccano per rapidità) ed ecco che anche uno come Meggiorini, che solitamente ha la porta la becca poche volte diventa il più implacabile dei bomber. Non ha sicuramente giovato il continuo cambio di modulo, la continua alternanza anche nel corso di una stessa gara tra linea a tre e a quattro. Quella che era una squadra camaleontica, ora è solo in preda alla confusione più totale.

Se poi anche i singoli (i rossi a Juan Jesus a Udine e Chivu a Siena, l'erroraccio di Guarin contro il Torino) ci mettono del loro, ecco che Handanovic è costretto agli straordinari. Senza Samuel e quando Ranocchia non è in giornata, davanti ad Handanovic ne succedono di tutti i colori. Chivu non dà più garanzie, Silvestre non ha convinto e Cambiasso è solo un ripiego.

MAL DI TRASFERTA: 5 KO NELLE ULTIME 6 GARE

Quello che è stato il punto di forza a inizio stagione, ora è diventato il più classico dei tallone d'Achille. Lontano da San Siro, non solo l'Inter non sa più vincere, ma perde quasi sempre. Roma a parte, i nerazzurri hanno preso batoste da Atalanta, Parma, Lazio, Udinese e Siena.

A parte la gara dell'Olimpico, segnata da una certa dose di sfortuna (pali e rigori negati), le altre quattro sconfitte non fanno una grinza e le ultime due sono pesanti nel passivo e nel (non) gioco espresso.

ATTACCO STERILE: 7 GOAL IN 7 MATCH

A inizio stagione gli attaccanti segnavano con una regolarità incredibile e questo mascherava qualsiasi difetto. Poi l'attacco si è improvvisamente inceppato: Cassano ha ritrovato la via del gol in campionato domenica dopo tre mesi e mezzo, Milito dopo la doppietta alla Juve ha segnato al Napoli quasi due mesi fa, mentre Palacio ha dovuto fare gli straordinari ed è quello che ha trovato la via del gol con maggiore frequenza: 8 gol in poco meno di tre mesi, due in Europa League, altrettanti in coppa Italia e quattro in campionato (Atalanta, Cagliari, Pescara e Roma).

Livaja, ceduto all'Atalanta nell'affare (?) Schelotto, verrà ricordato per qualche gol in Europa League, ma soprattutto per il clamoroso palo a porta vuota contro il Genoa nel recupero che è costato due punti. Rocchi si è visto con il contagocce, nonostante l'assenza di Milito. Preso come alternativa all'argentino, ha giocato solo 80 minuti in quattro gare, senza lasciare il segno: le perplessità dei tifosi al momento del suo acquisto trovano più di una giustificazione.

MILITO, LA MALEDIZIONE DEGLI ANNI DISPARI

Il 2013 del Principe è cominciato sotto una cattiva stella: 6 minuti con il Pescara e poi di nuovo in infermeria. Il dolore al ginocchio sinistro non gli dà tregua e i tifosi possono cominciare a tremare, ricordando il 2011 (altro anno dispari) del loro bomber. Un annus horribilis, in cui Milito ha messo a segno solo 9 gol in tutto l'anno solare: sei in campionato, due in Champions e uno in coppa Italia, nella finale di Roma contro il Palermo. Numeri modesti per uno che i suoi gol gli ha sempre fatti e che, stagione 2010-2011 a parte, ha sempre superato quota 20 gol in Serie A.

Quell'anno, però, i nerazzurri poterono contare sui gol di Eto'o, mentre ora la situazione è più grama: Rocchi non segna da oltre un anno e gli manca sempre un gol per toccare quota cento in Serie A. Numeri da brividi, che nascondono un solo, piccolo, motivo per sorridere: il suo ultimo gol lo ha realizzato al Milan e il derby è ormai alle porte.

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