thumbnail Ciao,

SuperMario sta ormai dimostrando di essere un vero centravanti: potrebbe essere il perno centrale del tridente completato da El Shaarawy e uno tra Destro e Diamanti...

Non poteva esserci viatico migliore della gara contro l’Udinese per Balotelli: due goal, grandi giocate e una dimestichezza che è parsa quasi disarmante. Si è calato nuovamente nel calcio italiano come se non l’avesse mai lasciato, si è integrato nei meccanismi del Milan come se ci avesse giocato da sempre. Ovvio, trattasi solo della prima partita, ma se le premesse sono queste…

La prima gara in rossonero, però, ha dato segnali precisi anche a Prandelli. Se SuperMario è questo, e se El Shaarawy continuerà ad essere quello ammirato finora, i due ragazzi terribili di Allegri sono imprescindibili per la Nazionale. E, per questo, la Nazionale dovrebbe assisterli, adeguandosi alle loro caratteristiche. Se è vero che Balotelli può fare sia la prima che la seconda punta, è altrettanto innegabile che il ruolo di centravanti – ultimamente – sembra esserselo cucito definitivamente addosso. E anche bene. Pure in Nazionale.

La sua migliore partita degli ultimi due anni, Udinese a parte, l’abbiamo ancora negli occhi: quella doppietta contro la Germania ci ha fatto godere e lo ha consacrato al grande pubblico. Due gol da bomber vero. Come quello contro l’Udinese. Forse Mario ha capito veramente cosa vuol fare da grande. O, forse, è la maturazione calcistica che ha deciso per lui. Da qualsiasi parte la si guardi, il campo sembra aver emesso il suo verdetto.

L'ITALIA 'MUNDIAL'
Buffon

Maggio - Barzagli - Chiellini - Santon

De Rossi - Pirlo - Montolivo

Destro - Balotelli - El Shaarawy
E sempre il campo dice una cosa inequivocabile: El Shaarawy nel ruolo di esterno è dirompente e letale. Partendo largo per poi accentrarsi non dà punti di riferimento e, in più, può dare sfogo a quella che è la sua migliore dote: l’allungo con palla appiccicata al piede. “Nessuno è come lui – ci ha detto il suo scopritore qualche tempo fa – quando parte è inarrestabile. E la cosa incredibile è che per lui non fa differenza: con o senza palla è veloce uguale. Dovrebbe essere contro le leggi della fisica, invece è così, lo abbiamo testato. In alcune accelerazioni ricorda Kakà”. Un paragone che sicuramente riaccende la nostalgia nei cuori dei tifosi rossoneri, ma forse lo rende meno amaro.

Dunque, se la Nazionale del futuro, quella di Brasile 2014, dobbiamo costruirla sui nostri due fenomeni, allora forse anche Prandelli dovrà adeguarsi e costruirgli intorno una squadra che ne esalti il talento. Considerate le premesse, il CT potrebbe anche pensare di ridisegnare il modulo con un 4-3-3: Pirlo, De Rossi e Montolivo a centrocampo, Balotelli centravanti, El Shaarawy largo a sinistra, metà squadra è fatta. Resterebbe da colmare l’ultimo tassello in attacco a destra. Diamanti potrebbe essere un’opzione, perché ha corsa, inventiva, grinta, disponibilità al sacrificio, intelligenza tattica e qualità. Tutte doti ricercate nel ruolo. In più, merita l’opportunità, perché se l’è guadagnata col sudore e col lavoro.

Guardando oltre i convocati, comunque, le opzioni non mancano: Gabbiadini, Cerci, Sau, Insigne e lo stesso Destro, potrebbero ricoprire quel ruolo altrettanto bene. L’Italia di Brasile 2014 (e magari oltre)? Buffon; Maggio, Barzagli, Chiellini, Santon; De Rossi, Pirlo, Montolivo; Destro, Balotelli, El Shaarawy. Non male no?

Sullo stesso argomento