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I bianconeri rispondono al Napoli in modo convincente, mostrando singoli in ripresa e un atteggiamento per larghi tratti da manuale di Conte. Restano piccole sbavature...

L’imperativo per la Juventus era uno solo: vincere, per una lunga serie di motivi. Per tenere a distanza, seppure minima, il Napoli e conservare il primato solitario in classifica; per evitare un crollo psicologico che una mancata vittoria avrebbe potuto portare come conseguenza pericolosissima; per non alimentare la letteratura da crisi profonda che stava sobillando un po’ tutti i detrattori del caso. E vittoria è stata, più netta nella prestazione di quanto non dica il risultato finale di 2 a 1 in casa del Chievo. Una vittoria a base di grinta, dominio territoriale e possesso palla, nonostante le assenze dei vari Bonucci, Chiellini, Asamoah, Marchisio e Vucinic.

E non che fosse facile, come qualcuno potrebbe pensare: Verona è campo rognoso per chiunque ci giochi, aldilà delle facili e spontanee battute che possa scatenare il disastrato manto erboso del Bentegodi. Gli uomini di Conte hanno però esibito una prestazione importante, non ancora impregnata dello splendore delle migliori occasioni, ma ampiamente positiva, come peraltro riconosciuto anche dall’allenatore avversario. E’ bene però ricordare come, nel mese appena trascorso, ci siano state partite disputate sulla falsariga di quanto visto ieri in casa dei clivensi, ma concluse con un risultato sfavorevole ai bianconeri.

Differenza, naturalmente, l’hanno fatta i goal segnati. Quella che porta la firma in calce di Alessandro Matri, ad esempio, è una rete che va oltre il semplice apporto alla causa in termini di risultato. La segnatura, bellissima, dell’ex attaccante del Cagliari, è sintomatica di come il ragazzo – come più volte ribadito – abbia bisogno di fiducia e continuità. A maggior ragione se nella squadra di Antonio Conte non v’è attaccante che meriti il posto da titolare indiscusso.

LA PARTITA | CHIEVO-JUVENTUS 1-2

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

CHIEVO
9
3
44%
0
0
2

JUVENTUS
18
6
56%
4
7
1

E non siamo qui a cavalcare l’onda del bel goal segnato ieri: semplicemente, nelle ultime uscite Matri ha quasi sempre dato risposte importanti, sotto vari punti di vista: dalla voglia di fare al contributo notevole al gioco della squadra, il centravanti bianconero ne è puntualmente uscito a testa alta. E’ vero che degli attaccanti, più del resto, contano i goal, ma andrebbe verificato con attenzione, e poi apprezzato, lo spirito di abnegazione di Matri, che non di rado vediamo rientrare a centrocampo per dare manforte ai compagni: roba non da tutti, diciamoci la verità.

Per cui è naturale che, se al tipo di lavoro sopra descritto, il diretto interessato aggiunge segnature con una certa dose di continuità, Conte non potrà permettersi il lusso di lasciarlo fuori. Attenzione: non è Matri un top player, ne’ un campione. E’ un bravo attaccante che il suo mestiere lo conosce bene e che attualmente rappresenta il meglio, per la compagine bianconera, nel reparto avanzato. In attesa del miglior Vucinic, chiaro.

Tornando all’incontro di ieri, va puntualizzato come la Juventus abbia praticamente subito goal nell’unica occasione pericolosa creata dal Chievo: torto o sfortuna, difficile stabilirlo, ma la deviazione decisiva di Caceres, nel caso, fa pendere la bilancia – almeno in questa partita – a favore della seconda opzione. Sarebbe bene dunque adoperarsi, da qui alle prossime uscite, affinchè questo non accada, evitando disattenzioni o cali di tensioni come quello che, ad essere onesti, ha caratterizzato gli undici scesi in campo ad inizio secondo tempo.

Nel primo quarto d’ora della ripresa la Juve è parsa assente, svagata, forse troppo sicura del doppio vantaggio con cui era andata a riposo: errore gravissimo, e che contribuisce a fare la differenza con la squadra spietata, cinica e sempre concentrata che abbiamo ammirato nella prima metà di questa stagione. Ecco, eliminati questi problemi di distrazione, potremo dire che la Juventus sarà tornata a pieno titolo la schiacciasassi dei tempi, tutto sommato, recenti.

I 90 minuti contro il Chievo hanno comunque fornito altri spunti importanti: si è rivisto un Litchtsteiner formato scudetto, è tornato finalmente Pirlo (eccome se ce ne siamo accorti) e il Marrone formato difensore ha fornito finalmente una prova convincente dove, a tratti, ha dato l’impressione di essere davvero il sosia di Bonucci. Sabato prossimo allo Juventus Stadium arriverà la Fiorentina: altro banco di prova importantissimo, da superare per poter dare un segnale ancora più forte al Napoli.

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