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Maurizio Compagnoni, telecronista di punta di Sky, commenta per Goal.com i temi più importanti della Serie A dopo ogni giornata di campionato.

Maurizio Compagnoni
Editorialista di Goal.com per la Serie A
 

Non è stato un week end di campionato banale. Proprio per niente. Anche se non c'erano in calendario grandi sfide, la 23^ giornata ha lasciato il segno. Cominciamo dalla coda, dal posticipo con l'esordio dal primo minuto di Mario Balotelli. E' stato un esordio decisamente positivo, al di là delle giuste dell'Udinese sul rigore all'ultimo minuto.

Balotelli si è presentato bene. Non tanto per i due gol che, comunque, fanno morale e regalano entusiasmo. E' piaciuto l'atteggiamento, la voglia di incidere sulla partita. E -perché no- anche l'insolita allegria nel festeggiare i due gol. A Manchester si divertiva a fare il “musone” dopo ogni gol, contro l'Udinese sorrideva, di gusto. Considerando il personaggio, è una notizia.

Con Balotelli le chances del Milan di arrivare al terzo posto aumentano notevolmente anche se la squadra avrebbe bisogno di un difensore centrale e di un centrocampista per un ulteriore salto di qualità. Ma, considerando come era messo il Milan tre mesi fa, il miglioramento è clamoroso.

La sensazione è che all'Inter siano sbarcati troppi giocatori non da Inter: d'accordo il ridimensionamento dei costi, ma la qualità resta fondamentale

Il terzo posto è diventato un traguardo più abbordabile anche per la brusca frenata di Lazio e Inter. Quella dei nerazzurri fa particolarmente rumore e pone sul banco degli imputati le scelte di mercato. Non solo quelle di gennaio, anche quelle estive. Il sospetto è che alla Pinetina siano sbarcati troppi giocatori (anche bravini) non da Inter.

D'accordo il ridimensionamento dei costi, mossa giusta e inevitabile. Ma a livello qualitativo era lecito pretendere qualcosa di più. Anche se il talento di Kovacic (a Siena non poteva fare miracoli) potrebbe essere una bella sorpresa per i tifosi dell'Inter. Per chiudere il cerchio sulla lotta al terzo posto complimenti alla Fiorentina che ha ripreso a vincere dopo un periodo di calo, più nei risultati che nel gioco.

Del tutto fuori invece la Roma che è nel caos. Ha pagato Zeman. E a Roma è aperto il dibattito tra i sostenitori e i detrattori del boemo. Due partiti molto numerosi. Fuori luogo imputare a Zeman  una certa “allegria difensiva”. Il boemo è questo, nel bene e nel male. Le sue squadre concedono tanto agli avversari ma in fase offensiva si esaltano e i suoi giocatori migliorano.

Un nome su tutti: Lamela. Il problema è stato la gestione del gruppo, penalizzata da scelte discutibili: Tachtzdis titolare e De Rossi riserva, Pjanic per qualche partita in panchina, Goicoechea preferito a Stekelenburg. Tutte scelte che il campo ha bocciato in modo impietoso.

La Juve a differenza dello scorso anno sta avendo problemi di approccio, ma tutte le volte che si è trovata in difficoltà ha sempre saputo reagire con vigore

In coda all'editoriale, questa volta, la corsa scudetto che è un discorso che ormai riguarda solo Juventus e Napoli. E' singolare l'eco che suscita ogni passo falso della Juventus. Come se quest'anno la squadra fosse -in campionato- la brutta copia di quella della passata stagione. E invece è sufficiente leggere la classifica: rispetto a un anno fa la Juve ha sette punti in più. All'epoca aveva giocato due partite in meno (le trasferte di Parma e Bologna) che nei recuperi portarono in dote due punti. Il miglioramento netto è di cinque punti, che non sono pochi.

La Juve quest'anno ha solo un problema di approccio. Un anno fa, dopo due settimi posti, era sempre a tavoletta. Quest'anno, ogni tanto, si rilassa, anche per l'impegno in Champions che assorbe energie. Ma ogni volta che ha accusato un passaggio a vuoto la Juve ha reagito con rinnovato vigore e il primo tempo di Verona è emblematico. Come detto in altri editoriali la squadra di Conte, per come è strutturata, è condannata a giocare con grande intensità. Questo non sempre è possibile ma nelle partite decisive (Chelsea) e nei momenti di difficoltà la squadra ha sempre risposto alla grande.

Il Napoli sta andando decisamente forte. Dopo la doppia sconfitta al San Paolo in tre giorni contro il Bologna ha cambiato passo. Determinanti le vittorie di Siena (sofferta) e con la Roma al San Paolo (esaltante). Nelle ultime 6 giornate ha conquistato 16 punti, 5 in più della Juve. Contro il Catania, reduce da tre vittorie consecutive, ha vinto soffrendo solo nel finale di primo tempo con un bel rischio sul fallo di mano di Zuniga.

Non solo Cavani, a Napoli stanno vedendo il miglior Hamsik di sempre. E non è un caso che il rendimento sia lievitato dopo la partenza di Lavezzi. Il pocho dava spettacolo ma a volte giocava per se. Pandev gioca più per la squadra e i risultati si vedono.

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