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I rossoneri traggono subito beneficio dall'impatto di SuperMario, devastande al debutto. Ma restano i vecchi problemi di qualità e affidabilità in difesa e a centrocampo.

E' stato senza dubbio il Milan migliore della stagione quello ammirato nel primo tempo a San Siro contro l'Udinese. I ragazzi di Allegri hanno mostrato in campo un entusiasmo, una condizione fisica ed una consapevolezza dei propri mezzi impensabile. Merito della voglia e della qualità portata all'attacco rossonero, comunque già ben messo con la presenza di El Shaarawy, da SuperMario Balotelli. Il nuovo e futuro idolo del popolo rossonero ha dato vivacità a tutti i suoi compagni, come una scossa.

Constant sembrava Cafu (suo anche un un tocco di suola alla Ronaldinho), Nocerino e Flamini (autore anche di ottimi inserimenti in area di rigore) due stantuffi inesauribili, Niang un simil Cavani per la capacità di coprire tutto il campo, El Shaarawy il 'solito', la difesa molto attenta e per niente preoccupata dalla presenza di Muriel e Di Natale.

Il secondo tempo, una volta che le energie e l'incredibile condizione fisica mostrata nella prima frazione di gioco sono venute meno, ha palesato i soliti limiti di questo Milan. Reparto d'attacco a parte, la squadra, dove serviva, non è stata rinforzata a dovere.

LA PARTITA | MILAN-UDINESE 2-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

MILAN
22
8
55%
10
0
1

UDINESE
6
1
45%
1
1
4

A centrocampo Allegri, che ha pure tanti meriti per aver risalito la china dopo il disastroso inizio di stagione, non ha alternative. Ragione per la quale continua ad insistere con un reparto troppo muscolare e poco geometrico, col solo Montolivo a dover sopportare il peso di inventare qualcosa. Quando l'ex-viola, comprensibilmente, viene meno, anche perchè si spende molto anche in fase di copertura, non c'è modo per serivre adeguatamente le punte, che rimangono troppo isolate e troppo staccate dal resto della squadra.

Stesso discorso per la difesa: non appena Flamini e Nocerino hanno terminato le energie, Zapata e compagni sono andati in ambascie ed hanno subito goal alla prima disattenzione ed ai primi continui affondi degli avversari. Il colombiano, come sottolineato anche da Allegri, ha comunque le potenzialità per poter migliorare. Accanto a lui però ci vorrà un signor centrale. Chi è attualmente in rosa non è in grado di poter assicurare stabilità.

La rimonta delle ultime settimane e il quarto posto acciuffato non passano in secondo piano, ma occorre comunque fare i conti con la realtà.

Questo Milan, che sicuramente potrà giovarsi della voglia di rilvalsa di Balotelli, avrà sì delle maggiori opzioni offensive, poichè l'ex-City assicura un maggior peso tecnico rispetto al comunque positivo Pazzini, e perchè, anche se solo a sprazzi, Mario insieme a El Shaarawy e all'evoluto e generoso Niang potrà sicuramente formare una coppia d'attacco tra le migliori del panorama italiano ed europeo, ma non si è di botto trasformata in una squadra nel vero senso della parola.

Se ad Allegri non riuscirà qualche altro miracolo, se il tecnico non avrà la capacità di nascondere in qualche modo le falle che ancora esistono all'interno dell'organico rossonero, l'estro di SuperMario potrà garantire l'Europa. Piccola e grande, dipende da quanto saranno bravi lui e Max...

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