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La promessa non mantenuta del 'Top Player', l'arrivo di Anelka e Peluso e i tentativi falliti sul gong per arrivare a Belfodil ed Icardi: per la Juve una sessione da dimenticare.

Con gli acquisti di Federico Peluso e di Nicolas Anelka si è conclusa la sessione di riparazione della Juventus. Ancora una volta, però, sono emerse tutte le difficoltà manageriali zebrate nel cercare di portare alla corte di Conte un attaccante di spessore. Un film già visto troppe volte.

Tuttavia, questo mercato invernale da poche ore giunto al capolinea, lascia molteplici spunti di riflessione e interrogativi. Proprio per questo motivo, attraverso questo articolo, proveremo ad analizzare alcune manovre marottiane.
 
1. FEDERICO PELUSO

Il terzino sinistro tanto voluto dalla Vecchia Signora è approdato alla corte di Antonio Conte con la formula del prestito oneroso con conseguente opzione per l’acquisizione definitiva. Tanto per intenderci: una sorta di gentlemen’s agreement per giustificare un obbligo di riscatto, che non esiste nell’impostazione degli status contrattuali, ma che viene mascherato nella maniera poc’anzi citata. L’attuale capolista del campionato italiano, infatti, a giugno dovrà versare nelle casse orobiche ben 5 milioni di euro, i quali si vanno a sommare ai 5 (più bonus scudetto) spesi per Simone Padoin precisamente dodici mesi or sono.

Ora, appurato che si stia parlando di due buoni calciatori, ma certamente non di due fenomeni, appare curioso constatare come con la truppa orobica Madama non si faccia problemi a contrattare e sperperare. Aspetto che non si verifica quando il manager lombardo prova ad acquistare i vari Stevan Jovetic, Lisandro Lopez e compagnia cantante. Forse, però, potrebbe essere un discorso di simpatia. Tra un primo e un secondo, un dolce e dessert, Marotta ama arricchire il bilancio atalantino costantemente ottimizzato da quella vecchia volpe di Pierpaolo Marino. E intanto quest’ultimo si frega le mani, incominciando a pregustare il prossimo affare sulla tratta Bergamo-Torino. Appunto, affare, ma per chi? Per Padoin sia Genoa e sia il Parma avrebbero voluto intavolare un discorso. Ma in merito pare che la Juventus non abbia voluto approfondire l’argomento, in quanto ha sempre ritenuto il centrocampista friulano incedibile. Quest’incedibilità, verosimilmente, tra qualche mese si tramuterà in minusvalenza. Ma questi molto probabilmente in casa tricolore vengono considerati problemi di poco conto…
 
2. NICOLAS ANELKA

33 anni, grande esperienza internazionale, può disputare la Champions League ed è costato praticamente nulla. Ecco, detta così potrebbe sembrare anche un acquisto indovinato, e questo aspetto sarà solamente il campo a evidenziarlo o meno, ma certamente è un innesto che non entusiasma i tifosi juventini. Per più motivi. Perché sbarca nel capoluogo piemontese con tredici anni di ritardo (ricorderete la serrata corte moggiana), perché proviene da un’esperienza tutt’altro che esaltante conseguita in Cina con lo Shanghai Shenhua e perché questo profilo non sembrerebbe essere l’anello mancante. Ogni riferimento alla media gol è puramente voluto.

Alla Juventus sarebbe servito il classico “puntero”? Bene, è stato acquistato l’ex calciatore, tra le altre squadre, del Real Madrid. Il calcio sarà anche una scienza opinabile, è vero, ma distogliere la realtà appare assai presuntuoso. Anche in questo caso, d’altronde, diventa complesso scovare una logica. Se è vero, come è vero, che è stato corteggiato a lungo Lisandro Lopez, per quale motivo si è deciso di virare sull’attaccante francese? Questa probabilmente può risultare una domanda stupida e banale, ma sarebbe bello ricevere in merito una risposta.
 
3. BELFODIL & ICARDI

Premessa, non ci inventiamo nulla. Nel pomeriggio di ieri, a conferma di queste indiscrezioni, l’amministratore delegato del Parma, Pietro Leonardi, ai colleghi di ‘Sky Sport’ ha confermato l’interesse juventino nei confronti del proprio gioiellino. Tutto splendido, peccato che questo argomento si sia affrontato il 31 gennaio. Discorso analogo per l’uomo del momento sampdoriano. Incontro a Milano tra i due club, valutazione dell’operazione, problematiche legate alla tempistica e la promessa di riparlarne alla conclusione del campionato corrente.

Ma come? Per quale motivo nelle ultime ore di mercato la Juventus ha cercato di inserire un nuovo tassello nel proprio reparto offensivo? L’apporto di Vucinic, Giovinco, Quagliarella, Matri, Anelka, Bendtner e Iaquinta non bastava per disputare il binomio Champions-campionato? Evidentemente in Corso Galileo Ferraris non sono soddisfatti (eufemismo) del contributo fornito fin qui da alcuni giocatori. Ed ecco, quindi, l’aver proposto il campano agli emiliani (Leonardi docet), ed ecco, quindi, l’aver proposto il lombardo ai genovesi (notizia raccolta dalla redazione diGoal.com Italia). Per carità, bocciare chi non ti soddisfa è più che lecito, ma farlo in questa maniera appare un altro, l’ennesimo, atto di presunzione manageriale. Come se poi, vedi gli ingaggi percepiti da entrambi, Parma e Sampdoria si sarebbero mai potute permettere rispettivamente Eta Beta e Viso d’Angelo….
 
4. LA COMUNICAZIONE

L’errore più grande conseguito dal dg bianconero, indubbiamente, è quello legato alla citazione inappropriata del termine ‘top player’. Un equivoco grossolano diventato un vero e proprio tormentone. Un’altra grande pecca da evitare, per far sì che, appunto, non diventi un nuovo tormentone, è l'abuso dell’espressione “occasioni da cogliere”. Passi per Anelka, che s’è rivelata un’opportunità (?) economica, bisognerebbe capire con quale pretesto è stato valutato l’affare Peluso. Ah, sì, un’occasione da 5 milioni di euro. Geniale. Per Marino.

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