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La squadra biancoceleste è approdata in finale di Coppa Italia grazie alla vittoria ottenuta per 2-1 contro la Juventus di Antonio Conte.

Alla fine aveva ragione ancora lui, Vladimir Petkovic. Contestato da una schiera di super esperti e da tutti gli organi di stampa per il turnover sanguinoso di sabato contro il Chievo di Corini, il tecnico bosniaco manda al tappeto la Juventus di Conte e va a prendersi la finale di Coppa Italia, snobbata da pochi e voluta da tanti.

Nell’arco delle due partite, è evidente la differenza di approccio dei due allenatori. Petkovic schiera in entrambe le partite la miglior formazione possibile, Conte invece dà spazio alle riserve che proprio di lusso non sono. Il tecnico bianconero non se la prende con le occasioni fallite e con le sue scelte, ma ancora una volta con un arbitraggio effettivamente negativo.

Negativo sì, ma per entrambe le squadre. Lo stile non si compra, neanche al calciomercato, ma qualche lezione dal rivale Petkovic non farebbe male al buon Conte, “stranamente” frustrato e isterico. Colpa della sconfitta? Colpa della mancanza degli arbitri d’area? Chissà, forse invece è solo perché, a differenza di Catania, gli arbitri non si lasciano condizionare da atteggiamenti di questo tipo.

Chissà quali sarebbero state le parole dell’ex tecnico barese se il “supplementare” di sei minuti concesso da Banti avesse portato in dote anche il goal decisivo di Giovinco o Marchisio , letteralmente sciagurati davanti al superman biancoceleste Federico Marchetti. Tanti chissà, ma una sola certezza, in finale ci va la Lazio.

LA PARTITA |LAZIO-JUVENTUS 2-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

LAZIO
5
2
43%
1
1
2

JUVENTUS
10
5
57%
10
4
5

L’analisi della partita giocata, quella sul campo verde delimitato da righe bianche, porta a fare varie constatazioni. Il tecnico biancoceleste manda in campo i migliori, compreso un Klose in condizioni precarie, mentre il tecnico bianconero pensa già al Chievo, risparmiando gente come Buffon, Pogba e Pirlo.

La partita è maschia, fisica e tattica, i muscoli in mezzo al campo di fanno sentire e a risentirne è sicuramente lo spettacolo. Marchetti rischia il rigore sullo stesso montenegrino, Banti non vede e inizia il solito teatrino di proteste verso arbitro e assistente, raccattapalle e bibitaro compresi.

Lo stesso non succede verso la metà della frazione, quando Klose viene atterrato con le stesse modalità da Isla in area di rigore. Differenza di stile?
Nella ripresa il copione cambia. La Lazio è più aggressiva e la difesa bianconera comincia a scricchiolare. Gonzalez fa prima le prove calciando a lato, poi è bravissimo a sfruttare l’assist di Ledesma e ad incornare in rete il preziosissimo vantaggio, dedicato al neo acquisto dell’Atalanta Lionel Scaloni.

Conte inserisce tutti i titolari e la pressione della Juve si fa costante ma, tuffi a ripetizione di Giovinco a parte, porta pochi pericoli verso la porta di Marchetti. Banti concede ben sei minuti di recupero e succede di tutto. Vidal approfitta di uno svarione di Radu e pareggia i conti, due minuti dopo è Floccari a mettere il pallone della provvisoria qualificazione alle spalle di Storari.

I capitolini, ubriachi di gioia, concedono ancora una volta il fianco ai bianconeri che non fanno però i conti con il solito mostruoso Marchetti. Il superman di Bassano devia miracolosamente un tiro ravvicinato di Giovinco, la palla finisce sui piedi di Marchisio che da meno di un metro manda incredibilmente a lato.

La Lazio approda alla finale di Coppa Italia, ma le gioie serali non finiscono. Lotito dà la notizia della cessione di Zarate alla Dinamo Kiev, circa otto milioni, dando finalmente il via alla campagna acquisti. Il primo colpo è Pereirinha dallo Sporting Lisbona, inoltre pare si tratti serratamente per Granit Xhaka, Felipe Anderson e Diego Laxalt.

Ma, conoscendo Igli Tare, è possibile che si tratti di depistaggio. Pereirinha è una specie di Lulic, giocatore polivalente e di corsa. Manca un centrale di centrocampo che sappia impostare l’azione e una seconda punta che possa affiancare Klose o Floccari e che possa permettere al tecnico bosniaco di sperimentare il modulo a due punte.

Mancano poche ore alla fine del calciomercato, ma gli scenari in casa Lazio si sono ribaltati. Finale di Coppa conquistata, vetta a soli sei punti, sfida in Europa con un Gladbach che non fa paura: i sogni son desideri…

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