Il colpo di mercato dei rossoneri è un'operazione da standing ovation, per i risvolti economici e quelli tecnici. Ora sta a Mario: può essere la sua ultima grande occasione.
Finalmente, inevitabilmente. Mario Balotelli è del Milan. Ora tutto può succedere, ma sinceramente crediamo che quello compiuto da Galliani sia un altro capolavoro. Altro che secchi, l'ad rossonero le nozze le fa coi fichi rancidi.Non ci sono colori, non c'è fede che tenga, da un punto di vista squisitamente di valutazione dell'affare, merita un oscar. Un'operazione che ricorda tanto quella compiuta con Ibra, guarda caso stessi registi, e che in casa Milan si augurano abbia gli stessi effetti.
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Con El Shaarawy, Niang e Balotelli, 60 anni in 3, il Milan ha in mano - potenzialmente - l'attacco del futuro e - almeno per quanto riguarda il reparto offensivo - potrebbe tranquillamente prepensionare il fido Galliani, essendo a posto per almeno i prossimi 10 anni. Potenzialmente, però, non è avverbio da sottovalutare.
Molto dipenderà dalla nota capacità della società rossonera di attutire quelle che ieri erano chiamate 'cassanate', oggi ridefinite 'balotellate'.
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La speranza, però, è che Galliani non sia costretto ad alzare i muri di Milanello, piazzare silenziatori ovunque, travestirsi da pompiere. L'aria di casa deve far bene a Mario. E se non bastasse quella, lo aiuteranno le raccomandazioni di Babbo Prandelli.
E qualora dovessero non essere convincenti nemmeno quelle, si ricordi che questa - probabilmente - è davvero l'ultima opportunità che ha per non sprecare l'immenso talento di cui Dio gli ha fatto dono. Scontato, banale, retorico? Forse. O molto più semplicemente vero.


