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Stramaccioni continua a difendere la sua Inter, ma sono tante le magagne sulle quali sarebbe meglio lavorare piuttosto che mascherarle in sala stampa.

“Con Coutinho in uscita, sei riuscito a persuadere il Presidente Moratti che bisogna far qualcosa per consentire all’Inter di essere competitiva per il terzo posto?”. Questa la domanda posta dai colleghi di Sky a Stramaccioni dopo la gara contro il Torino.

E questa la risposta: “Io non devo convincere nessuno e la situazione è molto chiara. La nostra squadra ha una sua identità, comunque sta lavorando e secondo me va benissimo com’è. Quello che poi arriverà da qui al 31 gennaio, anche se non arriverà niente il nostro obiettivo rimane questo. E dobbiamo da qui alla fine dare tutto quello che abbiamo per raggiungere il terzo posto che è il nostro obiettivo. Il campionato è molto equilibrato e l’abbiamo visto anche nei risultati. Puoi perdere punti con tutti, secondo me noi oggi abbiamo perso un’occasione però facciamo i complimenti al Torino perché ha fatto a tratti una buonissima partita”. Non siamo praticamente d’accordo su nulla. Analizziamo la risposta punto per punto.

“La nostra squadra ha una sua identità”. In realtà all’Inter manca proprio quell’identità che Stramaccioni sbandiera. La squadra non ha una fisionomia chiara, sembra giocare in modo anarchico, spinta dalla volontà piuttosto che dalla razionalità. Cuore più che schemi, insomma. Come dimostrano anche i finali di partita arrembanti quando è sotto. A quel punto l’Inter compassata, spaesata, lenta e macchinosa, lascia spazio a quella confusa, ma almeno impetuosa. E anche il fatto di cambiare spesso modulo e interpreti di certo non aiuta a trovare continuità.

La squadra ha una sua identità, comunque sta lavorando e secondo me va benissimo com’è.

- Andrea Stramaccioni

“Comunque sta lavorando e secondo me va benissimo com’è. Quello che poi arriverà da qui al 31 gennaio, anche se non arriverà niente, il nostro obiettivo rimane questo. Il campionato è molto equilibrato e l’abbiamo visto anche nei risultati”. Sul fatto che lavori, non dubitiamo, ma che vada benissimo così ci permettiamo di non credere che Strama lo pensi davvero. Ci auguriamo che sia la classica risposta di circostanza che un tecnico dà di fronte alle telecamere, salvo snocciolare le richieste nelle sedi opportune. Perché l’Inter così com’è non solo non va bene, ma difficilmente arriverà al terzo posto, a meno che davanti non continuino a suicidarsi. Certo, non p detto che comprare significhi risolvere i problemi, perché bisogna farlo bene. Cosa che all’Inter di recente non è proprio successa spesso…

“Puoi perdere punti con tutti, secondo me noi oggi abbiamo perso un’occasione però facciamo i complimenti al Torino perché ha fatto a tratti una buonissima partita!”. Sì, certo, come a San Siro l’hanno già fatta: Roma, Siena, Cagliari e Genoa, e fuori pure Udinese e Parma, solo per citare due delle più recenti sconfitte. Sono 22 le partite disputate, 12 vittorie e già 6 le sconfitte. Il fatto che la Champions League sia a tre punti è frutto esclusivo della povertà tecnica del nostro campionato, ma questo può rappresentare solo una speranza, non un alibi.

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