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Impossibile abbozzare sorrisi dopo lo stentato pari con i granata, le lacune tecniche e attitudinali sono troppo evidenti per essere trascurate. E la Champions è a forte rischio.

Inutile girarci intorno, e ogni tifoso nerazzurro lo sa: l'Inter non può guardare il bicchiere mezzo pieno dopo il pareggio di ieri contro il Torino. Anzi, indipendentemente da come si era messa la gara, soprattutto nella ripresa, si tratta di un brutto passo falso nella corsa alla Champions League, che nonostante tutto rimane un obiettivo alla portata, visto il contemporaneo ko della Lazio con il Chievo. Ma onestamente arrivare fra i primi tre con questo andazzo e con prestazioni come quella di ieri sembra davvero un'utopia.

Questa volta l'avvio di gara sembrava promettente. Un bel calcio di punizione di Chivu aveva aperto nel miglior modo la gara dei nerazzurri, che poi sono andati perdendosi progressivamente. In teoria il vantaggio iniziale avrebbe dovuto avere effetti benefici sulla squadra, considerato che l'Inter raramente è riuscita a sfruttare degli episodi come i calci piazzati a suo favore in questa stagione, ma invece la squadra ha fin da subito lasciato l'iniziativa in mano al Torino. Il nuovo 4-4-2 con cui Stramaccioni ha schierato gli undici in campo non è parso portare grandi vantaggi lungo il corso della gara, ma non c'è da sorprendersi, visto che gli uomini a disposizione, qualunque sia il modulo, sono sempre gli stessi.

Ma oltre che tecnici, i problemi dell'Inter sono anche attitudinali. La squadra ha tirato fuori il carattere solo quando si è trovata in svantaggio nella ripresa, riuscendo a rimontare solo parzialmente. Anche questo è un film già visto, già diverse volte i nerazzurri hanno trascorso interi spezzoni di gara senza praticamente giocare a calcio, aspettando solo il corso degli eventi. Se a questo aggiungiamo episodi come l'errore sull'1-1 di Guarìn, che ha evidentemente condizionato in negativo tutta la gara del colombiano, trovare lo spirito giusto per giocare e reagire da squadra senza l'apporto del miglior calciatore in rosa al momento diventa ancora più complicato.

LA PARTITA | INTER-TORINO 2-2

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

INTER
14
4
47%
7
0
1

TORINO
12
5
53%
2
3
1

L'ingenuità del Guaro è stata certamente una disattenzione grave che ha ostacolato la strada per i nerazzurri verso una possibile vittoria, ma queste cose possono capitare e una prestazione storta, dopo un mese da autentico trascinatore in campo, ci può anche stare. Le lacune su cui si deve intervenire sono quelle che si presentano sistematicamente, come la costruzione della manovra.

Con Gargano e Mudingayi in mezzo, l'Inter si affidava ai lanci lunghi dalle retrovie, i quali spesso giungevano al convalescente Cassano, che smistava il pallone per le correnti laterali sulla trequarti. Ma questa soluzione non era sufficiente a creare pericoli, tant'è che prima dell'ingresso di Cambiasso, col successivo passaggio al 4-3-1-2, l'Inter non aveva davvero costruito alcuna palla goal, salvo un tiro strozzato di Palacio da distanza ravvicinata in apertura di gara.

E a proposito del nuovo schieramento tentato in corso d'opera da Stramaccioni, qualche segnale positivo è arrivato dalla seconda parte di ripresa dei nerazzurri, nella quale l'Inter ha cercato di reagire al vantaggio ospite, seppure in maniera molto confusionaria e con colpevole ritardo. Quantomeno si è “salvato il salvabile”, senza nulla togliere al Torino di Ventura, quasi una fotocopia del Bari che mise in enorme difficoltà l'Inter di Mourinho tre anni fa.

Contro una squadra come i granata, veloce e velenosa sugli esterni, la macchinosità dell'Inter è stata messa ancor più in evidenza, basta guardare ieri con che facilità Cerci andava via sulla sua destra. Per non parlare della questione statistiche: Meggiorini non segnava da 28 partite in Serie A, e ieri Juan e Ranocchia gli hanno lasciato uno spazio inconcepibile nell'occasione del 2-1.

La prestazione della squadra ha ricalcato alla perfezione gran parte delle prestazioni individuali, eccezion fatta per Zanetti e Cambiasso che hanno brillato nel pochezza generale (e per il primo è stata una piacevole sorpresa, visto il suo recente stato di forma). Fatto sta che qualche soluzione a tutti questi problemi andrà trovata, altrimenti gare come quella di ieri, che ha quasi il sapore di una sconfitta, diventeranno ancora più frequenti. E l'Europa resterà un miraggio.

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