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Maurizio Compagnoni, telecronista di punta di Sky, commenta per Goal.com i temi più importanti della Serie A dopo ogni giornata di campionato.

Maurizio Compagnoni
Editorialista di Goal.com per la Serie A
 

Tanti goal ma anche tanti veleni, nuovi talenti alla ribalta e talenti che sembravano appassiti, ritrovati. E poi risultati sorprendenti che rendono più appassionanti le corse verso lo scudetto, l'Europa e la salvezza. E' stata una giornata di campionato in cui è successo di tutto.

Cominciamo dal pari della Juventus. Le polemiche sul rigore non concesso per il fallo di mani di Granqvist lasciano una scia di veleni ma anche una buona notizia: l'Uefa è stata invitata ad esprimersi sul caso. In modo da evitare interpretazioni diverse di situazioni simili.

Fino a poco tempo fa, qualora il pallone avesse toccato prima della mano una parte del corpo, non sarebbe stato calcio di rigore. Adesso, almeno in Italia, per scagionare il difensore il movimento deve essere “congruo”. Già, ma quando è congruo e quando non lo è? Per evitare polemiche sarebbe il caso di ritornare all'interpretazione precedente (e allora l'intervento con la mano di Granqvist non andrebbe mai punito con il rigore), oppure punire il tocco in caso di braccio largo, a prescindere dalla volontarietà (in quel caso un intervento come quello di Granqvist sarebbe sempre punibile con il rigore).

Al netto degli errori arbitrali (che hanno penalizzato anche il Genoa) la prestazione della Juve fa notizia. Perché 5 punti in 4 partite dopo la pausa natalizia sono pochi, considerando anche il calendario abbordabile. E' ovvio che nell'arco di una stagione un momento di incostanza nel rendimento ci sta, anzi è inevitabile. Resta il sospetto che il fatto di insistere su un solo modulo (3-4-3 o 3-5-2, come preferite) abbia prodotto un po' di involuzione nella qualità del gioco della Juve. E' anche vero che con Pepe infortunato tornare al 4-3-3 per Conte non è semplice.

Al di là delle scelte arbitrali, la flessione della Juventus fa notizia: cinque punti in quattro partite sono pochi, si paga l'insistenza su un solo sistema di gioco

Alle spalle dei campioni d'Italia vola il Napoli. Eppure un mese fa l'ambiente era depresso. Poi è cambiato tutto. Due le svolte: la vittoria un po' rocambolesca di Siena e l'annullamento della penalizzazione. Nello stesso momento la Juve frenava e questo ha restituito un entusiasmo incredibile al Napoli. E poi con un Cavani così tutto diventa più semplice. Ma al di là delle prodezze dell'attaccante urugaiano, le ultime due partite del Napoli a Firenze e Parma parlano di una crescita evidente nella personalità e nella qualità del gioco.

La Lazio, con un punto nelle ultime due partite, rischia di restare ai margini della corsa scudetto. Fa discutere il turnover di Petkovic contro il Chievo.  La Lazio è impegnata su tre fronti e non possono giocare sempre gli stessi. La Lazio, comunque, sembra avere come obiettivo reale il terzo posto e alle sue spalle non è che stiano volando.

Sta rientrando forte il Milan, comunque dietro di sei punti. Frenano tutte le altre. L'Inter ha rischiato la sconfitta contro il Torino. Ventura sta costruendo una squadra bellissima, l'Inter balbetta a centrocampo. L'arrivo di Paulinho assume le sembianze di un'ancora si salvataggio. In mezzo latita la qualità. Con tutto il rispetto, una coppia di centrale composta da Gargano e Mudingay non è da Inter. Sia chiaro, tutti e due possono giocare nell'Inter, ma accanto a un centrocampista di grande qualità. Senza, emergono tutti i limiti di impostazione, smascherati dall'ottimo Torino.

Per il Napoli in un mese è cambiato tutto, dalla depressione all'entusiasmo sfrenato: l'attesa crescita a livello di personalità c'è finalmente stata

La Fiorentina è in crisi, almeno di punti. Non è un momento fortunato per Montella. Con il Pescara avrebbe potuto chiudere il primo tempo avanti di quattro gol. A Catania è stato penalizzato da traverse, errori (Cuadrado!) e l'espulsione di Aquilani. Senza Pizarro la squadra, tuttavia, soffre troppo e uno con il talento di Jovetic deve segnare di più.

La Roma è fuori dalla Champions e se continua così rischia di non avere chancese neanche per l'Europa League. Fa notizia la frattura fra Zeman e i dirigenti che non gradiscono lo scaricabarile dell'allenatore. E Stekelenburg, bacchettato per la polemica contro Goicoechea, visto quello che ha combinato l'attuale titolare a Bologna, sembra avere delle buone ragioni per rivendicare il suo posto.

Una chiosa per i nuovi talenti e quelli ritrovati. Icardi magari avrà approfittato della difesa “allegra” del Pescara ma si sta confermando un centravanti di enormi potenzialità. Del resto, prima del poker di gol, Prandelli lo avrebbe accolto a braccia aperte in nazionale. El Sharaawy è tornato al gol ma già contro il Bologna era sembrato nuovamente reattivo. E 15 gol alla terza di ritorno sono un bottino formidabile.

Continua a segnare, da quando è rientrato dall'infortunio Paloschi, uno che sta recuperando il tempo perduto, non per colpa sua. Nel Torino brilla l'estro di Cerci. Da qualche settimana è incontenibile. I difensori dell'Inter non lo prendevano quasi mai. Uno con il suo potenziale dovrebbe essere stabilmente nel giro della nazionale. Ma è ampiamente in tempo per rifarsi.

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