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Il successo sull'Atalanta rilancia prepotentemente i rossoneri nella corsa al 3° posto, che ora dista solo sei lunghezze. Una grossa mano per Allegri potrebbe arrivare dal mercato

A testa alta. O per meglio dire a cresta alta. Il Milan esce dalla corrida di Bergamo con un’iniezione di fiducia e autostima da effetto doping: l’attacco baby funziona, i due fenomeni dal taglio rivedibile ma dal talento indiscutibile si cercano, si trovano, affondano e colpiscono. A ‘matare’ un’Atalanta indomita non a caso è stata una zampata di El Shaarawy su assist di Niang: un goal che sembra il manifesto della nuova linea scelta dalla società e subito messa in atto da Allegri, che si conferma tecnico di ampie vedute e zero timori riverenziali.

Se la Champions da chimera è diventata un traguardo ampiamente alla portata è merito del tecnico toscano e dei suoi ragazzi terribili. Il ‘Faraone’ ha messo a tacere le critiche lanciate da chi si stava affidando a dati statistici veri a metà,  siglando un goal che mancava sì in campionato da quattro giornate, ma che nel 2013 aveva già trovato in Coppa Italia contro la Juventus.  Numeri alla mano la realtà dice che Stephan, dall’inizio della stagione, è rimasto a secco al massimo per due partite consecutive, andando puntualmente a segno alla terza occasione.

LA PARTITA | ATALANTA-MILAN 0-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

ATALANTA
8
1
40%
7
1
7

MILAN
15
3
60%
7
4
4

A impreziosire la quindicesima gemma del campionato di El Shaarawy è l’assist dell’altro gioiellino che Allegri ha deciso di lanciare, accudire e valorizzare: il 2013 sembra essere l’anno di Mbaye Niang, istruito a dovere nei primi mesi in rossonero ed ora già pronto a lasciare il segno nonostante sulla carta d’identità ci sia scritto 19 Dicembre 1994 alla voce data di nascita. Il francese ha gamba, corsa, tecnica e ad oggi si fa preferire anche ai più quotati Robinho e Bojan perché garantisce ad Allegri quel lavoro di copertura fondamentale per poter permettersi il tridente pesante.

La traiettoria di Niang potrebbe in futuro avvicinarsi a quella di Balotelli, che all’Inter veniva schierato sull’esterno: come SuperMario l’ex Caen ha il potenziale per poter diventare un ‘numero 9’ micidiale, ma Allegri per adesso preferisce farlo partire sull’ala, privilegiando la malizia e l’esperienza di Pazzini ‘in the box’.

Inattaccabili, visti i risultati, anche le altre scelte tecniche per la gara contro l’Atalanta: il recuperato Bonera, titolare fisso nella prima parte di stagione, è rimasto in panchina per far posto ad uno Zapata in netta crescita, seppur ancora vittima di qualche calo di concentrazione. Efficace anche la prova di Flamini, che in questa fase ha scalzato anche Nocerino nelle gerarchie di Allegri: il francese compensa gli evidenti limiti tecnici con generosità e grinta, doti di cui necessita al momento il centrocampo del Milan, privo di Ambrosini e De Jong.

Dal mercato poi sono attese grandi novità nelle prossime ore: la trattativa Balotelli è entrata nel vivo, le possibilità di vedere l’ex nerazzurro con la maglia a lui più cara crescono sempre più e il -6 dal terzo posto, frutto della vittoria a Bergamo del Diavolo e del ko della Lazio in casa contro il Chievo, potrebbe dare quella spinta finale al Milan per mettere sul piatto il rilancio che potrebbe far crollare le resistenze del Manchester City, che continua a chiedere 25 milioni di euro per il suo attaccante.

In attesa di capire se nelle prossime giornate vedremo un tridente ‘a tutta cresta’, a Milanello e in via Turati hanno estratto nuovamente dal cassetto calcolatrice e calendario: la zona Champions è più vicina che mai…

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