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I bianconeri, complice anche qualche decisione a dir poco dubbia dell’arbitro, per la terza volta su quattro nel 2013 non escono con i tre punti da una partita di campionato.

Battuta d’arresto per la Juventus contro un Genoa che ha giocato nell’unico modo evidentemente possibile per portare a casa un buon risultato, vale a dire arroccandosi in difesa. Il tentativo di fare il colpaccio da parte della compagine rossoblu è andato dunque a buon fine, per la disperazione dei bianconeri che, data l’inattesa sconfitta casalinga della Lazio, avrebbero potuto allungare sui capitolini, in attesa del match con il Napoli. Così non è stato, e capire il perché non è neppure tanto difficile.

Del resto, chi ha visto l’incontro, non ha potuto far altro che constatare come il pallino del gioco sia stato costantemente in mano alla Juventus. Che nel primo tempo ha manifestato scarsa brillantezza, evidente soprattutto al momento di far girare la palla, manovra fatta, a tratti, con eccessiva lentezza. Molto meglio è andata nella ripresa, dove si è assistito ad un assedio nel senso più letterale del termine alla porta difesa da Frey. Un assedio che ha prodotto un’unica rete, venuta peraltro su un tiro di Quagliarella con la deviazione decisiva di Granqvist.

LA PARTITA | JUVENTUS-GENOA 1-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

JUVENTUS
10
6
66%
6
1
4

GENOA
6
2
34%
1
4
0

Ma oltre il danno, c’è stata la beffa, con il Genoa che ha segnato grazie all’unico tiro in porta di tutta la partita. E proprio nel rivedere le immagini della segnatura di Borriello risulta evidente, ancora una volta, come la fascia sinistra della Juve, dal momento in cui Asamoah è partito alla volta d’Africa, stia vivendo un periodo disastrosamente deficitario. De Ceglie purtroppo, dopo i lievi progressi fatti vedere lo scorso anno, le poche volte in cui, in questa stagione, Conte lo ha chiamato in causa, si è fatto trovare impreparato. Lo dimostra il modo in cui Kucka – non certo Messi – lo ha ubriacato spedendo in mezzo un invitante pallone su cui Borriello si è gettato con l’astuzia del centravanti consumato. Ed anche contro la Lazio, nella recente partita di Coppa Italia, lo stesso esterno valdostano ha avuto un ruolo ahilui decisivo nel goal di Mauri. Senza troppi giri di parole, agli juventini non resta che gufare il Ghana, in modo da riavere prima di subito a disposizione l’ex esterno dell’Udinese.

Ma non è certo De Ceglie l’unico cui si possono addossare responsabilità per la mancata vittoria contro il Genoa. Tolti gli episodi arbitrali, che preferiamo lasciar commentare ad altri, la partita di ieri sera contro il ‘grifone’ ha testimoniato, ancora una volta, la cronica difficoltà nell’andare a rete. Quando non fanno goal pesanti i centrocampisti, è il panico più totale. Vero è che Giovinco ha beccato un palo, vero è che Quagliarella in un certo modo sul tabellino dei marcatori ci è finito, vero è che Vucinic si era conquistato un probabile rigore, e vero è che Matri e Bendtner non c’erano. E però, signori, la situazione non è delle migliori, e non sappiamo quanto l’arrivo di Anelka possa essere efficace medicina a questa sorta di malattia del goal.

Insomma, per farla breve, bisogna fare il possibile per cercare di trarre il massimo profitto, in attesa che tutti i calciatori tornino a disposizione di Conte. E serve anche che la ruota giri a favore dei bianconeri, e che i bianconeri stessi, magari, ci mettano del loro perché ciò accada. Nelle partite contro Sampdoria, Parma e Genoa, la Juventus ha raccolto 2 punti su 9: non sono certo numeri da scudetto, ma val la pena ribadire come in tutte e tre le circostanze i ragazzi di Conte meritassero qualcosa in più. Se ciò sia una cosa positiva o negativa, lo lasciamo decidere a voi…

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