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La società rossonera, per motivazioni poco comprensibili, sta concentrando il suo mercato sul reparto avanzato e non sugli altri reparti, che appaiono maggiormente 'bisognosi'.

Il Milan in questo mese di gennaio è stato protagonista, perlomeno a livello di discussioni, del calciomercato invernale. I rossoneri hanno tentato (e stanno tentando, probabilmente invano) di regalare a Massimiliano Allegri elementi di spicco, esclusivamente per quanto riguarda il reparto avanzato. I due nomi sulla bocca di Galliani&C. sono quelli di Ricardo Kakà e di Mario Balotelli.

Ad un attento osservatore delle sorti rossonere non può però sembrare alquanto singolare che la concentrazione della dirigenza di Via Turati sia rivolta esclusivamente 'in avanti'. Scorrendo la rosa a disposizione del tecnico ex-Cagliari dal portiere all'ultima punta non può non saltare all'occhio come in avanti con i vari El Shaarawy, Pazzini, Bojan, Niang e Boateng le cose non vadano affatto così male.

Il Faraone è il vero e proprio crack del calcio italiano, Pazzini, se adeguatamente servito (e per quelle che sono le attuali dimensioni e gli obiettivi della squadra) è un centravanti di tutto rispetto, Bojan e Niang, con i giusti accorgimenti e con la giusta collocazione in campo, potranno dare un contributo ancora più utile alla causa. Per Boateng invece sembra solo una questione più di motivazioni che di condizione fisica.

In difesa invece le cose non vanno per niente bene. Abbiati a parte, il resto del reparto è tutto da rivedere. A non far dormire sonni tranquilli sono soprattutto i centrali, perlopiù in vista della sfida di Champions League al Barcellona. Mexes sta mostrando i soliti limiti caratteriali, Acerbi non è da grande squadra, Bonera è e sarà sempre una riserva di sufficiente livello, ma non può fare il titolare, Zapata alterna buone prestazioni a grosse amnesie come ai tempi dell'Udinese; Yepes, data l'età, non può reggere più di 2-3 partite di fila. Sulle fasce a salvarsi sono solamente in tre: il giovane De Sciglio, l'ex-Genoa Constant e Ignazio Abate. Troppo poco per chi negli anni è stato abituato ai vari Nesta, Stam, Thiago Silva, Maldini, Cafu, Serginho e chi più ne ha più ne metta.

QUANTI CAMPIONI CON LA MAGLIA ROSSONERA...
Maldini Stam
Nesta Thiago Silva

Stesso discorso a centrocampo: a parte Montolivo, che sta andando oltre ogni aspettativa, dimostrando di avere anche quella personalità che spesso gli ha fatto difetto in maglia viola,  e Ambrosini, che sta dando tutto quello che gli è rimasto in corpo, onorando la fascia da capitano, non c'è molto altro per sorridere. Nocerino, senza Ibra, si è rivelato per quello che effettivamente è, cioè un 'corridore' del centrocampo senza infamia e senza lode. Appartengono alla stessa categoria i vari Flamini, Muntari, Traore e De Jong. Come solo lontani i tempi della mediana tutta qualità coi vari Pirlo e Seedorf.

Anche il centrocampo avrebbe bisogno di qualche ritocco
Dettò ciò, sorge spontaneo un interrogativo. Perchè non investire in questi reparti, dove la necessità appare più impellente? Perchè insistere col tentare il colpo ad effetto (forse dovuto alla concomitanza con la campagna elettorale politica del patron rossonero), quando si potrebbe spendere meno e rendere più competitiva la squadra in altri reparti? O perchè non tentare di prendere un top player che non sia un attaccante? Con un difensore centrale di discreta qualità, un centrocampista 'moderno' capace di giostrare il gioco e di fungere da 'muratore', e altri due elementi come alternative, la banda Allegri potrebbe perlomeno tentare di fare la corsa per il terzo posto.

Con Zaccardo, che sarà pure campione del mondo, ma in quanto a qualità lascia molto a desiderare, non si può certo sperare di migliorare la situazione. Va bene la crisi, ma il denaro ricavato dalle cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva prima o poi dovrà essere, perlomeno in parte, impegnato per far sì che la squadra possa uscire dalle sabbie mobili nelle quali si trova. Non ci si faccia influenzare dalle statistiche che vogliono i rossoneri come la squadra più in forma del campionato. Quando il Milan scende in campo, oltre a non dare spettacolo, dà sempre l'impressione di poter prendere goal da un minuto all'altro, di poter ricadere in quel baratro nel quale ci si è trovati all'inizio della stagione.

Ragione per la quale, caro Galliani e caro Berlusconi, se veramente dobbiamo, a causa della crisi, adattarci alle esigenze, lasciate stare gli attaccanti alla moda o i colpi ad effetto in avanti. A questo Milan 'lavoratore' serve altro. E questo 'altro' deve arrivare in difesa ed a centrocampo. I tifosi del Milan hanno il diritto di non essere più presi in giro e di non essere vittime del marketing o di cervellotiche o incomprensibili scelte societarie. Ci vuole un mercato 'intelligente', altrimenti saranno (giustamente) fischi e critiche.

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