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Il cileno stenta ancora in bianconero. E' sicuramente importante l'alibi del grave infortunio subito lo scorso anno, ma sembra anche una questione mentale...

Dalla gara della Juventus contro la Lazio, prendiamo spunto per analizzare una nota estremamente positiva e una altrettanto negativa in casa bianconera. Ovviamente, l’analisi va oltre la gara, che di per sé – comunque – ha semplicemente confermato le indicazioni finora date dalla stagione in corso.

Partiamo dalla nota positiva: a noi Marrone è piaciuto un sacco. E, anzi, andiamo pure oltre: è piaciuto molto di più nel ruolo di difensore centrale, piuttosto che in quello di regista. “Io mi sento centrocampista – ha detto qualche giorno fa dal ritiro dell’U21 – è quello il ruolo che sento più mio”. Non che in mezzo non sia un ottimo giocatore, ma la sensazione è che da dietro, con tutto il campo a disposizione e meno pressing, possa gestire più facilmente il pallone ai suoi ritmi (che non sono altissimi) e possa pescare meglio l’inserimento del compagno.

Guardare il secondo tempo della gara contro la Lazio – appunto - per credere. Il lancio per il piattone di Matri è da antologia. Ma al di là dell’episodio in sé (altrimenti dovremmo rimarcare anche il maldestro intervento con cui manda fuori tempo Storari nella prima frazione e a cui ha posto rimedio un immenso Barzagli), ha convinto la tranquillità, la personalità, l’autorità con la quale ha guidato il pacchetto arretrato e gestito il pallone quando c’era da impostare. La sensazione, dunque, è che – forse – sia soprattutto lui a doversi convincere che questo può davvero essere il suo futuro. Un grande futuro.

E passiamo alle dolenti note: è inutile girarci attorno, questo Isla non è nemmeno il cugino di quello ammirato all’Udinese. Quando la Juve ne aveva perfezionato l’acquisto quest’estate insieme ad Asamoah ci eravamo sbilanciati, definendoli due ottimi innesti sia per qualità tecnico-tattiche, ma anche per età, personalità e duttilità. E, se proprio dobbiamo dirla tutta, avevamo maggiori convinzioni sul cileno di quante non avessimo sul ghanese, al quale ha addirittura giovato il nuovo ruolo cucitogli addosso da Conte. Invece...

I NUMERI DI ISLA
ALLA JUVENTUS
12 Le presenze totali
1 Una sola volta titolare in A
6 Sei volte dal 1' nelle coppe
3 Gli assist forniti
0 Nessun goal finora
Invece Isla sta abbondantemente deludendo le attese, considerato che – come di consueto – l’Udinese non ha certo applicato un prezzo di favore per lasciarlo partire. Nove milioni, euro più euro meno, per la metà, un investimento da 18 milioni di euro complessivo che, al momento, non sta pagando. "Isla è addirittura più forte di Asamoah – ha detto Pozzo settimana scorsa – Sono sicuro che è uno da Juve e lo dimostrerà". Il cileno ha certamente l’alibi di un infortunio probabilmente non ancora del tutto superato o assorbito (anche se ormai siamo a metà stagione…), ma l’impressione è che sia più una questione psicologica piuttosto che fisica.

Perché lo spunto è ancora quello di una volta (e anche contro la Lazio ha dimostrato di avere tempi di inserimento), ma vive quel classico momento (che sta diventando un po’ lungo in realtà) in cui il cross finisce costantemente addosso all’avversario. Da esterno, finora, non ha convinto, mentre quelle poche volte in cui Conte l’ha provato da interno (ad esempio nei supplementari contro il Milan) è sembrato maggiormente a suo agio. Il mister bianconero, invece, non lo vede proprio “ala” di un 4-3-3, modulo che comunque ha temporaneamente abbandonato: “Questa squadra ha trovato il suo assetto col 3-5-2 e con questo schema sa come muoversi”, ha detto.

E in questo schieramento, Isla – al momento – può solo sperare di essere il vice Lichtsteiner, visto che recentemente gli è stato preferito anche Padoin in quel ruolo. Un mistero, però, per chi si ricorda le sue sgroppate in bianconero friulano. Solo un periodo no? E’ quello che si augurano i tifosi juventini, ovviamente, ma anche la società che a fine anno dovrà forzatamente versare la seconda – pesante – tranche all’Udinese…

PS: consentiteci una nota di merito a Barzaglione. Lui non è una più una sorpresa, ma la sua mostruosa stagione merita di essere sottolineata…

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