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Una Lazio in riserva trova il pari nel finale di una partita decisa dalle prodezze del suo super portiere, Federico Marchetti.

Il ruolo del portiere nel mondo del calcio è spesso oggetto di continue critiche e opinioni divergenti. Nell’ambiente Lazio, dopo il ritiro di Angelo Peruzzi, si pensava ad una vera maledizione. Ballotta, Carrizo, il primo Muslera, un disastro totale. Poi arrivò il momento di Federico Marchetti, ex nazionale italiano depauperato dalla follia calcistica di Massimo Cellino, presidente del Cagliari.

Qualche piccola incertezza iniziale dovuta alla ruggine accumulata in un anno di inattività, poi un susseguirsi di miracoli degni del più famoso abitante di Nazareth. La prima apoteosi nella partita di andata della Serie A 2012 – 2013 allo Juventus Stadium, la seconda apoteosi nella partita d’andata della semifinale di Coppa Italia sempre allo Juventus Stadium.

LA PARTITA | JUVENTUS-LAZIO 1-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

JUVENTUS
18
7
54%
8
3
0

LAZIO
7
3
46%
7
0
2

Un sogno per i suoi tifosi, un incubo per quelli bianconeri. Ma procediamo per gradi…
Vladimir Petkovic alla Coppa Italia ci tiene eccome, Conte forse un pochino meno. Juventus rimaneggiata, Lazio priva di tre titolari ma con la miglior formazione possibile attualmente. La squadra capitolina è tosta e solida come poche altre squadre in Europa, ma strada facendo è costretta a concedere il fianco ai più brillanti piemontesi. Ci provano tutti, da Bonucci a Pogba, da Giaccherini a Matri passando poi per Vidal.

Sarà che a Federico Marchetti non stanno simpatici i campioni d’Italia, sarà che vuole mandare dei segnali a Prandelli, sarà che effettivamente è un fenomeno, fatto sta che non c’è modo di buttare una palla nella rete del portierone di Bassano del Grappa.

Ci riesce il “laziale” e omonimo Federico Peluso, ma con una scorrettezza valida forse nel mondo della cavallina. Marchetti protesta, ma il goal viene ingiustamente convalidato. Forse lo fanno arrabbiare proprio qui e, vedendo i risultati, per la Juventus non era proprio il caso. Il buon Vladimir Petkovic non sa più cosa inventarsi per raddrizzare la partita, i padroni di casa sgusciano da tutte le parti e la Lazio fatica a contenere una squadra nettamente più pimpante a livello fisico. Marchetti continua nella sua straordinaria serie di prodezze, mentre il tecnico di Sarajevo studia come poter fare male ad una Juventus padrona del campo. Lo special three ci prova prima col fantasma di Candreva per il fantasma di Ledesma, ma i risultati non arrivano. Mancano pochi minuti alla fine e dal cappello a cilindro ecco Radu e Brocchi per Lulic e Hernanes in risposta alla mossa Vucinic per Marchisio operata da Conte. Sfido chiunque a non storcere il naso di fronte a scelte del genere, soprattutto con la squadra sotto di una rete.

E invece? Ha ragione ancora lui, l’altro fuoriclasse della Lazio insieme a Marchetti. La squadra alza il baricentro, la difesa sale e il pareggio non tarda ad arrivare con il solito Mauri, uno che fa solo goal che contano. La Juventus accusa il colpo, soffre nei minuti finali e rischia di perdere la partita in maniera incredibile.

Il pareggio finale accontenta solo la Lazio di Petkovic e dell’incubo bianconero Federico Marchetti, ad oggi indiscutibilmente il miglior portiere in Italia e molto probabilmente nel mondo. Per arrivare in fondo a questa competizione, però, non ci si può sempre affidare a lui e alle invenzioni del mister. Anche nella serata di ieri sono venuti maledettamente a galla i già citati problemi della rosa; Radu non ha un sostituto e Lulic infatti è tra i peggiori in campo, Ledesma non stacca la spina da inizio anno e perde lucidità di partita in partita, Floccari davanti è troppo solo e non c’è in panchina nessun giocatore da potergli affiancare. L’ennesimo appello alla dirigenza probabilmente non porterà frutti, ma non fare mercato in questa sessione è una vera e imperdonabile follia.

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