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La partita contro la Lazio ha sicuramente aumentato le certezze di Conte di avere a disposizione una rosa di assoluto livello.

La semifinale di Coppa Italia rappresentava un banco di prova importante, e non poco, per la Juventus di Conte: il coefficiente di difficoltà, del resto, era di quelli alti. L'avversario era di quelli tosti, la Lazio di Petkovic, che ha schierato la miglior formazione possibile, pur priva del fuoriclasse Klose. Eppure anche i bianconeri, di assenti, ne avevano parecchi, e non di poco conto: Chiellini, Pirlo, Lichtsteiner, Asamoah, Giovinco, Quagliarella. Roba da far impallidire il più ottimista dei tifosi, visto che anche Vucinic, presente in panchina, era arruolabile a mezzo servizio.

Tuttavia la risposta che Conte ha ricevuto dai suoi ragazzi è stata quanto di più positivo potesse esserci: partita dominata nella ripresa, dopo un primo tempo equilibrato, nonostante lo schieramento "anomalo" e dovuto a cause di forza maggiore, con Marchisio nell'insolito ruolo di simil trequartista in appoggio all'unica punta Matri. Peccato, però, che il risultato finale sia stato di 1 a 1. Un risultato, al netto delle occasioni, non propriamente specchio di come sia andata la partita.

LA PARTITA | JUVENTUS-LAZIO 1-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

JUVENTUS
18
7
54%
8
3
0

LAZIO
7
3
46%
7
0
2

Perchè se il primo tempo ha visto un sostanziale equilibrio tra le parti in causa, nei secondi 45' si è visto una sorta di monologo marchiato Juve, che ha avuto bisogno di un colpo di testa di Peluso per sbloccare il match. Da lì in poi, è stato un susseguirsi di occasioni per i padroni di casa: prima il palo e poi un Marchetti, che si conferma portiere eccezionale, hanno però negato alla Juventus la gioia di infliggere il colpo del ko alla squadra capitolina. E nel calcio, si sa, vige spesso la legge impietosa del "goal sbagliato, goal subito" e, forse per non venir meno a questa sorta di dogma, De Ceglie, con la collaborazione di Storia, ha deciso di contribuire attivamente alla rete del pareggio di Stefano Mauri.

Ecco perchè, alla luce di ciò, non bisogna assolutamente alimentare pessimismo alcuno: quella vista ieri è stata un’ottima Juventus, cui solo il risultato non ha reso congruo merito. "Hai detto niente", potrebbe giustamente dir qualcuno, ma non si può prescindere da una prestazione altamente positiva. Conte ha dunque di che essere felice perchè, come anche visto nell'ultima di campionato contro l'Udinese, le cosidette seconde linee hanno lasciato l'impressione che, in assenza dei padroni di ruolo, l'emergenza possa essere in qualche modo gestita.

Unica nota davvero stonata, viene probabilmente da Isla. Questo ragazzo, che lo scorso anno pareva un'iradiddio sul versante mancino dell'Udinese, non riesce ad ingranare, e fa proprio una gran fatica ad imporsi nell'economia della squadra. Ed è un peccato, in virtù del potenziale dimostrato nel suo recente passato, ed anche considerato l'esborso economico di circa 18 milioni di euro che il club piemontese ha tirato fuori per assicurarsi le sue prestazioni. Da rivedere anche l’autore del goal, Peluso che, tolta la segnatura, ha manifestato qualche incertezza di troppo, pur avendo palesato qualche lieve progresso rispetto al pessimo esordio contro la Sampdoria.
Insomma, il bicchiere va visto assolutamente mezzo pieno, ed anche più: questo Conte lo sa, e la partita contro i biancocelesti ha aumentato le sue certezze di avere a disposizione una rosa di assoluto valore. Certo, qualora arrivasse un rinforzo in avanti degno di tale nome, sarebbe ben accetto dall'allenatore pugliese e dai tifosi bianconeri...

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