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Adesso i viola devono recuperare la migliore condizione fisica per tornare ai ritmi alti di inizio stagione. E poi serve ritrovare il miglior Jovetic, il solista imprescindibile.

La Fiorentina interrompe la striscia negativa di tre sconfitte in fila con un sofferto pareggio contro il Napoli, muovendo la classifica e ritrovando serenità. Si interrompe anche il conto con la mala sorte, che nelle tre battute d'arresto c'aveva messo non poco lo zampino. Infatti il goal con cui la squadra di Montella è passata in vantaggio è stato a dir poco casuale: un lancio di Roncaglia del tutto inoffensivo è mal giudicato da De Santcis, che incoccia sul suo compagno e si fa scavalcare dalla palla, diretta in rete. Fino a quel momento la Fiorentina s'era data da fare, ma nessuna delle due squadre era stata davvero pericolosa. La gara era totalmente bloccata a centrocampo.

A livello di pura qualità calcistica, la partita contro i partenopei è stata la più brutta vista quest'anno al Franchi. Su di un campo reso scivoloso da continui scrosci d'acqua, le due squadre hanno messo in scena un match vigoroso ma troppo dominato dal tatticismo e spezzettato da continui falli. I due centrocampi si sono annullati a vicenda, concedendo pochissimi spazi grazie a raddoppi sistematici e falli tattici per impedire una veloce ripartenza dell'azione.

LA PARTITA | FIORENTINA-NAPOLI 1-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

FIORENTINA
14
3
54%
4
2
3

NAPOLI
10
5
46%
3
2
3

Non ci è piaciuto nemmeno l'arbitraggio di Bergonzi, che visto l'andamento della partita avrebbe  dovuto tenere un metro più “anglosassone” facendo correre la palla invece di fischiare ad ogni contatto. Infatti il gioco era già di suo “affogato” e annullato dalle mosse tattiche, e con continue interruzioni trovare un varco o un'apertura di campo è diventato impossibile per larghi tratti, almeno fino al sessantesimo quando le squadre (soprattutto una stanca Fiorentina dopo la fatica di Coppa Italia) hanno perso intensità e si sono allungate.

Inoltre i continui falli sanzionati dal fischietto hanno anche surriscaldato gli animi, contribuendo non poco a mettere in scena uno spettacolo non di prima classe. L'errore più grave dell'arbitro è stato non espellere ad inizio ripresa Behrami, che già ammonito è entrato nettamente in ritardo su Cuadrado, commettendo un fallo davvero plateale. Chissà se giocare 40 minuti in 10 avrebbe aiutato la Fiorentina a ritrovare il successo, ma guardando l'andamento della partita, il pareggio è un risultato giusto. Il Napoli ha concluso più pericolosamente a rete, con una splendida una parata di Neto su di un colpo di testa a botta sicura di Pandev; ma l'occasione ghiottissima capitata sul destro di Aquilani a tempo scaduto pareggia il conto.

Un punto tutto sommato guadagnato per la Fiorentina, visto che nell'ultima mezz'ora il Napoli ha attaccato di più. Un punto che muove finalmente la classifica, e che è la nota più positiva della domenica, perché dal punto di vista del gioco e della prestazione non si sono visti passi in avanti. Molta volontà, nonostante le poche energie per i 120 minuti (e la delusione) della Coppa Italia, ma poca lucidità e la conferma dei nodi al pettine delle ultime partite.

Non si segna, il goal è stato assolutamente casuale; il gioco resta poco fluido, con Aquilani ancora incapace di dettare i ritmi come Pizarro (ancora non pronto al rientro); meno sgroppate vincenti sulle fasce a cercare cross pericolosi; scarse geometrie e movimenti meno precisi rispetto alla Viola doc; Jovetic ancora una volta tanto generoso quanto poco incisivo da attaccante puro, come Toni, che s'è dannato l'anima senza mai trovare la porta.

Le conferme migliori arrivano dalla difesa, che ha superato bene l'impatto con una squadra difficile da contenere come il Napoli, con Savic in continua crescita, Rodriguez che ha guidato bene i compagni (ma deve cercare meno leziosità nel far ripartire l'azione...), e il rientro di Roncaglia, che oltre alla rete ha disputato una gara quasi perfetta, eccetto l'aver perso la marcatura di Cavani sul goal del Napoli, colpa che divide con Toni. Neto pare aver strappato definitivamente il posto a Viviano.

Se la difesa pare a posto, questo non si può dire per il centrocampo, dove con le cessioni di Olivera e Della Rocca servono innesti per ritrovare energia e magari qualche novità, aspettando anche il rientro di Mati Fernandez e soprattutto quello indispensabile di Pizarro. Borja Valero continua a scrivere pagine di calcio, ma non è pensabile che una squadra che ambisce all'Europa possa essere retta da un solo, seppur straordinario, giocatore. Aquilani in questa Fiorentina deve ritrovare la sua posizione ideale, quella di un interno che si inserisce, si sgancia su tutta l'ampiezza del campo dialogando con le punte e gli esterni, cercando l'inserimento e il goal. Nonostante la partita di sacrificio giocata contro Inler e compagni, in posizione centrale non ha i tempi del regista puro e non riesce più ad inserirsi in zona tiro con continuità, diventando un giocatore “normale”.

Forse la tempesta è passata, ma Montella deve iniziare a pensare che gli avversari ormai hanno capito il gioco della Fiorentina, e sono più preparati ad affrontarlo. Come ritrovare pericolosità? Recuperare la miglior condizione fisica, in modo da tornare ai ritmi alti di inizio stagione. E ritrovare il miglior Jovetic, quello che inventa la giocata, trova la porta ed è presente davanti al portiere, creando la differenza che oggi manca terribilmente alla Fiorentina. Nessuna grande orchestra può prescindere dall'assolo del suo primo violino se vuole incantare e lasciare il segno.

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