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Maurizio Compagnoni, telecronista di punta di Sky, commenta per Goal.com i temi più importanti della Serie A dopo ogni giornata di campionato.

Maurizio Compagnoni
Editorialista di Goal.com per la Serie A
 

Da sabato sera Sir Alex Ferguson ha il forte sospetto di aver fatto uno dei più colossali errori della sua straordinaria carriera di manager. La doppietta di Pogba contro l'Udinese è rimbalzata sulle tv inglesi, mostrando il talento di un calciatore che il santone scozzese aveva apprezzato (provò in tutti i modi a respingere l'assalto della Juve) ma non a sufficienza.

Se Ferguson avesse giocato di anticipo, Pogba non si sarebbe mosso da Manchester e il suo contratto sarebbe stato blindato. E invece Pogba è sbarcato in Italia a dimostrazione che con competenza e tempismo si possono prendere top player senza svenarsi. La doppietta all'Udinese è stata fondamentale per scacciare nubi insidiose all'orizzonte.

La Juventus ha vinto in goleada e ha rimesso gli inseguitori a cinque punti. Ha superato un ostacolo difficile senza quattro titolari importanti. La sensazione  è la stessa della settimana precedente: la Juve resta la grande favorita per il titolo, ha tutto per arrivare almeno a 85 punti anche se tra meno di un mese riprenderà la Champions.

Paul Pogba e la Juventus sono la dimostrazione che con competenza e tempismo si possono portare top player nel nostro campionato senza svenarsi

Alle sue spalle hanno frenato le inseguitrici, poco aiutate dalla fortuna. La prestazione del Napoli a Firenze è stata superba. Nel campo dove la stessa Juve aveva sofferto tantissimo, messa sotto per oltre un tempo, il Napoli per lunghi tratti, soprattutto nella ripresa, ha dominato (ma la Fiorentina sera senza Pizarro).

Anche in questo caso la competenza viene prima dei budget faraonici. Cavani è arrivato per 17 milioni pagabili in 4 anni. Ha sfondato il tetto dei 100 gol a tempo di record, ogni mese diventa più forte. Il Napoli ha tutto per arrivare a 80 punti e anche qualcosa in più, poi dipenderà dalla Juve.

Ha frenato la Lazio, penalizzata a Palermo da un errore dell'assistente sul raddoppio negato a Floccari. Lo stesso attaccante a cui era stata concessa contro l'Atalanta una rete viziata da fallo di mano nel turno precedente. La Lazio, comunque, ha sempre più il passo della grande squadra, ha una regolarità impressionante e anche Petkovic, continuando così, può arrivare agli 80 punti.

Il Milan ha ormai trovato la sua identità: Niang è pronto, Pazzini prende fiducia, El Shaarawy non segna ma è brillante. E anche Boateng cresce come mediano...

Non male, nell'ultimo turno, le due milanesi. Il Milan ha preso d'assalto il Bologna. La squadra ormai ha una sua identità. Niang si sta rivelando già pronto, Pazzini prende fiducia con i gol e Boateng (pur da rivedere) è meno a disagio nel ruolo di interno. Non segna da quattro partite El Sharaawy ma contro il Bologna è tornato brillante. E ha giocato benissimo Abate che, tuttavia, potrebbe essere sacrificato per avere denaro da investire sul mercato.

Buona anche la gara dell'Inter all'Olimpico contro la Roma. Le assenze in attacco hanno pesato meno del previsto perché Livaja, almeno nel primo tempo, è stato sorprendente. Guarin (ma chi scrive non aveva dubbi) si sta rivelando sempre di più un grande acquisto. La Roma ha pagato la serata storta di Osvaldo, la condizione precaria di Totti e qualche errore di troppo sotto porta. Zeman ha solo due punti in più rispetto al bistrattato Luis Enrique.

Per il resto da segnalare l'orgoglio del Siena che non si arrende, la grande stagione del Catania che con Maran viaggia addirittura su ritmi superiori a quelli di Montella e la crisi del Genoa. Preziosi ha messo alla porta Delneri a cui è stata affidata una squadra non in linea con le sue idee di calcio. Una squadra che invece rendeva discretamente con De Canio. Adesso sul ponte di comando c'è Ballardini il cui lavoro, nella precedente esperienza al Genoa, non fu apprezzato per come avrebbe meritato.

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